La città semi-deserta, in terra ancora il sangue

La gente, 'strano andare al lavoro', 'dobbiamo andare avanti'

Dopo la follia di ieri notte, Strasburgo si è svegliata avvolta in una cappa di nebbia, semideserta e spettrale. Poca la gente in giro, molti i bar che alle 8 del mattino sono ancora chiusi. Piazza Kleber, cuore delle feste natalizie, è una distesa vuota dove i pochi passanti scivolano via in fretta. Nelle strade le forze dell'ordine presidiano i luoghi teatro dell'attacco, delimitati con il nastro della polizia, anche se l'impressione non è di una città militarizzata. All'incrocio tra rue du Saumon e rue des Francs-Bourgeois c'è ancora una pozza di sangue rappreso per terra. Non si può passare.

"E' tutto sigillato per fare i rilievi del caso", spiega uno dei poliziotti all'inviato dell'ANSA sul posto. Anche un buon tratto di rue Sainte-Helene è sbarrato. Una camionetta della polizia è parcheggiata al centro della strada. In uno dei locali notturni del centro stanno ancora sistemando le panche da ieri sera. Poca la voglia di raccontare. "Sì eravamo qui ieri sera ma preferiamo non pensarci", dicono. In uno dei pochi bar-boulangerie aperti lungo la Grand'Rue, invece, la gente parla soprattutto dei fatti di ieri. "E' strano venire al lavoro - scuote la testa la barista - ma che possiamo fare? Dobbiamo andare avanti". "Oggi sul treno c'era meno della metà delle persone che trovo di solito", racconta una signora. "Mio figlio - dice - lavora all'ospedale, stanotte è dovuto stare in piedi fino all'alba, tutto questo è orribile".

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