Turismo: Fvg; Sappada perla incastonata nelle Dolomiti

Piccolo centro dai confini 'mobili' e le tradizioni radicate

di Andrea Pierini TARVISIO (UDINE)

SAPPADA (UDINE) - Incastonata nella magica cornice delle Dolomiti a oltre 1.200 metri sul livello del mare dove nasce il Piave, fiume sacro della Patria, Sappada è la città più "giovane" del Friuli Venezia Giulia, regione dove è tornata, dal Veneto, nel dicembre 2017, dopo un percorso istituzionale lungo e complesso. Oggi è una delle perle da scoprire, non solo per le piste da sci, ma anche per la sua storia e i suoi segreti.
La Val Sesis ha una conformazione particolare, una valle verde a 1.200 metri d'altezza, creata dal Piave nei millenni.
Qui nel XI secolo alcune famiglie austriache, su autorizzazione del patriarca di Aquileia, fondarono una città che oggi conta 15 borgate (originariamente erano 14). Agricoltura, pastorizia e legname, questi i segreti che consentono a Plodn - il nome della città nel dialetto locale - di svilupparsi e mantenere una sorta di autonomia economica. Ancora oggi, passeggiando per i borghi si possono ammirare le storiche case in legno che, a distanza di 400 anni, raccontano la vita nelle borgate.
Nel 1814 Sappada apparteneva all'Austria, che vi costruì le opere pubbliche e le scuole; nel 1852 passò dalla provincia del Friuli a quella di Belluno con un referendum: i 263 capifamiglia votarono in modo compatto per entrare nel Regno d'Italia.
Durante la prima guerra mondiale non vi furono battaglie degne di nota, se non l'impegno delle portatrici carniche, staffette di donne che portavano viveri e munizioni ai loro uomini, militari impegnati sul fronte della Carnia. Per due anni Sappada venne però evacuata e gli abitanti trasferiti ad Arezzo, oggi comune gemellato, dove fu istituto provvisoriamente il municipio e i sappadini, 600, furono accolti. Fu garantito loro studio e formazione. Peggio di questo periodo fu la seconda guerra mondiale: Sappada fece parte della Repubblica libera della Carnia e vi furono scontri durissimi tra partigiani e tedeschi con deportazione di abitanti in campi di concentramento, in particolare Dachau. Al termine del conflitto la comunità si è progressivamente ridotta con tanti giovani partiti alla ricerca di fortuna in Svizzera o Germania.
Sarebbe stato il turismo la chiave della crescita, con tanti ragazzi tornati o rimasti a vivere nella valle riscoprendo antiche tradizioni e lavori.
La prima borgata che si incontra arrivando da Udine è Sesis, che si sviluppa da Cima Sappada alla borgata Lerpa, l'ultima prima del nuovo confine con il Veneto. L'area è circondata da sei gruppi montuosi con il Chiadenis, delle Terse, del Siera, dei Clap, l'Olbe edil Peralba dove c'è il monte omonimo di 2.694 metri, il secondo più alto delle alpi cariche, dopo il Coglians.
In inverno 25 chilometri di piste per lo sci di fondo attira campioni olimpionici come Silvio Fauner, Pietro Piller Cottrer, Marina Piller e Lisa Vittozzi. Per gli appassionati dello sci alpino 5 seggiovie e 8 sciovie sviluppano 20 chilometri di piste di media difficoltà con campetti per principianti. Infine, ci sono mete per appassionati di sci, di alpinismo e il parco giochi Nevelandia.
Tra i luoghi da visitare imperdibili sono le sorgenti del Piave, raggiungibili con una passeggiata di 8 chilometri con ciaspe o in motoslitta in inverno; a piedi o in bicicletta in estate. Ci sono poi i mulini di Cima Sappada e tutto il borgo di Sappada Vecchia con un'architettura che risale al 1600, conservata con grande cura.
Se Plodn è la città, plodarisch è la lingua ufficiale, un dialetto bavaro-tirolese, studiato per le sue caratteristiche.
Per chi cerca un alloggio, sono disponibili bed & breakfast o anche hotel di lusso dotati di ogni confort. Per il palato, si possono degustare prodotti tipici come salumi e formaggi, o scoprire la ricercatezza del ristorante 'Laite' che ha conquistato una stella Michelin grazie alla chef Fabrizia Meroi.

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