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Vinitaly 2017 con 4.272 espositori (+3,3%), è record

Verona capitale del vino, oltre 50mila operatori esteri attesi

Redazione ANSA ROMA

ROMA - E' un'edizione da record quella del 2017 di Vinitaly, salone di riferimento per il settore vitivinicolo, alla Fiera a Verona dal 9 al 12 aprile.

"Siamo oltre i blocchi di partenza, abbiamo già fatto lo scatto - sottolinea all'ANSA il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani -, con 4.272 espositori (+3,3%) nella 51/a edizione. Si tratta di un record, che allo zoccolo duro degli operatori italiani, 4.049, vede crescere gli espositori esteri (223), a dimostrazione di quanto il mondo guardi sempre più a Verona".

"Siamo un unicum, l'unica fiera a presentare sia un'anima business che quella culturale, senza perdere la dimensione di festa del mondo di Bacco - prosegue Mantovani -. Aver separato gli spazi fiera riservati agli operatori dagli eventi per gli enoappassionati, che dal 7 sono in cartellone a "Vinitaly and the City", incontra le aspettative degli operatori, piace a Verona e a Bardolino. Non solo, abbiamo ricevuto tante richieste per future location in luoghi d'arte del territorio".

Per Mantovani sono "oltre 50mila gli operatori esteri attesi, con un nutrito gruppo di arrivi dal Regno Unito e un ritorno dei russi, accompagnati dal loro ministero dell'Agricoltura. La via della seta, inoltre, funziona, e anche per Veronafiere sembra essere l'anno del gallo: nel recente Capodanno cinese si è brindato sempre più italiano e lunedì ospitiamo, insieme al ministro Martina, Aline Bao, Responsabile acquisti internazionali Cofco (China National Cereals, Oils and Foodstuffs Corporation) e Rodrigo Cipriani Foresio, country manager Alibaba per Italia, Spagna e Grecia".

"Un Vinitaly dunque sempre più business e legato all'e-commerce e ai social, senza perdere la magia e la passione sul vino di qualità", ha concluso Mantovani.

Con una quota di mercato del 21%, l'Italia che si presenta quest'anno a Vinitaly si conferma il secondo Paese esportatore di vino nel mondo, per un valore registrato nel 2016 di oltre 5,6 miliardi di euro e una crescita sull'anno precedente del 4,3%. Il vino è anche il prodotto agroalimentare che registra di gran lunga il miglior saldo commerciale, con un surplus che supera 5,3 miliardi di euro.

Una superpotenza enologica, quella del Made in Italy, che trova a Veronafiere il proprio habitat commerciale per l'export.

In questa edizione, il trend delle presenze estere si prospetta in crescita, con nuovi buyer registrati provenienti in particolare da Cina, Usa, Regno Unito, Russia e Nord Europa, grazie anche alla collaborazione di Ice-Agenzia, nel quadro del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy di Mise e Mipaaf.

Nel 2016, su 130mila visitatori, 49mila erano operatori esteri, di cui 28 mila buyer da 140 Paesi. "L'impegno diretto di Vinitaly sul fronte dell'incoming dei trader è imponente - conclude il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese -, con una selezione che si è svolta in 35 Paesi ritenuti dagli espositori più interessanti per l'export".

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