Bruxelles: media, domenica sventata ondata attentati

I raid lanciati da polizia ed esercito tra la notte di domenica e le prime luci di lunedì in Belgio, con 29 perquisizioni tra Bruxelles, Charleroi e Liegi, hanno permesso di sventare una serie di attentati multipli nella capitale. Lo scrivono i quotidiani L'Echo e De Tijd citando "fonti ben informate", ripresi da praticamente tutti i media belgi.

Non si fermano le ricerche che si sono spostate in Vestfalia di Salah Abdeslam, il ricercato numero per le stragi di Parigi. Ma la polizia è sulle tracce anche di Mohamed Abrini che l'11 novembre sarebbe stato ripreso in un video nella pompa di benzina a Ressons, sull'autostrada in direzione di Parigi. Intanto emergono nuovi particolari sull'operato di Abdelhamid Abaaoud, la 'mente' della strage, morto nel blitz della polizia francese a Saint Denis il 18 novembre.

Abaaoud progettava un attentato alla Defense, il quartiere degli uffici e del commercio di Parigi, dove voleva farsi esplodere. E, secondo quanto riferito dal procuratore dei Parigi, è tornato sui luoghi delle stragi dopo il 13 novembre.

E' in stato di fermo dopo una perquisizione nella sua casa di Tolosa l''emiro bianco' di Artigat (sud, fra Tolosa e il confine spagnolo), l'imam salafita Olivier Corel. Corel è ritenuto ispiratore dei jihadisti della regione, fra i quali il killer di Tolosa Mohamed Merah e la 'voce' delle rivendicazioni Isis del 13 novembre, Fabien Clain.

Giallo su cintura esplosiva, quando è stata lasciata? - La cintura esplosiva ritrovata ieri in un cestino della spazzatura di una strada di Montrouge, la banlieue di Parigi in cui fu localizzato dopo gli attentati il terrorista Salah Abdeslam, potrebbe essere stata lasciata da qualcuno negli ultimi giorni. Il Montrouge ha confermato che la nettezza urbana passa a vuotare i secchi "una o due volte alla settimana. Per questo - aggiungono - ci chiediamo quando la cintura sia stata lasciata. Deve essere stato per forza di recente".

In Francia dalla proclamazione dello stato di emergenza seguito agli attacchi di Parigi sono state sequestrate 230 armi pesanti: è quanto annunciato dal ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, precisando che dal giorno degli attentati - venerdì 13 novembre - , tra l'altro, state effettuate 1.233 perquisizioni e 165 fermi.

Intanto le autorità belghe hanno incriminato un quinto sospetto in relazione agli attacchi terroristici di Parigi. Bruxelles resta in allarme rosso per il terrorismo e pensa a delle 'safe room', stanze-bunker negli istituti scolastici, dove far rifugiare insegnanti e studenti in caso di attacco. La misura di sicurezza, assieme ad altre, è oggetto di una circolare del ministro dell'Istruzione Joelle Milquet in vista della riapertura delle scuole, mercoledì, nonostante le autorità abbiano esteso l'allerta massima fino a domenica. Ma il sindaco di Bruxelles Yvan Mayeur è poco convinto e chiede 288 poliziotti per la vigilanza degli istituti.

Gli Stati Uniti arrivano a diramare un'allerta globale, mettendo in guardia i cittadini americani sui rischi nei viaggi su scala mondiale per una crescente minaccia terroristica. E' il segnale che la paura e la consapevolezza del rischio che tiene l'Europa paralizzata arriva fino a Washington, dove il presidente Barack Obama, appena rientrato dal tour in Asia tragicamente dominato dai fatti di Parigi e che ha visto la lotta al terrorismo diventare tema centrale anche al G20 in Turchia, tra poche ore vedra' Francois Hollande, a cui garantira' "il sostegno della nazione più potente al mondo" in "colloqui concreti sulle misure che gli Usa sono disponibili ad adottare" per affrontare la situazione della sicurezza francese, spiega la Casa Bianca. Obama lo dira' ancora a Hollande alla Casa Bianca, nelle prossime ore ribadira' il suo messaggio, garantiscono i suoi collaboratori, secondo cui "distruggere l'Isis e' un obiettivo realistico" e anche "senza tradire i nostri valori", con l'America che si conferma a guida della coalizione impegnata nella lotta all'Isis, ma a cui Washington adesso chiede di piu'.

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 I racconti dei testimoni nel sobborgo di Saint Denis.

La zona del covo dei terroristi è a meno di un chilometro dallo stadio.

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