Turismo: Fvg Valcanale, miscela di culture tra Alpi Giulie

Da Tarvisio a Malborghetto, il cuore pulsante della Mitteleuropa

di Alberto Rochira TARVISIO (UDINE)

 Non stupisce che Julius Kugy, poliedrica figura di alpinista nato austro-ungarico e morto italiano (Gorizia 1858 - Trieste 1944), ma anche scrittore, musicista, botanico e giurista, interprete autentico dell'epoca d'oro della Mitteleuropa, sia rimasto talmente affascinato delle Alpi Giulie da diventarne l'autentico e insuperato cantore. Le cime intorno a Tarvisio (in provincia di Udine), dominata dal panoramico Monte Lussari sul cucuzzolo del quale svetta il santuario mariano sacro a tre popoli (friulano, carinziano e sloveno), offrono scorci e paesaggi mozzafiato e si prestano per escursioni di assoluto pregio. Nel fondovalle, la cittadina d'origine romana, nel Medioevo possesso del vescovo di Bamberga, poi di Venezia, in seguito degli Asburgo, e dal 1919 entrata a fare parte del Regno d'Italia, conserva una vocazione emporiale, ma negli ultimi decenni ha scommesso in particolare sul volano del turismo.

Luogo di frontiera, a pochi chilometri dall'Austria e dalla Slovenia, sulla doppia direttrice Venezia-Vienna-Lubiana e in prossimità degli importanti ex valichi di Coccau, Fusine e del Predil, oggi la città di Tarvisio (circa 4.300 abitanti) guarda alle sue bellezze naturali e alla sua peculiarità (frutto di una mescolanza di lingue, culture, cucine e tradizioni diverse) come a un'autentica risorsa.

Tra i "gioielli" locali, la Foresta millenaria da 23.300 ettari (condivisa con altri Comuni), tre laghi (due a Fusine e uno a Cave del Predil), la pista Di Prampero (già sede di Coppa del Mondo) e il resto del demanio sciabile, compresa l'Arena Paruzzi per il fondo, e la pista ciclabile Alpe Adria, un vero fiore all'occhiello. Nel cuore di Tarvisio 'bassa' il Mercato coperto, ristrutturato alcuni anni fa, con 106 stand, centro commerciale di richiamo anche per i vicini austriaci e sloveni. Da visitare, nelle vicinanze, la storica miniera dismessa di Raibl (Cave del Predil) e l'elegante palazzo Veneziano di Malborghetto.

Maggiore polo sciistico dell'intero Friuli Venezia Giulia, Tarvisio e la Valcanale puntano d'inverno sui weekend e le vacanze sulle neve, con una varietà di piste per ogni specialità e per tutti i livelli di preparazione. Lo sport è di casa, in tutte le sue forme (c'è anche un golf club con annesso ristorante) e, insieme all'escursionismo, rappresenta il punto di forza della proposta turistica in qualsiasi stagione.

Nel centro di Tarvisio e nelle sue frazioni, ma anche nei centri limitrofi, come Malborghetto e Valbruna, Ugovizza (dotata di un celebre caseificio) e Bagni di Lusnizza, le occasioni per soddisfare i palati anche più esigenti non mancano, sia a livello di botteghe e spacci, sia in termini di ristorazione, con alcune punte d'eccellenza nei menù e nell'accoglienza, per una vastissima gamma di proposte, dalle malghe ai rifugi, fino agli hotel stellati.

Tra gli eventi di maggior richiamo che punteggiano il calendario della zona, la grande e originale rassegna "Ein Prosit", una delle più importanti manifestazioni enogastronomiche della regione, organizzata dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e del Passo Pramollo, in programma a novembre a Tarvisio e Malborghetto. E poi l'estivo No Borders Music Festival, che tra luglio e agosto propone a Tarvisio grandi nomi internazionali della musica contemporanea, i festeggiamenti ferragostani con fuochi d'artificio nel cuore della Valle, il festival Risonanze (giugno), con concerti di musica classica proprio nei boschi di abete rosso di risonanza che i maestri liutai sanno trasformare in strumenti di straordinario valore. Imperdibile, tra il 5 e l'8 dicembre, tra Tarvisio, Malborghetto, Camporosso e altre località della Valcanale, la spettacolare "calata" dei Krampus, diavoli nascosti nelle viscere delle montagne e nel fitto dei boschi, che al calar della notte scendono a valle e nei paesi per terrorizzare giovani e vecchi, armati di fiaccole, torce, picche e bastoni. Dietro le spaventose maschere e i costumi di pelliccia, ci sono i valligiani che si divertono a incutere timore a compaesani ignari e alla folla di turisti. Lieto fine con l'arrivo del carro di San Nicolò, l'unico che riesce ad ammansire i mostri e addirittura a intenerirli, fino a far loro distribuire ai bambini doni e strenne natalizie.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Archiviato in