Gaza, colpita un'altra scuola dell'Onu Almeno 15 morti nel campo di Jabaliya

Fonti palestinesi: colpi di carro armato hanno ucciso 20 persone

Venti palestinesi che si erano rifugiati in una scuola Onu sono stati uccisi all'alba di oggi da un bombardamento israeliano nel nord della Striscia di Gaza, secondo i servizi di soccorso locali.

Secondo le fonti, colpi di carro armato contro il campo profughi di Jabaliya hanno colpito in pieno le stanze di due classi della scuola dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.

Un responsabile dell'Unrwa al momento ha confermato da parte sua la morte di almeno 15 persone.

Nella notte 8 persone sono rimaste vittima di raid a Gaza, Khan Yunis, Rafah e Shati.

Sale ad oltre 1.220 il bilancio delle vittime palestinesi nella offensiva di Israele contro Hamas.

 

Sono oltrei 200 i bambini palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio dei bombardamenti da parte di Israele. L'ultimo bilancio dell'Ufficio per il Coordinamento degli Aiuti Umanitari dell'Onu - aggiornato a lunedì 28 luglio - parla di almeno 229 piccole vittime.

Bombardata dall'aviazione militare israeliana l'unica centrale elettrica di Gaza. Lo hanno riferito i palestinesi che abitano nelle vicinanze, nel settore centrale della Striscia. Ci sono le foto. Alte nuvole nere di fumo stanno oscurando il cielo sulla cittadina della striscia  Numerosi quartieri di Gaza - mentre si moltiplicano gli attacchi dell'aviazione israeliana - sono senza energia elettrica. Chi puo' sopperisce con piccoli generatori di corrente elettrica ad uso familiare.

Ultim'ora: "Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci erano stati affidati all'inizio della campagna. Ora la leadership politica deve decidere se andare ancora avanti o ritirarsi da Gaza". Lo ha detto un'alta fonte militate israeliana citata dai media in forma anonima. Stasera alle 19 locali è prevista una nuova riunione del Gabinetto di sicurezza.

Agli oltre 200 mila sfollati di Gaza (su una popolazione di 1,8 milioni) se ne sono aggiunti nelle ultime ore altri 20 mila. Sono gli abitanti dei rioni di Izet Abed Rabbo (vicino al campo profughi di Jabalya) e di Zaitun (a est di Gaza) che la scorsa notte hanno ricevuto da Israele l'avvertimento di abbandonare immediatamente le loro abitazioni. Israele ha avvertito gli abitanti che i loro quartieri potrebbero presto trasformarsi in zone di combattimento con i gruppi armati palestinesi. Alla luce delle battaglie che la settimana scorsa hanno insaguinato Sajaya, Beit Hanun e Khuzaa (Khan Yunes) le minacce israeliano hanno indotto dunque la popolazione di quei rioni a sgomberare velocemente le proprie case. Cio', nonostante che nelle stesse ore numerosi quartieri fossero immersi nella oscurita' e malgrado i ripetuti raid dell'aviazione israeliana. Gli sfollati cercano adesso ospitalita' da congiunti o riparo in scuole pubbliche. 

A giornata appena iniziata, sale ancora il bilancio delle vittime di oggi nella Striscia di Gaza: almeno 26 al momento, tra le quali figurano nove donne e quattro bambini. Secondo i servizi di soccorso palestinesi, ammontano ad almeno 1.113 i morti dall'inizio dell'offensiva israeliana l'8 luglio scorso.

Nelle prime ore della notte bombardamenti hanno colpito Rafah e nel campo profughi Bureij. Colpita anche la casa di Ismail Haniyeh, leader di Hamas, nel campo di Shati.

Le sirene d'allarme hanno risuonato invece a Tel Aviv, dove sarebbero stati intercettati almeno 3 razzi.

Per lanciare razzi contro Israele Hamas usa anche cimiteri. Lo sostiene il portavoce militare israeliano in un messaggio twitter a cui allega la fotografia aerea del cimitero di Beit Lahya (nel nord della Striscia) ripreso mentre un razzo si eleva in volo verso Israele. In un altro messaggio twitter il portavoce militare ribadisce che l'ospedale Shifa di Gaza e il campo profughi di Shati sono stati colpiti ieri da razzi palestinesi lanciati da Gaza City verso Israele e risultati difettosi. In quelle esplosioni 10 persone (per lo piu' bambini) sono rimaste uccise.

Cinque soldati israeliani sono stati uccisi ieri nei combattimenti con un commando palestinese che stava tentando di infiltrarsi in un tunnel a Nahal Oz, vicino la frontiera con Gaza. Lo ha annunciato oggi l'esercito. "I soldati di fanteria Daniel Kedmi (18 anni), Barkey Ishai Shor (21 anni), Sagi Erez (19 anni) e Dor Dery (18 anni) sono stati uccisi in un tentativo di attacco", rende noto un comunicato militare, aggiungendo che la pubblicazione del nome del quinto soldato non è stata ancora autorizzata. Salgono così a 53 i militari israeliani morti dall'inizio dell'operazione contro Hamas.

Khamenei, armare palestinesi contro Israele - La guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha definito oggi Israele un "cane rabbioso" che sta commettendo un "genocidio" a Gaza, affermando che il mondo islamico deve "armare" i palestinesi. Khamenei ha parlato in un discorso diffuso in diretta dalla tv di Stato.

"Un cane rabbioso, un lupo selvaggio che attacca persone innocenti, bambini che hanno perso la loro vita senza colpe. Quello che fanno i leader del regime sionista è un genocidio ed una catastrofe storica", ha detto Khamenei. "Il presidente americano (Barack Obama) ha emesso una fatwa affinché la resistenza (palestinese) venga disarmata, così che non possa rispondere a tutti questi crimini. Noi diciamo il contrario: il mondo intero, ed in particolare quello islamico, deve armare più che può il popolo palestinese", ha aggiunto. Secondo il leader iraniano gli Stati Uniti ed i paesi europei sostengono la smilitarizzazione palestinese così che Israele possa attaccare "la Palestina e Gaza in qualsiasi momento, senza che si possano difendere". Khamenei ha infine salutato la "forza di resistenza palestinese: un popolo circondato in un piccolo territorio, con le frontiere chiuse, privo d'acqua ed elettricità, una popolazione che affronta un nemico armato come quello del regime sionista. Questo popolo resiste senza sosta: questa è una lezione per tutti".

 

Il punto sulla guerra al 28 luglio

Ancora una strage di bambini a Gaza. Netanyahu: "La guerra sarà lunga"
(di Massimo Lomonaco)

La parvenza di tregua di questi giorni non esiste più: a Gaza - dove si è festeggiato la fine del Ramadan - si è tornato a combattere. E il bilancio dei morti si è drammaticamente aggravato con una strage di 8 bambini, uccisi in un parco giochi di Shati da un razzo, e la morte di cinque soldati israeliani, di cui quattro colpiti da un tiro di mortaio nel Neghev, nel Sud del paese, lungo il confine con la Striscia.

Israele ha respinto l'accusa rivoltagli da Hamas di essere responsabile per gli attacchi di Shati e all'ambulatorio in disuso nei pressi di Shifa, l'ospedale più grande di Gaza: "Terroristi hanno lanciato razzi contro Israele: uno ha colpito l'ospedale di Shifa, l'altro il campo profughi di Shati", ha ribattuto il portavoce militare, aggiungendo che dall'inizio delle ostilità sono stati circa 200 i razzi lanciati da Gaza e caduti all'interno della Striscia.

La situazione sul campo - che ha visto un progressivo sgretolamento della tregua con il lancio di razzi da Gaza, l'infiltrazione da un tunnel di un commando di Hamas (5 morti) nel Neghev e i raid israeliani - non ha fatto che precedere le parole del premier Benyamin Netanyahu. "Dobbiamo essere pronti - ha detto alla stampa - per una lunga operazione fino a che la nostra missione non sia completata. Non è possibile che i civili israeliani vivano sotto la minaccia dei tunnel e dei razzi. Non fermeremo l'operazione finché non avremo neutralizzato tutti i tunnel del terrore, non c'è guerra più giusta di questa".

Netanyahu ha esortato la comunità internazionale a premere per la "smilitarizzazione della Striscia", senza la quale non ci può essere soluzione, ribadendo così quanto già detto al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon in merito all'ultima risoluzione delle Nazioni Unite della notte scorsa: "Non tiene in conto la sicurezza di Israele". Un giudizio - dopo il grande gelo di ieri con gli Usa - seguito oggi dalle parole del segretario di Stato americano John Kerry, secondo cui "il cessate il fuoco deve condurre a un disarmo di Hamas". Nelle stesse ore, in una conference call, Hollande, Obama, Merkel, Cameron e Renzi "hanno convenuto di raddoppiare gli sforzi per ottenere il cessate il fuoco".

"Il peggioramento della situazione - hanno affermato i leader - fa solo il gioco degli estremisti". I riflettori ora sembrano essere riaccesi - secondo molti analisti - sulla proposta di mediazione egiziana, condivisa dal presidente palestinese Abu Mazen, apparsa ridimensionata nei giorni scorsi e che ha provocato il grande freddo tra Israele e Washington. Alcune fonti danno in preparazione per i prossimi giorni un appuntamento al Cairo sulla proposta di cessate il fuoco tra l'Autorità nazionale palestinese e Hamas, moderato dall'Egitto di Sisi. Secondo Abu Mazen, la proposta egiziana "va incontro a tutte le richieste dei palestinesi, incluso l'apertura dei valichi e la rimozione del blocco" della Striscia di Gaza.

"Abbiamo boicottato il vertice di Parigi di sabato scorso - ha aggiunto - perché l'Egitto non è stato invitato". Mentre il capo di Hamas in esilio Khaled Meshaal, in un'intervista ad una tv Usa, si è detto "pronto a coesistere" con gli ebrei, i cristiani e gli arabi, ma non con uno Stato che occupa. "Non siamo fanatici - ha spiegato -. Non siamo fondamentalisti. Non combattiamo gli ebrei perché sono ebrei. Non combattiamo le altre razze. Combattiamo con chi occupa". In attesa che la diplomazia sia in grado di coagulare il consenso delle parti attorno ad una vera e propria tregua, la guerra è tornata a prevalere. I morti a Gaza, secondo fonti palestinesi, sono almeno 1037, esclusi quelli del pomeriggio di oggi, e oltre 6.000 i feriti. Con una situazione umanitaria disastrosa, alleviata solo in parte dalla pseudo tregua di questi giorni. In Israele i razzi sono caduti nonostante la tregua e i morti tra i soldati sono arrivati al totale di 48, quattro uccisi dal colpo di mortaio di Hamas e uno in combattimenti nel sud della Striscia. Più tre civili nei giorni scorsi.

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