Grande Guerra: dal centenario spinta per consolidare turismo

Presidente Mattarella concluderà manifestazioni in Fvg

di Pierpaolo Gratton

TRIESTE - Sarà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la sua presenza, a onorare, il 4 novembre, la conclusione delle manifestazioni per il centenario della fine della Prima Guerra mondiale in Friuli Venezia Giulia. L''inutile strage', infatti, ebbe proprio in queste zone il suo fulcro e a Redipuglia, sul 'pietroso' Carso monfalconese teatro di mille battaglie, fu costruito uno dei mausolei più imponenti d'Italia per ricordare le centinaia di migliaia di morti per la 'redenzione' di Trento e Trieste.
L'anniversario della Grande Guerra era stato inaugurato nel 2014 al sacrario con un grande concerto per la pace diretto da Riccardo Muti. Il maestro aveva scelto il Requiem di Verdi e aveva voluto a suonare e a cantare musicisti di Italia, Slovenia e Austria. A significare che la musica, cento anni dopo, poteva cementare un'amicizia e una solidarietà tra popoli una volta contrapposti e ora in crisi a causa del fenomeno migratorio. Un concerto che aveva fatto il paio con quello di qualche anno prima a Trieste - alla presenza dei presidenti di Italia, Slovenia, Croazia e Austria - per la ritrovata pace e concordia tra alcuni dei protagonisti in negativo del 'secolo breve'.
Il centenario non era sfuggito nemmeno alla Chiesa. Qualche anno dopo fu lo stesso Papa Francesco a fare visita al Sacrario.
E dai gradoni con le scritte 'presente' inveì contro tutte le guerre: 'Che follia la guerra!' aveva tuonato Francesco rimanendo in gran parte del mondo inascoltato. Da quei due avvenimenti 'storici' un susseguirsi di incontri, dibattiti, mostre, concerti, spettacoli, filmati: non c'è stato settore culturale - musicale, teatrale, umanistico, linguistico, storico - che in Fvg non sia stato toccato dall'evento. Migliaia di appuntamenti, dal 2014 al 2018, hanno contrassegnato il vivere nell'estremo lembo del Nordest d'Italia. Qualcosa è rimasto al di là dell'effimero, per primo il recupero della memoria storica.
Come sempre in questi casi appare estremamente difficile quantificare le ricadute economiche degli investimenti fatti, soprattutto da parte della Regione. Centinaia di bandi sulla Grande guerra hanno coinvolto in questo lustro migliaia di associazioni culturali e non solo, e migliaia di persone si sono cimentate con il tema, a partire dalle scuole. L'immaterialità delle ricadute morali e storiche sulla popolazione dei vari avvenimenti sponsorizzati non rende tuttavia giustizia di quello che la società civile del Fvg ha vissuto in questi anni. Decine di comuni hanno ospitato manifestazioni sulla Grande Guerra avvicinando a quel periodo persone altrimenti distratte e superficiale. E poi ci sono le cose durature: gli investimenti sui siti storici, fra tutti le trincee del Carso goriziano e monfalconese visitate ogni anno da migliaia di turisti.
Per non parlare dei musei: quello sulla Grande guerra di Gorizia è stato letteralmente rifatto e oggi si propone a studenti e appassionati in una rinnovata veste. Come il museo sul monte san Michele o lo stesso di Redipuglia e di altri centri della Regione. Poi ci sono gli itinerari turistici - per tutti i gusti e per tutte le tasche - che conducono gli appassionati sulle vie della Grande guerra, trincee, campi di battaglia, Isonzo e Carnia, trincee del Prestovec e camminamenti di Timau e Cave del Predil; da San Daniele e Forgaria al campo trincerato austro-ungarico di Ragogna; dal monte Calvario al monte Zermuda; dal Piccolo Miezegnot all'itinerario del ponte di Pinzano fino alla batteria del Col Colat. Insomma il Fvg si è inventato - grazie al Centenario - un nuovo tipo di turismo che oggi pare prevalere: quello slow che unisce alle bellezze artistiche e naturali i luoghi storici dove altre popolazioni, in altri tempi, hanno lottato e sono morte per la nostra libertà. Tutti i comuni del goriziano hanno riscontrato in questi anni un incremento turistico. Segno che quanto fatto dal 2014 ad oggi ha lasciato il segno. Difficile dire se produrrà effetti positivi, insomma se durerà negli anni. Certo il Centenario è stato il volano per un nuovo segmento turistico che la Regione saprà incrementare e favorire. A tutto vantaggio del territorio e dei cittadini che ne vorranno usufruire.

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