Scudetto Juve: da sorpasso di marzo a svolta con Inter

Bianconeri a lungo dietro lepre Napoli, ultimo brivido Koulybaly

 E sono sette di fila, quattro sotto la guida di Allegri. La Juventus ha vinto il braccio di ferro con il Napoli con una giornate di anticipo, grazie al pareggio senza reti con la Roma all'Olimpico che ha reso inutile la vittoria sulla Samp degli azzurri, staccati di quattro punti. Il gioco dei bianconeri non sarà stato particolarmente bello, qualche volta anzi proprio brutto, ma resta sempre il più efficace. E l'insaziabile fame di vincere, la capacità di uscire dai momenti difficili, la compattezza del gruppo ancora una volta hanno fatto la differenza, oltre al talento dei campioni. Quasi si ci dimentica, ora, che la Juventus l'estate scorsa aveva perso Bonucci e Dani Alves, ritenute da molti critici perdite fondamentali. E che un paio dei colpi dell'ultimo mercato, Bernardeschi e Howedes, hanno potuto giocare l'uno poco l'altro quasi mai.

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L'inizio di stagione aveva fatto nascere qualche dubbio, non solo per i risultati: tre sconfitte nella tourneèe americana, con Barcellona, Psg e Tottenham, poi la Supercoppa italiana lasciata alla Lazio, per una disattenzione al 93', che aveva vanificato l'uno-due di Dybala. Punti interrogativi sulla tenuta della difesa riemersi nei raggelanti primi 7' di Marassi, alla seconda giornata di campionato, con il Genoa avanti di due gol in piena bufera per la Var, prima della rimonta bianconera. Sei vittorie consecutive prima del 2-2 di Bergamo, rigore sbagliato da Dybala a 6' dalla fine. Con il Napoli sempre a punteggio pieno, il pari con l'Atalanta aveva cambiato ruolo ai bianconeri, da lepre a cacciatore. Ed ecco la piccola crisi di risultati, la sconfitta casalinga con la Lazio, ma solo "frutto di episodi", aveva minimizzato Allegri dopo il secondo rigore consecutivo sbagliato da Dybala al 97' contro i biancocelesti. Quel ko aveva fermato le chilometriche serie di risultati positivi della Juventus all'Allianz Stadium, 41 partite senza sconfitte in campionato, 57 in tutte le competizioni ufficiali. 


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Dal sorpasso di marzo a svolta con l'Inter 

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Il successo sul Milan - doppio Higuain - aveva riacceso l'entusiasmo, gelato però dalla sconfitta di Genova con la Samp, 3-0 per i blucerchiati all'80', poi corretto in 3-2. "Ogni tanto le cose ci sembrano troppo semplici", era stata la riflessione di Chiellini. L'1 dicembre la prima svolta, il colpaccio nello scontro diretto con San Paolo, Napoli battuto con una zampata di Higuain, e riavvicinato a un punto, terza partita di seguito senza gol al passivo, dopo la sbornia di Genova. E poi una sola altre rete subita in 16 partite, tra campionate e Coppe, facendo piangere la Roma nello scontro diretto all'antivigilia di Natale. "Abbiamo ritrovato il piacere di difendere", la spiegazione, ancora di Chiellini. Juve non sempre brillante, come nel derby di ritorno, vinto di misura sul Torino, e nell'1-0 di Roma sulla Lazio, con la prodezza di Dybala nell'ultimo di recupero. Una svolta anche questa, con il morale poi rafforzato dalla vittoria di Londra con il Tottenham, valsa la promozione ai quarti di Champions. A metà marzo il sorpasso, quando il Napoli si è arreso alla Roma mentre la Juventus non perdeva più un colpo. Tra campionato ed Europa, Juve più forte anche della batosta psicologica di Madrid, pur con qualche brivido imprevisto a Benevento - due volte raggiunta - ma poi sicura con la Samp prima delle grandi emozioni finali. Il pareggio di Crotone e la sconfitta con il Napoli all'ultimo minuto, firmata da Koulibaly, giunta dopo una prova rinunciataria, hanno consumato all'osso il vantaggio sul Napoli. Con l'Inter la sofferenza più grande: in vantaggio dopo un quarto d'ora, raggiunta e superata da un'avversaria con un uomo in meno, fino alla clamorosa rimonta negli ultimissimi minuti. L'ultimo brivido in casa con il Bologna: oltre un'ora di inseguimento prima dello show con gli assist di Douglas Costa e i gol decisivi di Khedira e Dybala.

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