• Il killer di Strasburgo ucciso in un blitz della polizia. L'Isis rivendica l'attacco: era un nostro soldato

Il killer di Strasburgo ucciso in un blitz della polizia. L'Isis rivendica l'attacco: era un nostro soldato

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Il ministro dell'Interno francese Christophe Castaner è giunto al mercatino di Natale nel centro storico di Strasburgo, riaperto  dopo la strage di martedì sera. Imponente lo schieramento delle forze dell'ordine, moltissimi i turisti. Fra i presenti la reazione più diffusa è di "grande sollievo" dopo la cattura e l'uccisione del killer Cherif Chekatt in un blitz della Polizia. "Grazie a voi", ha ribadito Castaner rivolgendosi alle forze di sicurezza.

La caccia all'uomo è durata 48 ore. Poi, a qualche centinaia di metri dal luogo in cui fece perdere le sue tracce dopo aver fatto strage al mercato di Natale, Cherif Chekatt è stato localizzato e 'neutralizzato'. La fuga del terrorista è finita a rue Lazaret, dove i passanti, dietro le transenne, applaudono - a più riprese e lungamente - i poliziotti impegnati nel blitz decisivo. Neppure un'ora dopo la sua morte l'Amaq, l'agenzia dello stato Islamico, ha battuto la rivendicazione dell'Isis: "Chekatt era un nostro soldato" ed ha "portato avanti l'operazione per vendicare i civili uccisi dalla coalizione internazionale".

Secondo alcune fonti della polizia, il blitz che ha messo fine alla fuga del killer è scattato in serata, Chekatt stava camminando per strada quando è stato raggiunto dai poliziotti ed ha reagito immediatamente sparando. La reazione della BST, la Brigata specializzata sul terreno, avvertita da una donna che lo ha riconosciuto, è stata immediata e la folle fuga di Cherif Chekatt, 29 anni, si è conclusa. Due giorni dopo la strage al mercato di Natale di Strasburgo, come una belva ferita, Chekatt era ancora a Neudorf, il luogo in cui si era fatto accompagnare dal taxi e aveva fatto poi perdere le sue tracce. Era il "suo" quartiere, la zona che conosceva palmo a palmo, e dove - dicono alcune fonti ai media francesi presenti sul posto - potrebbe aver goduto di appoggi in queste ore. C'è anche l'ipotesi che l'avviso di ricerca di testimoni lanciato ieri dalla polizia abbia portato i suoi frutti 24 ore più tardi: già nel pomeriggio la "pista tedesca" era tramontata e diversi blitz era stati lanciati nella città.

Tutto era infatti concentrato da ore su Strasburgo e, in particolare, nella zona di Neudorf, dove probabilmente Chekatt ha cercato di farsi curare la profonda ferita al braccio provocata dai proiettili del fucile d'assalto in dotazione alla polizia che aveva reagito al suo attacco al mercato. Il bilancio ufficiale dei morti è di 3 persone, Kamal, l'afghano colpito con il bambino in braccio mentre passeggiava fra i banchi del mercatino, è deceduto dopo alcune ore di morte cerebrale.

Intanto, il tassista costretto ad accompagnare Chekatt durante la sua fuga ha rivelato che il terrorista - che lo ha risparmiato in quanto musulmano - gli aveva confidato di aver ucciso per "vendicare i fratelli in Siria".

Lotta contro la morte Antonio Megalizzi, il reporter italiano colpito alla testa, mantenuto in coma farmacologico dai medici che parlano delle prossime 48 ore come 'decisive'. Fra i dati in mano agli inquirenti, la testimonianza del tassista costretto a trasportarlo a Neudorf, dove Chekatt aveva fatto perdere le tracce. Il terrorista aveva detto al conducente di aver ucciso per "vendicare i nostri fratelli morti in Siria".

Il tassista, musulmano con vari oggetti di ispirazione islamica nell'abitacolo, ritiene di essere stato risparmiato proprio per la sua religione. Sempre in giornata, un amico stretto di Chekatt, che lo aveva anche ospitato la notte precedente l'attentato, era stato posto in stato di fermo ed è interrogato in queste ore. E' il quinto fermato dopo il padre, la madre e due fratelli del latitante. A Parigi, la polizia ha perquisito la casa in cui una delle sorelle abita con il marito, nel centralissimo boulevard Raspail. Strasburgo, nel pomeriggio, ha reso omaggio nella cattedrale strapiena di fedeli e cittadini e turisti alle vittime dell'attentato. Un momento intenso, durante il quale il vescovo Luc Ravel ha sottolineato che la violenza terrorista "ha colpito tutti, ha colpito la nostra capitale di Natale, Strasburgo", aggiungendo però che "ad essere ferita è stata anche l'Alsazia, la Francia, l'Europa e tutta l'umanità".

Continuano ad emergere particolari sui profili delle vittime. Anupong Suebsamarn, turista thailandese di 45 anni ucciso martedì sera da Chekatt, era in visita a Strasburgo con la moglie Naiyana. Erano arrivati il giorno prima, cambiando i loro programmi: il piano iniziale era, ovviamente, di visitare Parigi ma le manifestazioni dei gilet gialli li avevano spaventati ed avevano ripiegato su Strasburgo.

La capitale europea del Natale, Strasburgo, piomba nel terrore in una sera di dicembre, quando le luminarie delle feste illuminano all'improvviso una scena di guerra: spari in mezzo alla folla, morti, feriti accasciati nelle strade, persone che fuggono urlando. Tra i feriti anche un italiano, un giovane giornalista radiofonico, Antonio Megalizzi. Sono gravissime le sue condizioni: è stato ferito alla testa da un proiettile durante l'attentato di Strasburgo. Il connazionale, apprende l'ANSA da fonti qualificate, lotta in queste ore tra la vita e la morte nell'ospedale dove è ricoverato. 

I PRIMI SOCCORSI IL VIDEO

IL PUNTO DELL'INVIATO DELL'ANSA 

Il killer, identificato, era finito già in carcere in passato per aggressione. In seguito era stato segnalato come elemento 'radicalizzato' e come minaccia per la sicurezza nazionale. Si chiama Cherif Chekatt, 29 anni, di origini nordafricane ma nato a Strasburgo. Per prenderlo la polizia ha messo in piedi una caccia all'uomo imponente. Blindato il centro storico dove nessuno è stato fatto più entrare, solo uscire. Pattugliate palmo a palmo le strade deserte, anche con un elicottero. Il sindaco della città, Roland Ries, ha subito parlato di un attentato terroristico e ha invitato tutti ad asserragliarsi dentro casa.

Le autorità francesi hanno trovato del materiale esplosivo nell'abitazione dell'attentatore. La scoperta è stata fatta durante una perquisizione dell'abitazione poche ore prima dell'attacco. Le forze dell'ordine, ha detto Morisse senza fornire ulteriori dettagli, erano andate nella casa per arrestare l'uomo.

Da Parigi a Nizza a Berlino, gli attentati più sanguinosi

IL VIDEO la zona dell'attentato
 
A Strasburgo è la settimana più affollata, quella che oltre ai turisti vede arrivare in città tutto il personale del Parlamento europeo per la plenaria mensile. Molti gli eurodeputati, anche italiani, che si sono ritrovati bloccati dentro i ristoranti e i bar. Mentre il Parlamento è stato blindato, su ordine del presidente Antonio Tajani, e tantissime persone sono rimaste chiuse nel palazzo.

 

L'unità di crisi della Farnesina ha raccomandato agli italiani subito dopo l'attentato di evitare la zona del centro storico. In un tweet, si consiglia inoltre ai connazionali di seguire le indicazioni delle autorità locali.


Il Parlamento europeo è stato blindato dopo la sparatoria che si è verificata nel centro storico di Strasburgo
 

La dinamica dell'attentato - Il killer avrebbe esploso diversi colpi d'arma da fuoco nella rue del Grandes Arcades, vicino alla centralissima Place Kleber, dove si trova il mercatino e si sarebbe poi dato alla fuga in direzione della Grande Rue, dove testimoni avrebbero udito altri spari.

I presenti si sono dati alla fuga tra scene di panico. La polizia ha quindi isolato la zona per un raggio di circa 200 metri attorno alla piazza Gutenberg, il traffico è stato deviato, mentre le ambulanze correvano verso il centro. "Il cuore della democrazia europea colpito dalla follia omicida", ha commentato a caldo il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, anche lui a Strasburgo. Un attentato che tuttavia non arriva del tutto come un fulmine a ciel sereno. Già due anni fa, sotto Natale, la polizia francese aveva sventato un possibile attacco terrorista ai mercatini, smantellando una cellula a Marsiglia. Stavolta qualcuno si è riuscito a infilare tra le maglie della sicurezza, e a macchiare di sangue la città-bomboniera dell'Alsazia.

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