Turismo: Fvg; Forni di Sopra, Perla Alpi per sport e natura

Paradiso nel Parco delle Dolomiti Friulane patrimonio Unesco

Redazione ANSA Forni di Sopra (Udine)

Adagiato nella conca ampia e soleggiata della Val Tagliamento, a Est del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, confine tra Friuli e Veneto, il borgo montano di Forni di Sopra è una Perla delle Alpi, una "gemma" incastonata tra imponenti vette dolomitiche, paradiso per gli amanti dello sport e della natura, d'estate e d'inverno.

Abitato probabilmente già in epoca pre-romana, da genti gallo-celtiche, e collocato lungo un'antica via di collegamento verso nord, il paese deve forse il nome alla presenza di antichi forni fusori per lavorare il ferro o alle fornaci per cuocere la calce. Divenuto feudo della nobile famiglia friulana Savorgnan, il paese passò nei secoli sotto la Repubblica di Venezia prima e gli Asburgo poi, per diventare Regno d'Italia nel 1866.

Da antico borgo montano rurale, le cui caratteristiche si possono ancora ammirare passeggiando nel centro storico e nelle borgate dove ancora sorgono le tipiche abitazioni con la parte inferiore in pietra e quella superiore in legno con ballatoi e scale esterne, Forni di Sopra ha scoperto la vocazione turistica a metà anni '50. Una vocazione da allora sempre coltivata e sviluppata prestando particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio ambientale e alla sostenibilità. Forte del fascino dei panorami alpini e di essere comune a impatto zero, che soddisfa il fabbisogno energetico con due centrali idroelettriche della centenaria cooperativa locale e del comune unite a un impianto a biomasse comunale, Forni di Sopra è Comune tra i fondatori dell'associazione internazionale Alpine Pearls che mette in rete 23 tra le più belle località alpine di Italia, Austria, Slovenia, Germania e Svizzera, eccellenze del turismo eco-compatibile di qualità, basato su mobilità dolce e rispetto di clima e natura.

Le aguzze cime rocciose che digradano dai 2.600 metri della vetta dolomitica più alta verso boschi e prati che circondano il paese a 907 metri di quota, sono la cartolina di un paradiso naturale incontaminato. Un territorio ampio e variegato che offre occasioni di riposo e svago personalizzate a tutti gli amanti della montagna, dalle famiglie con bambini piccoli agli alpinisti più esperti, in tutte le stagioni. D'inverno, con la neve, Forni di Sopra diventa fulcro degli sport invernali. Un attrezzato comprensorio sciistico, diviso nella Ski Area Davost a fondovalle con piste medio-facili per i principianti e gli sciatori alle prime armi e nella Ski Area Varmost con lunghe piste panoramiche per i più esperti, consente lo sci alpino. Gli appassionati di sci di fondo possono invece contare su un anello di 12 chilometri, in parte illuminato anche per la notte, innevamento artificialmente, omologato dalla Fis per gare internazionali, inserito nel circuito del Dolomiti Nordic Ski.

Forni di Sopra offre anche itinerari per lo scialpinismo e per le passeggiate con racchette e ciaspole.

D'estate, con i prati verdi punteggiati di fiori colorati ed erbe spontanee, il paesaggio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (dal 2009 Patrimonio universale dell'Umanità Unesco), si trasforma in una riserva incontaminata e selvaggia. Una fitta rete di sentieri di vari gradi di difficoltà, percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo, conducono i turisti in innumerevoli escursioni, alla scoperta di flora e fauna: dalle passeggiate rilassanti adatte anche alle famiglie fino ai trekking e ai percorsi alpinistici più impegnativi. Tra le attrazioni più note, c'è l'oasi Parulana, area faunistica sviluppata su 5 ettari dove si possono osservare volpi, cervi, linci e gufi reali, fortemente danneggiata, però, oggi, dalla alluvione dell'autunno scorso. Ma gli enti pubblici stanno già provvedendo a ripristinarla per riaprirla al più presto.

La località montana offre anche la possibilità di visitare un singolare sito archeologico: i resti del castello di Sacuidic, antico maniero del XII-XIII secolo, sulla sponda sinistra del fiume Tagliamento, che fu dato alle fiamme verso la fine del 1200, probabile sede di una zecca clandestina. Ancora oggetto di scavi e restauri, dal sito sono stati portati alla luce frammenti di ceramiche e vetro, oggetti in metallo e antiche monete.

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