• Manovra: Juncker, con Conte nessun incontro. Premier, lo chiamero'

Manovra: Juncker, con Conte nessun incontro. Premier, lo chiamero'

Resta alta tensione su asse Roma-Ue. Vienna attacca: 'Manovra non è cambiata, Bruxelles reagisca'

Non c'è nessun incontro previsto tra Jean-Claude Juncker e Giuseppe Conte la prossima settimana. È quanto emerge dall'agenda settimanale di Juncker e confermato da un portavoce dell'esecutivo comunitario. A margine del vertice Ue sulla Brexit di domenica resta comunque la possibilità di una discussione a margine. "La Commissione Ue sta completando la sua valutazione" sulla manovra e "il 21 ne saprete di più", ha aggiunto il portavoce a chi chiedeva se sarà presentato anche il rapporto sul debito 126.3. Questo resta infatti probabile ma non è per ora confermato.

Quando ci sarà l'incontro con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker? "Lo sentirò a inizio della settimana e concorderemo". Così il premier Giuseppe Conte ha risposto ai cronisti che gli chiedevano dell'incontro.

"Abbiamo completato questa riforma che consentirà alle persone oneste di mettersi in regola, di pacificarsi con l'amministrazione finanziaria. Lavoriamo per questo". Così il premier Giuseppe Conte spiega le novità introdotte con gli emendamenti al decreto fiscale, il giorno dopo il vertice notturno a Palazzo Chigi. "Tornato da Abu Dhabi, ieri siamo entrati in riunione per fare il punto politico su vari emendamenti riguardanti il decreto fiscale - ha continuato il premier fuori da Palazzo Chigi - Abbiamo convenuto di introdurre una nuova previsione che riguarda la possibilità di sanare le irregolarità meramente formali. Quindi abbiamo completato il disegno di pacificazione fiscale, che servirà a introdurre questa riforma organica e questa semplificazione materia fiscale". Durante il vertice notturno, inoltre, Conte ha aggiunto: "Abbiamo anche valutato, alla luce delle varie agevolazioni che abbiamo introdotto, che non c'è necessità di mantenere in vita quella dichiarazione integrativa che riguardava anche il non dichiarato". E ha concluso: "In prospettiva introdurremo anche l'inasprimento delle pene, per quanto riguarda i reati fiscali e completeremo il disegno di riforma fiscale".

Di Maio, preoccupazioni di Draghi sono le nostre  - "Sono d'accordo con Draghi, bisogna diminuire il debito pubblico". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio, secondo il quale la manovra del Governo "ha come obiettivo di aiutare le fasce più deboli e facendo questo si abbassa debito pubblico". "Le preoccupazioni di Draghi sono le nostre - aggiunge - con questa manovra il debito calerà, abbiamo lo stesso obiettivo che partiamo avanti con una ricerca diversa".

Salvini, Sanzioni Ue? L'Italia insorgerebbe  - "Vogliono sanzionarci, ma questo finirà per essere un danno più per la Ue che per noi. Sono dei pazzi se davvero aprono contro il nostro Paese la procedura d'infrazione. Insorgerebbero 60 milioni di italiani". Così il ministro dell'Interni e leader della Lega, Matteo Salvini, in due colloqui con Messaggero e Stampa. "Dovrebbero usare il buon senso, quello che hanno usato per la Francia e la Spagna che hanno violato la regola del 3 per cento del deficit sul Pil. Anche la Germania da anni è in surplus commerciale", osserva Salvini. "Se l'Europa crede di poter rivivere il film del passato, quello di un'Italia subalterna, con governi sempre pronti a dire di sì a qualsiasi diktat targato Bruxelles, Berlino o Parigi, non ha capito proprio niente". "Conte ha chiesto a Juncker un incontro per la prossima settimana, in cui spiegherà la nostra manovra economica. Anche Tria si sta sforzando di convincere Bruxelles che non siamo dei dissennati. Noi ce la stiamo mettendo tutta per evitare le sanzioni. Loro dovranno usare la ragionevolezza e non il pregiudizio", osserva Salvini, secondo cui "è preferibile, ma sempre di assurdo stiamo parlando e finché non le vedo non concedo, la procedura sul deficit piuttosto che quella sul debito. Da quella sul deficit è più facile rientrare". Parlando di sé, "ho visto sondaggi pazzeschi ma non li guardo sennò mi monto la testa. La chiave del mio successo è la normalità", dichiara Salvini. "Leggo sui social e su Instagram quelli che mi criticano perché sono una persona normale, come se fosse una cosa negativa. Mi criticano perché parlo di pallone, di Milan, di Vasco, di ragazze e allora? Io sto tra le gente, penso come le persone normali. Sì, la chiave del mio successo è quella di essere una persona normale".

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