F1, è morto Niki Lauda

Vinse tre titoli mondiali con Ferrari e McLaren tra 1975 e 1984

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E' morto all'età di 70 anni l'ex pilota austriaco Niki Lauda, leggenda della Formula 1 tre volte campione del mondo. Lo rende noto la famiglia.
    "Con profonda tristezza annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia accanto lunedì", si legge nella nota. Lauda era ricoverato in una clinica privata in Svizzera per problemi ai reni. Otto mesi fa aveva subito un trapianto di polmone.
    "I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l'azione, la sua schiettezza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà", scrivono i familiari.
    Nato a Vienna il 22 febbraio del 1949, Lauda vinse tre titoli mondiali come pilota di F1 nel 1975, nel 1977 e nel 1984 con McLaren e Ferrari. Rimase gravemente ustionato in un incidente nel 1976. E' considerato uno dei migliori piloti della storia

Ferrari, Lauda resterà sempre nei nostri cuori

Oggi è un giorno triste per la F1. La grande famiglia della Ferrari apprende con profonda tristezza la notizia della morte dell'amico Niki Lauda, tre volte campione del mondo, due con la Scuderia (1975-1977). Resterai per sempre nei cuori nostri e in quelli dei tifosi. #CiaoNiki". Così la Ferrari commenta su Twitter la morte di Niki Lauda, scomparso nella notte a 70 anni.

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Sicurezza, Aci promuove patto automobilisti-ciclisti

In occasione della partnership con il Giro d’Italia

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Chiudi In occasione della partnership con il Giro d’Italia, ACI lancia la campagna #rispettiamoci. (ANSA) In occasione della partnership con il Giro d’Italia, ACI lancia la campagna #rispettiamoci.

 I ciclisti del Giro d'Italia oggi si fermano per una giornata di riposo, ma sulle strade si continua a morire in bici. Ogni settimana si contano 327 incidenti con le biciclette, per un totale di 5 morti e 346 feriti. Proprio al Giro d'Italia, ACI lancia la campagna #rispettiamoci, condivisa con la Federazione Ciclistica Italiana e il Comitato nazionale per la sicurezza stradale, che porta automobilisti e ciclisti a condividere 10 regole per la mobilità sicura, equamente divise tra due e quattro ruote. Migliaia di appassionati nelle prime nove tappe del Giro hanno sostenuto sui social la campagna dell'Automobile Club d'Italia con l'hashtag #rispettiamoci, attaccando sugli specchietti delle proprie auto gli adesivi di ACI per richiamare l'attenzione sui ciclisti durante la guida.

 

Anche i corridori sono protagonisti e in tanti hanno pubblicato un selfie con il cartello #rispettiamoci, a cominciare dalla maglia rosa, Valerio Conti, e dal primo italiano vincitore di tappa quest'anno, Fausto Masnada, oltre al beniamino dei tifosi, Vincenzo Nibali. Stesso entusiasmo tra campioni del ciclismo come Francesco Moser, Davide Cassani, Paolo Bettini, Gianni Bugno, Alessandro Ballan, Maurizio Fondriest, Moreno Argentin e Vittorio Adorni, consensi pure tra altre stelle sportive, come Giancarlo Fisichella, Alberto Tomba e Valentina Vezzali. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha condiviso con ACI il valore sociale della campagna in occasione della partenza della tappa Frascati-Terracina. Su ogni traguardo del Giro, il pubblico si è emozionato con la sfilata delle quattro auto d'epoca (Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1957, Fiat 135 A Spider Dino del 1967, Alfa Romeo Giulia Spider 1600 del 1964 e Lancia Flaminia Touring GT del 1961) portate alla corsa rosa da ACI Storico, con il supporto di ACI Global. Puntando sulla mobilità sostenibile, l'Automobile Club d'Italia è inoltre protagonista al Giro E, con la consegna quotidiana della maglia rossa ACI al miglior sprinter nella corsa di biciclette elettriche che accompagna il Giro.

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Gabrielli a inaugurazione sottosezione Polstrada Trani

Sede intitolata ad agente travolto e ucciso sull'A14 nel 2000

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Chiudi Gabrielli a inaugurazione sottosezione Polstrada Trani  (ANSA) Gabrielli a inaugurazione sottosezione Polstrada Trani

Il capo della polizia Franco Gabrielli ha partecipato a Trani alla cerimonia per intitolare la locale sottosezione di Polizia stradale all'assistente di polizia Tommaso Capossele, medaglia d'oro al valor civile, travolto e ucciso da un'auto il 9 luglio del 2000 mentre, con un altro agente rimasto gravemente ferito, si fermò sull'A14 all'altezza di Andria per aiutare un'altra pattuglia, impegnata nei rilievi di un incidente stradale.

"Questo è un lavoro fatto anche di sacrifici che a volte si scontano con la stessa perdita della vita - ha detto Gabrielli - ecco perché non saremo mai sufficientemente grati ai nostri caduti che non solo ci hanno indicato una strada ma ci hanno indicato anche il modo in cui percorrerla, fino in fondo fedeli agli ideali, fedeli ai valori e, quando come nel caso di Tommaso, poi, la vita perduta si traduce in ulteriori segni di generosità, come la donazione dei propri organi e il dono senza retorica dei propri figli, credo che si sublimi tutto quello che noi siamo e tutto quello in cui crediamo".

Entrambi i figli di Capossele, Francesca e Michele, allora bambini e oggi alla cerimonia, sono diventati poliziotti a Bari: Francesca è un tecnico in servizio nel Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica e Michele all'Ufficio di Gabinetto della Questura. A loro è stato consegnato il diploma di intitolazione della sottosezione. Presenti alla cerimonia anche rappresentanti delle istituzionali locali, civili e militari.

"Con questa intitolazione – ha aggiunto Gabrielli - non ci limitiamo a un gesto rituale e di mero ricordo, è molto di più, è la riaffermazione di quello che siamo e di quello in cui noi tutti crediamo e mi fa un profondo piacere che oggi ci siano due giovani colleghi insieme a me, che portano in sé la responsabilità di una tradizione familiare di chi, con questo gesto di eroismo, ha donato la vita a tutti noi e rappresenterà sempre un memento, anche attraverso questa struttura".

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Per furbetti della colonnina stop Governo GB incentivi PHEV

Acquistano ibride plug-in scontate e non ricaricano le batterie

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Chiudi Per furbetti della colonnina stop Governo GB incentivi PHEV (ANSA) Per furbetti della colonnina stop Governo GB incentivi PHEV

Il Governo britannico ha rivisto tutto il programma di sostegno al rinnovo del parco circolante a causa del comportamento scorretto dei possessori di auto ibride plug-in. Lo ha spiegato il ministro dei Trasporti Jesse Norman in una intervista al magazine Autocar: ''Abbiamo il dovere di spendere il denaro dei contribuenti per iniziative che accompagnano il cambiamento - ha detto Norman - e l'evidenza è che gli acquirenti di PHEV non si collegano alla rete per ricaricare le batterie. Quindi non ci sono vantaggi per l'ambiente e tutto il sistema degli incentivi viene indebolito''. Così, per il comportamento di un gruppo di 'furbetti' della colonnina i contributi che prima variavano da 2.500 a 4.500 sterline (2.850 - 5.125 euro) per le ibride plug-in e le elettriche, sono scesi a 3.500 sterline (3.990 euro) per i soli modelli BEV. I costruttori di auto ibride plug-in e la Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT) che rappresenta l'insieme delle Case che operano in Gran Bretagna hanno protestato vigorosamente contro il provvedimento, che ha avuto come conseguenza il calo delle vendite di PHEV del 34%.

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VitignoItalia premia qualità e registra boom visitatori

Da ieri a Napoli il Salone dei vini e dei territori italiani

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NAPOLI - Bilancio positivo per la prima giornata della XV edizione di VitignoItalia, Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani in corso di svolgimento fino a domani a Castel dell'Ovo, a Napoli. Ieri è stata, infatti, registrata, annunciano gli organizzatori, "un'affluenza record, con pubblico di appassionati e addetti ai lavori accorsi per conoscere le circa 280 cantine presenti, provenienti da tutta Italia, e degustare le oltre 2.500 etichette in mescita ai banchi d'assaggio". E rappresentativi di tutta la Penisola sono stati i vini vincitori del Napoli Wine Challenge, concorso riservato alle aziende che aderiscono alla manifestazione e realizzato in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog e Doctor Wine.

La giuria, presieduta dal giornalista Daniele Cernilli e composta da stampa di settore, buyer internazionali e operatori italiani, ha decretato, al termine della finale di ieri, le cinque migliori etichette per ogni categoria in gara: spumanti, bianchi, rosati, rossi e dolci. Le bollicine più buone sono risultate essere quelle dell'azienda campana Nifo Sarrapochiello, con la sua Falanghina del Sannio Brut DOP; Campania che ha fatto il bis con il bianco Il Cavaliere 2018 Fiano di Avellino DOCG D'Antiche Terre; alla Toscana la categoria rosati grazie al Fabula Rosé 2018, Maremma DOC di Montebelli; pari merito nei rossi, con il Pinot Nero Zeno Alto Adige DOC 2016 - Cantina Meran Burggräfler (Alto Adige) e il Cúmaro 2014 Conero Riserva DOCG Umani Ronchi (Marche); ad aggiudicarsi infine la categoria dolci è stato il Clematis 2013, Passito Rosso Colline Pescaresi IGT di Zaccagnini (Abruzzo).

Oggi in programma incontri e tasting guidati da alcuni esponenti del settore e organizzati in collaborazione con AIS, FISAR e Scuola Europea Sommelier. Tra gli appuntamenti 'verticale' di Brunello di Montalcino, poi assaggi di Borgogna e Champagne. Attenzione anche ai prodotti ittici del Mediterraneo con abbinamenti cibo-vino. AIS Campania presenta, inoltre, i Vini Gold della Guida Catalogo dei Vini-Regione Campania. E nel segno di alcuni rossi campani si apre l'ultima giornata di evento, domani, che vede in programma anche una tavola rotonda, abbinata ad una degustazione, su "L'uva principe del Sud e i suoi terroir: l'Aglianico motore di sviluppo economico e turistico sostenibile". Poi focus ancora sui di "vini di casa" con "Estremi campani, 5 assaggi di biodiversità vitivinicola della nostra regione".(ANSA).

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Presto su auto di serie il filtro anti particolato per freni

Realizzato dalla tedesca Mann + Hummel, per ogni tipo di vettura

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Chiudi Presto su auto di serie il filtro anti particolato per freni (ANSA) Presto su auto di serie il filtro anti particolato per freni

Potrebbero presto entrare nella dotazione di serie delle auto i nuovi sistemi di filtraggio del particolato che la tedesca Mann + Hummel ha realizzato per eliminare il problema dell'inquinamento provocato dai freni. Presentati come concept un paio di anni fa, questi dispositivi sono stati progettati per essere installati senza radicali modifiche su auto e veicoli commerciali d'ogni tipo, compresi quelli ibridi plug-in ed elettrici che, pur sfruttando il rallentamento generato nel recupero dell'energia, provocano comunque (in funzione del loro maggiore complessivo) una forte usura delle pastiglie e quindi importanti emissioni di polveri sottili. Il filtro Mann + Hummel lavora nelle vicinanze della pinza freno, pesa circa 500 grammi e assorbe l'80% del particolato emesso nell'azionamento, quando le pastiglie si appoggiano sul disco. Secondo ricerche citate dal produttore tedesco, quello dell'inquinamento da polveri sottili generate dai freni è un problema che nel traffico urbano genera molto più particolato rispetto a quello che esce dallo scarico delle auto. E tra queste polveri - sottolinea M+H - il 90% è molto sottile e quindi ancora più pericoloso per la salute umana.

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In Italia la prima palestra hi-tech multisensoriale

Si chiama i-Gym, per bambini con difetti della vista

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi La prima palestra i-Gym (fonte: Istituto Italiano di Tecnologia e Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale di Pavia) (ANSA) La prima palestra i-Gym (fonte: Istituto Italiano di Tecnologia e Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale di Pavia)

Al via in Italia la prima palestra interattiva e multisensoriale i-Gym per la riabilitazione di bimbi e ragazzi non vedenti e ipovedenti fino a 18 anni. È un progetto di 5 anni da un milione di euro, nato dall'accordo tra l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e la Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale di Pavia. Iit e Fondazione Mondino svilupperanno, grazie all'assunzione di quattro ricercatori, un laboratorio congiunto per testare le tecnologie di i-Gym, che sarà grande 60 metri quadrati e sarà la prima palestra hi-tech in Italia.

Il progetto è coordinato da Sabrina Signorini, del Centro di neuroftalmologia dell'età evolutiva della Fondazione Mondino, e Monica Gori, dell'Unità di ricerca per persone con disabilità visiva dell'Iit. Tra le attività che verranno sviluppate nella palestra i-Gym una nuova versione del famoso videogioco Pacman, che prevede l'applicazione di sensori indossati direttamente dai bambini con disabilità visive, per muoversi nello spazio guidati da stimoli multisensoriali, e la progettazione di colonne sensoriali che, attraverso l'utilizzo di luce, colore e vibrazioni, potranno aiutare i neonati con deficit visivo a imparare a camminare. "A causa di disabilità visive - spiegano i responsabili dell'i-Gym - i bambini ipovedenti e non vedenti imparano infatti a camminare più tardi, compromettendo così il loro normale sviluppo. Oggi non esistono dispositivi che possano essere usati a partire dalla nascita, ed è quindi fondamentale - concludono - intervenire precocemente per facilitare il corretto sviluppo delle loro funzioni motorie, sociali e cognitive".

"Stiamo sviluppando tecnologie nuove basate su sistemi multisensoriali che, attraverso l'utilizzo contemporaneo di udito e tatto, permettano di rendere tecnologici approcci di riabilitazione tradizionali", ha spiegato all'ANSA Monica Gori. "Grazie ad esempio a sensori indossabili con suoni, vibrazioni e luci, i bambini possono infatti imparare, divertendosi, a esplorare lo spazio intorno a loro e a evitare ostacoli", ha precisato la ricercatrice dell'Iit. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), sono 285 milioni, circa il 4% della popolazione mondiale, le persone con disabilità visiva severa. Quasi 19 milioni di loro sono bambini. A causa delle disabilità visive, molti di questi bimbi ipovedenti e non vedenti imparano a camminare in ritardo, anche di un anno, compromettendo così il loro normale sviluppo.

"Oggi non esistono dispositivi che possano essere utilizzati a partire dalla nascita, ed è quindi fondamentale - precisa Gori - intervenire precocemente per facilitare il corretto sviluppo delle funzioni motorie, sociali e cognitive di questi bambini. Migliorare la loro capacità di interagire con il mondo esterno, infatti, aiuta a migliorare le capacità sociali dei bambini. La nostra idea per il futuro - ha concluso la ricercatrice - è utilizzare questa palestra tecnologica non solo in ospedale, ma anche nelle abitazioni".

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Nessuna 'sfortuna', a causare i tumori sono fattori esterni

uno studio italiano mette al centro la prevenzione

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Cellule tumorali (fonte: Elisabetta Palazzo, Ph.D., NIAMS Laboratory of Skin Biology, Maria I. Morasso, Ph.D., Chief, NIH/NIAMS, Flickr) (ANSA) Cellule tumorali (fonte: Elisabetta Palazzo, Ph.D., NIAMS Laboratory of Skin Biology, Maria I. Morasso, Ph.D., Chief, NIH/NIAMS, Flickr)

artita a dadi col destino. Perché non c'è lo zampino del caso, né tanto meno della sfortuna, dietro ad alcune delle alterazioni del Dna più frequenti e importanti per lo sviluppo del cancro: a causarle, diversamente da quanto ipotizzato finora, sono dei segnali che la cellula riceve dall'ambiente esterno, condizionato a sua volta dal nostro stile di vita e dall'ambiente in cui viviamo. A dimostrarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Genetics dai ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e dell'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli.

I risultati, ottenuti anche grazie al finanziamento del Consiglio Europeo per la Ricerca (Erc), rimettono così al centro il ruolo della prevenzione del cancro, segnando un punto fermo nell'annoso dibattito scientifico sul ruolo della sfortuna acceso nel 2016 dagli autorevoli studi di Bert Vogelstein della Johns Hopkins Medical School: pubblicati su Science, indicavano come due mutazioni su tre nei tumori fossero dovute a errori casuali e quindi inevitabili.

I tumori, però, non sono scatenati solo da mutazioni, cioè piccoli cambiamenti della struttura dei geni: possono infatti nascere anche da altre alterazioni più consistenti, le cosiddette traslocazioni cromosomiche, dovute alla rottura della doppia elica del Dna che porta allo scambio di porzioni tra cromosomi e, a volte, perfino alla fusione di due geni 'rotti'. "Studiando le cellule normali e tumorali del seno - racconta Gaetano Ivan Dellino, ricercatore dello Ieo e dell'Università di Milano - abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente: possiamo prevedere quali geni si romperanno con una precisione superiore all'85%. Tuttavia solo una piccola parte di essi darà poi origine a traslocazioni. La questione centrale, che cambia la prospettiva della casualità del cancro, è che l'attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall'ambiente nel quale si trovano le nostre cellule, e che a sua volta è influenzato dall'ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti".

"Non esiste base scientifica che ci autorizzi a sperare nella fortuna per evitare di ammalarci di tumore. Anzi, ora abbiamo un motivo in più per non allentare la presa sulla prevenzione: nei nostri stili di vita, nel tipo di mondo che pretendiamo, nei programmi di salute che vogliamo dal nostro servizio sanitario, anche nel tipo di ricerca scientifica che vogliamo promuovere", aggiunge Piergiuseppe Pelicci, direttore della ricerca allo Ieo e professore di patologia generale all'Università di Milano.

"Per ora non abbiamo capito esattamente quale sia il segnale che induce la formazione delle traslocazioni, ma abbiamo capito che proviene dall'ambiente". Un primo colpo di piccone al mito della casualità, che presto potrebbe farlo cadere del tutto. "E' possibile che il medesimo meccanismo, o uno simile, possa essere alla base anche delle mutazioni studiate da Vogelstein: ci stiamo lavorando", conferma Pelicci.

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Animali in 'visita' ai loro padroni in ospedale, aperto uno spazio

Vicino Roma, è il primo in una struttura sanitaria pubblica nel Lazio

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Chiudi Animali in ospedale, aperto uno spazio vicino Roma (ANSA) Animali in ospedale, aperto uno spazio vicino Roma

  Un'area all'interno dell'ospedale dove i pazienti ricoverati possono incontrare i propri animali domestici. Lo spazio, il primo in una struttura sanitaria pubblica nel Lazio, è stato inaugurato questa mattina all'Ospedale dei Castelli, vicino a Roma. L'area '4 Zampe con te', nasce dalla collaborazione fra la Asl Roma 6, la struttura regionale Promozione e Prevenzione della Salute e l'Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana (Izp), e consente e disciplina l'accesso di cani, gatti e conigli in visita a pazienti ricoverati. Erano presenti all'inaugurazione l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, il dg della Asl Roma 6, Narciso Mostarda e il dg dell'Izp Ugo Della Marta. "Il momento della malattia è una fase molto difficile da affrontare e avere al proprio fianco anche i nostri animali domestici - ha detto D'Amato - è un fattore che può avere ricadute molto positive nel processo di cura e riabilitazione dei pazienti di qualsiasi età". L'incontro fra i degenti e il loro animale domestico è disciplinato da un regolamento specifico per il nuovo ospedale, che garantisce i benefici derivanti dal contatto con gli animali, assicura che tale interazione non presenti criticità di tipo igienico-sanitario verso altri degenti e l'ambiente circostante, e tutela il benessere psico-fisico degli animali in visita. 
   

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Fontana, terra e oro oltre lo spazio

Alla Galleria Borghese 50 opere dialogano con l'antico

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Con la loro luce brillante e quel modo di protendersi nello spazio, sembrano avvolgere il visitatore in un grande abbraccio, mentre lo sguardo si posa sulla magnificenza delle opere antiche e delle decorazioni tutto intorno. Sono 27 splendide Crocefissioni in ceramica il primo assaggio della mostra "Lucio Fontana. Terra e oro", allestita a Roma alla Galleria Borghese dal 22 maggio al 28 luglio in omaggio al grande artista novecentesco. L'esposizione, dedicata a due produzioni specifiche di Fontana, quella appunto dei crocefissi in ceramica e quella dei Concetti spaziali dipinti in oro, presenta circa 50 opere realizzate tra il 1958 e il 1968. Ad aprire il percorso, nell'imponente salone d'ingresso, a tu per tu con la genialità di Bernini e Canova, la serie di Crocefissioni in ceramica (a cui si aggiungono il delicato Fiocinatore in gesso dipinto, realizzato negli anni '30, e il dirompente Arlecchino del 1948, che rapisce lo sguardo con il suo mosaico dai colori sgargianti), opere che rivelano, nella conquista di un linguaggio scultoreo originale da parte di Fontana, un legame ancora presente con il gusto barocco. La seconda parte del percorso accoglie i Concetti spaziali, serie di dipinti in cui la riflessione sullo spazio si fa preponderante: sono opere in cui Fontana compie l'atto di tagliare e bucare non per distruggere, ma per avvicinarsi alla realizzazione del suo pensiero e in cui sceglie il colore oro come veicolo di massima astrazione e sintesi di luce e spazio.

La mostra è stata concepita con intelligenza e rigore scientifico da Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, la quale però di fronte alla stampa non nasconde il rammarico di non aver potuto avere tra le opere esposte anche "l'unica tela in oro della serie La fine di Dio, perché l'ambasciatore italiano a Tokyo ha ritenuto opportuno non rimuoverla dalla sua residenza e non prestarla alla Galleria Borghese per questa mostra". "E' un vero peccato, perché quest'opera di Fontana appartiene allo Stato italiano", spiega con amarezza, "evidentemente il ministero dei Beni culturali non ha potuto o saputo imporsi. Inoltre l'opera, in Giappone dagli anni '60, avrebbe avuto bisogno di essere restaurata e noi ci siamo anche offerti di farlo, ma non è servito". In ogni caso, anche con questa assenza importante, il percorso sorprende e affascina: non soltanto perché affronta con uno sguardo nuovo una specifica e significativa produzione di Fontana, ma soprattutto per la capacità di costruire una relazione critica tra le opere dell'artista e quelle della collezione della Galleria, in un continuo dialogo con l'antico.

"Fontana è un artista difficile e alla Galleria è il primo italiano del '900 a essere esposto. Portarlo qui può essere utile a cogliere la varietà di stili, tecniche e straordinarie individualità che il nostro museo può offrire", prosegue Coliva, "ma forse Fontana, che ha risolto il problema eterno dell'arte figurativa, ossia quello dello spazio, serve soprattutto perché dialoga con un luogo non neutro né deputato ad accoglierlo come la Galleria: un museo in cui ci sono infinite rappresentazioni dello spazio. Se nell'arte la rappresentazione spaziale è pur sempre una finzione, con Fontana lo spazio si crea". E proprio salendo al primo piano, con le tele a fondo oro dell'artista inserite tra le opere della collezione, il percorso giunge a compimento: poste accanto ai capolavori antichi, da Tiziano a Raffaello, i dipinti di Fontana si svelano in un effetto dirompente. I buchi e i tagli delle tele, nel trionfo dell'oro (in continuità ideale, o scontro, con l'oro metafisico della pittura antica) sono atto creativo libero, sono scoperta e conquista di una nuova dimensione che appunto costruisce lo spazio e, in qualche modo, lo supera. 

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Maltempo: Zaia, fondamentale uno stato di emergenza nazionale per l'agricoltura

Il governatore del Veneto, questa partita non si risolverà con un raggio di sole

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Chiudi Maltempo: Zaia, si apra uno stato di emergenza nazionale per l'agricoltura (ANSA) Maltempo: Zaia, si apra uno stato di emergenza nazionale per l'agricoltura

PADOVA - "Penso che sia fondamentale, giunti a questo punto, che si apra uno stato di emergenza nazionale per l'agricoltura". Lo ha detto oggi a Padova il governatore del Veneto, Luca Zaia, commentando il maltempo degli ultimi giorni a margine di un incontro con i vigili del fuoco.

"L'agricoltura - ha aggiunto Zaia - sta pagando pesantemente questa partita, che non si risolverà con un raggio di sole. Ormai la primavera se n'è andata, vuol dire che per orticole, colture a pieno campo, frutticole e vigneti si mette a repentaglio la produzione". Zaia a ricordato che "l'allerta idrogeologica c'è, anche perché lo stato di emergenza che ho firmato qualche settimana fa è aperto.

I cittadini segnalino alle amministrazioni i danni, poi cercheremo di raccogliere tutto in un dossier unico". 

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Al via Pint of science, la scienza entra nei pub

In 24 Paesi, decine di eventi in Italia

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Chiudi Al via 'Pint of Science', porta i ricercatori nei pub  (fonte: University of Glasgow)  (ANSA) Al via 'Pint of Science', porta i ricercatori nei pub (fonte: University of Glasgow)

Esperti di onde gravitazionali, microlplastiche, vulcani, social network, robot e big data per tre giorni 'usciranno' dai loro laboratori e si alterneranno nei pub per parlare delle loro scoperte alla gente, davanti a una birra alla spina. E' quanto prevede Pint of Science, ossia 'la scienza alla spina', il più grande evento di divulgazione scientifica del mondo in programma fino al 22 maggio. L'edizione 2019 coinvolge 24 Paesi e in Italia più di 300 ricercatori che parleranno in 74 pub di 23 città, da Trieste a Catania.

L'obiettivo dell'iniziativa, giunta alla quinta edizione in Italia e all'ottava nel mondo, è infatti "rendere la scienza alla portata di tutti in un contesto informale come il pub sotto casa", rileva Alessia Tricomi, presidente dell'Associazione Culturale Pint Of Science Italia che organizza l'edizione italiana.

Durante le tre serate, i pub coinvolti ospiteranno le presentazioni dei ricercatori impegnati in temi di grande attualità, alle quali seguiranno le domande del pubblico. Tra gli ospiti dell'evento ci sono, infatti, alcuni dei protagonisti delle più recenti scoperte scientifiche, come Pia Astone, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), nel gruppo che ha scoperto le onde gravitazionali, che a Roma racconterà come sono state osservate e come vengono prodotte nelle collisioni tra buchi neri. A Trento, invece, Roberto Battiston, dell'università di Trento, condurrà gli ascoltatori in un viaggio alla scoperta dei pianeti esterni al sistema solare.

A Milano Letizia Leocani, dell'Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), parlerà di neuroscienze e riabilitazione, mentre a Napoli, Bruno Siciliano, dell'università Federico II, racconterà le sue ricerche nel campo della robotica. Infine a Catania Isabella Pagano, direttrice del locale Osservatorio Astrofisico, parlerà delle future missioni spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Pint of Science è un evento gratuito, che in Italia è organizzato grazie al contributo di Infn, Inaf, Aism, Sierr (Società Italiana Embriologia Riproduzione e Ricerca). L'evento è nato a seguito di una iniziativa organizzata in Gran Bretagna nel 2012 da Michael Motskin e Praveen Paul dell'Imperial College di Londra che portò malati di Parkinson, Alzheimer e sclerosi multipla a incontrare i ricercatori nei loro laboratori. L'evento fu molto apprezzato e allora si pensò di farlo diventare un appuntamento annuale, nel quale, però sono i ricercatori a uscire dai laboratori per andare nei luoghi frequentati dalla gente, come i pub.

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Xylella: Centinaio, è arrivata in Salento per colpa dell'Europa

Ministro, chiedo scusa alla Puglia perché lo Stato ha voltato la faccia dall'altra parte

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LECCE - "L'Europa sa bene che se la Xylella è arrivata in Salento non è perché vi sia arrivata da Marte, ma perché i confini dell'Europa non sono sicuri. La responsabilità dell'arrivo in Salento della Xyella sta in un'Europa che da un lato, in alcuni Paesi come l'Italia, sembra matrigna, permettendo tutto ad altri Paesi". Lo ha detto a Lecce il ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio.
"Se penso - ha proseguito - che in un porto importante come quello Rotterdam, in un Paese dove pensano di essere più civili di noi, non abbiano fatto un controllo elementare come quello sulla xylella significa, sono convinto, che ci sono delle responsabilità ben precise dell'Europa che forse dovrebbe prestare più attenzione a quei Paesi che fanno meno controlli semplicemente perché devono rispondere a logiche di mercato".

"Chiedo scusa alla Puglia per il voltafaccia dello Stato"
"Chiedo scusa alla Puglia perché lo Stato, che si può chiamare ministeri, Regione, politica italiana o magistratura, in questi anni ha voltato la faccia dall'altra parte". Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, a Lecce dopo il sorvolo in elicottero su 165 km di area infetta da Xylella. "Chiedo scusa - ha detto alle centinaia di agricoltori di Coldiretti presenti nel teatro Politeama Greco - non come cittadino, ma come ministro dell'Agricoltura e come rappresentante dello Stato italiano".


"Ulivi devastati, ho la pelle d'oca"
"Sembra una regione avvolta da una ragnatela, è impressionante. Sorvolando queste aree mi è venuta la pelle d'oca e più l'elicottero si soffermava su questi alberi diventati ormai dei tronchi bruciati e più mi arrabbiavo". Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, dopo il sorvolo di 45 minuti in elicottero su 165 chilometri di campagne su cui si trovano gli ulivi devastati dalla xylella, tra Brindisi e Lecce. "Purtroppo - ha aggiunto - i tempi della macchina burocratica per dare una riposta immediata si sono allungati perché in Italia c'è un mostro che mi fa schifo, un mostro che se gli tagli una testa gliene escono subito altre due, ed è la burocrazia. Per ogni mese perso ci sono stati 2 chilometri (di ulivi, ndr) infettati".

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Europee: Cia, campagna elettorale si occupi di agricoltura

Basta questioni nazionali, candidati si impegnino su budget Pac

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Chiudi Cia, campagna elettorale si occupi di agricoltura (fonte: Pixabay) (ANSA) Cia, campagna elettorale si occupi di agricoltura (fonte: Pixabay)

ROMA - Mantenere inalterato il budget della Politica agricola comune post 2020 senza alcun taglio e allo stesso tempo accelerarne il percorso di riforma, già avviato in questa legislatura, in una logica di semplificazione, flessibilità e innovazione. Sono questi tra i temi sui quali Cia-Agricoltori Italiani chiede risposte ai candidati alle imminenti elezioni europee. Una campagna che invece, denuncia la confederazione, verte solo su questioni ancorate a una visione politica prettamente nazionale, dalla flat tax, alle revisioni del contratto di governo, alla revoca di incarichi ai cannabis shop.

In una fase storica dove le sfide del mercato sono sempre più difficili e gli scenari geopolitici in evoluzione, Cia ritiene urgente un confronto sulle politiche europee e su una loro possibile riforma. Tra gli asset della agenda politica comunitaria, secondo Cia devono entrare anche la riforma del sistema dei pagamenti, più politiche di sostegno all'organizzazione di filiera e il rafforzamento delle politiche di gestione delle crisi.

Una strategia che comprenda quindi un progetto europeo di governo delle aree interne e nuovi accordi di libero scambio, segnala Cia, che da una parte sostengano l'export Made in Italy e dall'altro tutelino i prodotti sensibili da un import senza regole, anche rivedendo il funzionamento delle clausole di salvaguardia. Dalle nuove politiche comunitarie dipenderà il rilancio del processo d'integrazione dell'Unione e, conclude Cia, anche il futuro dell'agricoltura. 

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Costa, nel ddl "Terra Mia" il Daspo per chi inquina

Terra dei fuochi, entro giugno nuovi dati epidemiologici

Ambiente & Energia Istituzioni e UE
Chiudi Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa (ANSA) Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa

Nel disegno di legge che il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, depositerà "agli inizi di giugno è previsto il Daspo ambientale per chi inquina". Lo ha detto lo stesso ministro Costa parlando con i giornalisti a margine dei lavori dei Comitato interprovinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, tenuto negli uffici della Prefettura di Napoli per fare il punto sulle azioni di contrasto ai roghi tossici nella cosiddetta "Terra dei fuochi", che si trova a ridosso delle province di Napoli e Caserta. "E tra chi inquina ci sono anche molti camorristi o esponenti della criminalità organizzata", ha proseguito Costa. Nel disegno di legge "Terra Mia", ha aggiunto "verrà prevista anche l'inversione dell'onere della prova, così come per i reati della criminalità organizzata". Il ministro ha anche detto che i Comuni delle province di Napoli e Caserta devono lavorare insieme "per contrastare i roghi tossici".

Parlando della terra dei Fuochi, il ministro ha annunciato che "entro fine giugno verranno presentati all'Istituto Superiore di Sanità i nuovi profili epidemiologici di una quota parte della Terra dei fuochi. E' l'indice di correlazione presunta tra il dato epidemiologico e l'ingiuria ambientale". Inoltre, "fanno parte del sistema i medici di base, che - ha aggiunto Costa - geolocalizzano dove avvengono le cose e che in termini". Il modello di contrasto ai roghi tossici adottato nella "Terra dei fuochi" sarà applicato, "con le dovute differenze territoriali" anche in altre regioni italiane  ha detto Costa. "Dal punto di vista di controlli le maglie si sono strette - ha aggiunto - ed abbiamo il doppio degli arresti, delle sanzioni amministrative e penali". Altra cosa interessante, ha stigmatizzato ancora il responsabile dell'Ambiente, è che "sono state in campo altre risorse tecnologiche". L'Aeronautica militare, ha spiegato Costa, "ha messo a disposizione i suoi aerei, per foro aeree e la termoverifica e altre strumentazioni ad alto profilo del territorio stiamo avendo un report più dettagliato del territorio". Un lavoro che sta diventando "un modello di presidio territoriale del Paese Italia. Non è solo una cosa di Napoli e Caserta; parte da qui - ha concluso Costa - perché qui c'è stata una vicenda che dobbiamo superarla fino ad arrivare a roghi zero".  

Il Ministero della Difesa ha deciso di impegnare, oltre quanto già schierato dall'Esercito, anche ulteriori assetti e capacità operative resi disponibili dall'Aeronautica per contrastare i roghi nella cosiddetta Terra dei fuochi, si è appreso al termine del vertice che il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ha tenuto per fare il punto sulle azioni messe in campo. Così oggi, satelliti, aerei, droni, piattaforme terrestri e analisti dei dati immagine coopereranno in un sistema integrato che utilizza il paradigma ben noto in ambito militare, denominato ISR (Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione).

In tale contesto gli assetti dell'Aeronautica Militare saranno impiegati nelle attività di sorveglianza aerea e raccolta informativa su aree ampie o specifici punti di interesse, con l'impiego di sensori provenienti da diverse piattaforme, come sensori elettro-ottici o ad infrarosso in dotazione sia ai velivoli a pilotaggio remoto come il Predator, ma anche ad altri velivoli. Attualmente è in corso una sperimentazione proprio in terra dei fuochi, con l'obiettivo di estendere questa attività di monitoraggio e intelligence anche in altre zone di Italia. In particolare, in un'area di 35 per 35 chilometri sono stati individuati 10 punti di interesse (POI) su cui sono state dirette specifiche missioni utilizzando diverse tipologie di piattaforme aeree. Nelle sole ultime due settimane sono state compiute 4 missioni (per un totale di circa 10 ore di volo) e altre sono previste nei prossimi giorni.

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Sarà un crossover di lusso primo modello firmato Dyson Car

Svelati disegni di brevetto dell'EV del re degli aspirapolvere

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Chiudi Sarà un crossover di lusso primo modello firmato Dyson Car (ANSA) Sarà un crossover di lusso primo modello firmato Dyson Car

L'auto elettrica 'a ciclone', parafrasando lo slogan che ha reso celebri una recente generazione di aspirapolvere high-tech, voluta dall'inventore, designer e imprenditore inglese James Dyson è in dirittura d'arrivo. Quello che è una tradizionale fonte di informazione sui futuri prodotti, cioè l'ufficio dei brevetti, permette infatti di fare, finalmente, luce su quello che sarà l'aspetto reale di una vettura a batteria che dovrebbe essere svelata alla fine del prossimo anno per arrivare sui mercati mondiali nel 2021. Dyson, che è uno degli uomini più ricchi della Gran Bretagna, crede fermamente nella validità di questo programma in cui ha investito una enorme quantità del proprio denaro (si parla di quasi 3 miliardi di euro) ed ora - con il reveal delle forme del suo primo modello - sta creando anche agitazione nei suoi diretti rivali, Tesla primo fra tutti.

Caratterizzata da un passo di ben 3,3 metri (degno di una limousine) a fronte di una lunghezza di circa 5 metri, la prima Dyson Car presenta una silhouette da crossover di lusso, o da suv coupé come potrebbe lasciare intendere l'elevata altezza libera da terra. E come scrivono i media britannici, il suo posizionamento dovrebbe essere nell'alto di gamma, cioè nella fascia attorno ai 100mila euro e, quindi, proprio in concorrenza con la Tesla Model X. Lo evidenzia la ricostruzione grafica che ne ha fatto, partendo dai disegni del brevetto, il magazine Autocar. Nessun dettaglio è stato fornito ufficialmente dalla Dyson, se non la prosecuzione del lavoro nella nuovissima sede dell' Hullavington Airfield, nel Wiltshire, una ex base della Raf che l'imprenditore ha trasformato in headquarter per la sua divisione auto e dove lavorano molti specialisti con grande esperienza nell'automotive, come l'ex presidente di Infiniti Roland Krueger. La produzione, anche per superare i problemi della Brexit, sarà invece localizzata a Singapore.

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Seat al fianco di Marco Mengoni nel tour 2019

Possibilità per il pubblico di conoscere gamma suv

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Chiudi Seat al fianco di Marco Mengoni nel tour 2019 (ANSA) Seat al fianco di Marco Mengoni nel tour 2019

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Nell'ottica di rafforzare il proprio posizionamento nell'ambito musicale e grazie alla partnership siglata con Live Nation (principale agenzia di organizzazione di concerti ed eventi in Italia), Seat è official car di #MengoniLive2019, il tour di Marco Mengoni partito lo scorso 27 aprile da Torino e che si concluderà il 30 maggio a Bologna, accompagnando con la gamma Seat Urban Vehicles la crew dell'artista nelle dieci città che ospitano le 20 date del tour, che continua a collezionare sold out. Oltre a rafforzare il legame e il posizionamento del marchio in ambito musicale, la collaborazione con il tour permetterà anche diverse attivazioni a livello locale per avvicinarsi e interagire con il pubblico, che potrà così conoscere in prima persona Arona, Ateca e Tarraco, i tre modelli che formano la gamma Seat Urban Vehicles, lavorando così in sinergia con la campagna di comunicazione cross mediale attiva in queste settimane. La presenza di Seat in questo tour fornisce al marchio un'occasione per raccontare com'è cambiato il modo di ascoltare la musica quando si è al volante, condividendo le soluzioni tecnologiche all'avanguardia, come l'integrazione di Amazon Alexa, Shazam o Spotify, la connettività Full Link, l'impianto BeatsAudio Sound System, la radio DAB+, tra le altre, sviluppate per garantire una fruizione del prodotto musicale continua, comoda e sicura anche durante la guida. (ANSA).

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Bollo auto, Regioni libere di introdurre esenzioni fiscali

Decisione della Corte Costituzionale

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Le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto: unico vincolo, non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Lo ha deciso la Corte costituzionale, che è tornata a pronunciarsi su una materia su cui si era già espressa in passato, ma con la sentenza appena depositata, relatore il giudice Luca Antonini, è andata a precisare la propria giurisprudenza in materia.

La questione è sorta all'interno di un contenzioso tra la Commissione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia-Romagna riguardante il pagamento della tassa automobilistica regionale per autoveicoli e motoveicoli con anzianità tra i 20 e i 30 anni, classificati d'interesse storico o collezionistico. Ma la decisione della Consulta ha una valenza più ampia, e potenzialmente può riguardare tutti i veicoli, imponendo alle Regioni unicamente di non alzare la pressione fiscale oltre il tetto fissato a livello statale.

"Oggi - ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio - una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto. Una buona notizia perché il bollo auto è una tassa ingiusta. Se compri la macchina la macchina è tua". Positiva anche la valutazione di Davide Caparini, assessore in Lombardia e coordinatore degli assessori regionali al Bilancio, secondo il quale "la sentenza va nella direzione di quanto chiediamo con l'autonomia. Finalmente - aggiunge Caparini - possiamo gestire anche se in parte quello che è un tributo regionale. Siamo quindi liberi di prevedere vari tipi di agevolazione, unico limite è ovviamente la compatibilità con il bilancio".

Il bollo auto produce un gettito molto consistente. Secondo i calcoli effettuati su dati Istat dalla Uecoop, l'Unione europea delle cooperative, il bollo auto si traduce in una stangata su famiglie e imprese da 6,7 miliardi di euro, cifra che indica un balzo del +17,7% in cinque anni. Fra il 2013 e il 2017 - spiega Uecoop - le tasse pagate dagli italiani per la macchina sono aumentate al ritmo medio di oltre 200 milioni di euro l'anno. In uno studio del 2016, la Uil aveva calcolato che gli introiti da bollo auto incidevano per l'11,7% sul totale delle entrate da imposte e tributi propri delle Regioni. Ora, forti della sentenza della Consulta, le Regioni avranno mano più libera nel posizionare l'asticella del prelievo.

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Da Hyundai sistema che monitora la qualità dell'aria nell'abitacolo

Smart Air Purification per gestire filtraggio in modo autonomo

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Chiudi Da Hyundai sistema che monitora qualità aria nell'abitacolo (ANSA) Da Hyundai sistema che monitora qualità aria nell'abitacolo

Hyundai Motor Group ha sviluppato il sistema 'Smart Air Purification', che monitora la qualità dell'aria nell'abitacolo per gestirne il filtraggio in maniera autonoma. L'innovazione si basa sul precedente sistema di purificazione dell'aria del gruppo, completandolo con il controllo costante della qualità dell'aria. Insieme ad innovazioni nel filtraggio, la nuova tecnologia può rimuovere il particolato che si trova all'interno dell'abitacolo anche prima che i passeggeri salgano a bordo, e purifica l'aria all'interno durante la guida. Questo nuovo sviluppo risponde alle preoccupazioni sull'impatto sulla salute derivato dall'inalazione di particolato atmosferico, specialmente negli ambienti chiusi. I sistemi di purificazione dell'aria convenzionali operano solo per periodi di tempo prestabiliti, disattivandosi da soli al termine del ciclo senza curarsi dell'effettiva qualità dell'aria raggiunta. Il nuovo sistema 'Smart Air Purification' attiva invece il filtraggio in maniera automatica appena viene registrato un livello di qualità 'Fair' (Discreta), lasciandolo in funzione fino a raggiungere il livello 'Excellent' (Eccellente) - passaggio che avviene in maniera quasi istantanea anche quando l'aria esterna è molto inquinata. I passeggeri possono monitorare la qualità dell'aria all'interno dell'abitacolo in qualsiasi momento, attraverso lo schermo del sistema audio-video navigation (AVN) che ne mostra una visualizzazione digitale in tempo reale. Il sistema si basa sulla categorizzazione della qualità dell'aria dei Korea Environmental Corporation Standards, che ne definiscono la purezza con quattro livelli in base alla presenza di polveri sottili: Excellent (Eccellente), Good (Buona), Fair (Discreta) e Poor (Scarsa). Hyundai Motor Group ha progettato il sensore a laser integrato utilizzato dal sistema 'Smart Air Purification' per garantire la massima durata e affidabilità. I sensori utilizzati in queste applicazioni possono infatti essere soggetti a problemi di affidabilità a causa dall'accumulo di particolato sulle lenti usate per la misurazione. Il disegno dei sensori a laser supera questa limitazione, dando spazio alle innovazioni del team di ricerca e sviluppo del Gruppo. Inoltre, test assicurano che sia i sensori, sia i motori delle ventole del sistema, mantengano la massima funzionalità anche nelle situazioni climatiche più estreme. Inoltre, il nuovo sistema di purificazione è abbinato ad avanzati e performanti filtri per l'aria, che migliorano la percentuale di polveri sottili catturate dal 94% al 99%. Inoltre il sistema 'Smart Air Purification' integra una funzione di deodorizzazione a base di carbone ed è in grado di chiudere automaticamente i finestrini del veicolo per facilitare il processo di purificazione dell'aria.

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Ad Autopromotec in mostra i 'bolidi' della Formula SAE Italy

ANFIA Motorsport a Bologna con prototipi team Padova e Trento

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Chiudi Ad Autopromotec in mostra i 'bolidi' della Formula SAE Italy (ANSA) Ad Autopromotec in mostra i 'bolidi' della Formula SAE Italy

Ad Autopromotec 2019 non solo spazio dedicato al mondo della ricambistica e dell'aftermarket. Gli appassionati dei motori potranno aver modo di ammirare, alla fiera di Bologna dal 22 al 26 maggio, due vetture della Formula SAE Italy, l'evento educational in programma dal 24 al 28 luglio presso l'Autodromo 'R. Paletti' di Varano de' Melegari, che ha come obiettivo il recruitment e la valutazione di innovative soluzioni tecnologiche da sviluppare per le aziende dell'automotive e del motorsport che sponsorizzano l'iniziativa. Quest'anno, la competizione universitaria organizzata da ANFIA, che vede la partecipazione delle facoltà di ingegneria di tutto il mondo impegnate nella progettazione e nella realizzazione di prototipi di autovetture monoposto da competizione a combustione, elettriche e driveless, ha tra le novità l'aggiunta di 8 nuovi slot nella classe 'elettrica' (1E), tecnologia oggi al centro del dibattito sulle tendenze evolutive del settore automotive.

Gli slot disponibili sono quest'anno 100 in totale, così suddivisi: 33 per la Classe elettriche, 52 per la Classe delle vetture a combustione, 10 per la Classe Driverless e 5 per la Classe 3 (la presentazione del progetto senza prototipo).

Risultano iscritti all'evento 99 team, di cui 80 di provenienza UE e 19 Extra-UE, per un totale di 28 Paesi e 94 atenei, di cui 17 italiani (19 in totale i team italiani). Alla fiera di Bologna, negli spazi espositivi dello stand A19, sarà possibile ammirare i 'lavori' dei team delle università di Trento e Padova. In particolare, sarà esposta ad Autopromotec il prototipo del team E-Agle Trento Racing Team (università degli Studi di Trento): una vettura elettrica da competizione, Chimera, sviluppata attorno ad un innovativo telaio tubolare facendo uso di giunti in acciaio stampati in 3D.

Nel 2017 il team E-Agle ha partecipato alla sua prima competizione: Formula SAE Italy di Varano De' Melegari. In quell'occasione la scuderia ha portato a casa il trofeo per la miglior soluzione telemetrica messo in palio da Teoresi Group.

Nel 2018 E-Agle ha deciso di raffinare il progetto di Chimera, apportando notevoli miglioramenti sia in termini prestazionali che estetici. Il nuovo prototipo, Chimera evoluzione, rivede il layout di tutto l'impianto powertrain, oltre ad un redesign integrale dell'impianto di raffreddamento e del pacco batterie.

C'è un uso massiccio dei materiali compositi in fibra di carbonio, grazie alla forte partnership con l'azienda Merelli Compositi, che permettono a chimera di raggiungere la massa di 220 kg. Durante il 2018 E-Agle ha partecipato a due competizioni; la prima a Varano (che le vale il titolo per la miglior HMI messo in palio da Automobili Lamborghini), la seconda a Barcellona (dove riesce a portare a casa un ottimo quarto posto per la Business Presentation). Attualmente il team è alle prese con la realizzazione di un terzo prototipo da gara, ancora coperto da riservatezza.

L'altro gioiellino in mostra a Bologna e quello del Race UP Team Combustion dell'università degli studi di Padova. Si tratta di un'auto che vanta un passo di 1535 mm con un binario di 1200 mm nella parte anteriore e 1190 mm nella parte posteriore, per una dimensione complessiva di 2998 x 1446 e un'altezza di 1199 mm. La MG 13.18 è alimentata da un motore Honda CBR 600 RR 2007/2008 aspirato con iniezione elettronica che sviluppa 90 CV.

L'appuntamento con la Formula SAE Italy ogni anno richiama nella Motor Valley i team degli atenei più prestigiosi pronti a scendere in campo per sfidarsi in una competizione dove l'ingegno è davvero tutto: l'edizione 2018 di Formula SAE Italy ha riunito 84 team universitari (+5% rispetto al 2017) da 26 diversi Paesi, per un totale di circa 2.600 studenti.

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Rimuovere subito dallo stomaco le pile a bottone ingerite dai bambini

Anche se non ci sono sintomi possono danneggiare rapidamente lo stomaco

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Ricerca del Digestive Health Institute al Children's Hospital Colorado (ANSA) Ricerca del Digestive Health Institute al Children's Hospital Colorado

 Le pile a bottone, quando ingerite accidentalmente dai bambini, possono danneggiare rapidamente lo stomaco. In alcuni casi possono perforare la parete gastrica.
    Per questo, anche quando il piccolo non presenta sintomi e la batteria è passata in modo sicuro attraverso la parte stretta dell'esofago, il medico dovrebbe agire rapidamente considerando la rimozione. È questo il suggerimento che arriva da uno studio presentato alla Digestive Disease Week 2019. La ricerca è guidata da Racha Khalaf, del Digestive Health Institute al Children's Hospital Colorado, mette in discussione la corrente pratica di attesa vigile prevista da alcune raccomandazioni Usa.
    I ricercatori hanno raccolto dati relativi a 68 ingestioni di pile a bottone da gennaio 2014 a maggio 2018. "Queste batterie - evidenzia Khalaf - sono dappertutto, si trovano in giocattoli, telecomandi, portachiavi, orologi, biglietti di auguri musicali". Lesioni erosive al rivestimento della mucosa dello stomaco sono state riscontrate nel 60% dei casi esaminati, senza una relazione apparente tra danni e sintomi, o legami con il tempo trascorso dall'ingestione. Ciò suggerisce che medici e genitori non dovrebbero aspettare i sintomi o il passare del tempo per agire, sottolinea Khalaf, aggiungendo che rimuovere la batteria in anticipo evita ripetuti viaggi al pronto soccorso e riduce le radiografie. Le raccomandazioni dello studio rappresentano un approccio più 'aggressivo' al problema di quelle di due organizzazioni nazionali Usa. La Società nordamericana per la gastroenterologia pediatrica, l'epatologia e la nutrizione infatti raccomanda l'osservazione quando sono trascorse meno di due ore dall'ingestione, la batteria è di 20 mm o meno e il bambino ha almeno 5 anni. Sulla stessa linea anche il National Poison Center che in assenza di sintomi suggerisce si attendere prima di agire per consentire alle pile ingerite di passare attraverso il sistema digestivo.(ANSA).
   

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