• Elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria: vincono Bonaccini e Oliverio. La grafica dei risultati

Elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria: vincono Bonaccini e Oliverio. La grafica dei risultati

Trionfa l'astensionismo. Ascesa della Lega ridisegna la mappa dei partiti

Redazione ANSA

Segnate da un astensionismo record le elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria vedono il successo del centrosinistra. Stefano Bonaccini (VIDEO) vince in Emilia Romagna con il 49,05% dei voti (definitivi liste), seguito dal leghista candidato del centrodestra Alan Fabbri che ha avuto il 29,85%. Maroni e Salvini esultano. Slitta invece il dato definitivo delle regionali in Calabria. Sono iniziate in tarda mattinata nel tribunale di Cosenza le operazioni di controllo e verifica sulle incongruenze relative ai dati per le elezioni regionali di due sezioni del comune di Castrolibero (Cosenza). Al termine delle verifiche i dati saranno trasmessi alla Prefettura e al Viminale per poi procedere ad ufficializzare la ripartizione definitiva dei seggi. Le incongruenze riscontrate nelle due sezioni di Castrolibero non influiscono, comunque, sull'elezione di Mario Oliverio a presidente della Regione, che risulta al 61,53%, contro il 23,61% di Wanda Ferro. In Calabria c'è anche il flop del Movimento 5 Stelle. Con sole 10 sezioni ancora da scrutinare, i pentastellati ottengono il 4,88%, con un calo di quasi 17 punti sulle Europee di maggio, quando arrivarono al 21,50, ed una flessione ancora più pesante sulle Politiche 2013 (erano al 24,86%). Pur superando il quorum del 4% M5s, secondo gli stessi aderenti,non otterrebbe neanche un seggio.

Renzi: rispetto chiacchiere, noi cambiamo Italia - "Vittoria netta, bravissimi Bonaccini e Oliverio. Massimo rispetto per chi vuole chiacchierare. Noi nel frattempo cambiamo l'Italia". Così il premier Matteo Renzi su Twitter.  "Il dato dell'astensione è molto alto e deve far riflettere tutti i partiti. Ma i risultati vanno molto bene al Pd, ci siamo ripresi quattro regioni del centrodestra", aggiunge il premier. Poi Renzi aggiunge: "La non grande affluenza è un elemento che deve preoccupare ma che è secondario. Checché se ne dica oggi non tutti hanno perso: chi ha contestato le riforme può valutare il suo risultato. Il mio interesse non è mettere le bandierine ma affrontare i problemi degli italiani".

A proposito dell boom della Lega in Emilia Romagna, Renzi commenta: "Se loro stanno arrivando, noi aspetteremo - prosegue -. Mentre il centrodestra discute della propria situazione noi cambiamo l'Italia. Dopo 20 anni di fallimenti, anche della Lega, noi lavoriamo per il Paese e alle elezioni si vedrà chi è più forte". "Avevamo detto che non era un referendum sul governo, ora che il risultato è netto lo diciamo a maggior ragione. L'agenda del governo non muta ma stiamo consapevoli che se usciamo tutti insieme dalla cultura del piagnisteo l'Italia ha un ruolo".

Guerini invece invita a riflettere sull'astensione. "Il dato - spiega il vicesegretario del Pd a Porta a Porta - ci deve far riflettere, lo faremo noi come credo debba fare tutta la classe politica". Per Guerini le cause sono "diverse": "In Emilia Romagna - dice - si è trattato di un'elezione straordinaria non dentro un turno ordinario e quindi poco raccontata dai media. Poi sicuramente la storia dei rimborsi spese ha influito in modo decisivo. Detto questo il risultato elettorale è abbastanza chiaro". "A 10 giorni dal voto oltre 40 rinvii a giudizio - sottolinea a proposito dell'inchiesta rimborsi - è un fatto che solleva schifo". "E questo, in una regione attenta come l'Emilia Romagna, ha un peso".

Grillo, astensionismo non tocca M5s - "L'astensionismo non ha colpito il M5S". Così Beppe Grillo sul suo blog dove scrive: "In Emilia Romagna ha vinto l'astensionismo, il rigetto del cittadino per la politica. La puzza è troppa, in particolare quella piddina. Si può dire tranquillamente che con questo livello di astensionismo ha perso la democrazia".

Salvini: risultato storico, Renzi si preoccupi - E' un "risultato storico" quello della Lega in Emilia Romagna e "se fossi in Renzi mi preoccuperei perché le promesse iniziano ad avere le gambe molto corte". Così il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, intervenendo ad Agorà (Rai 3), sottolineando che il suo obiettivo è "il 51%". Poi ha aggiunto: "Quando 2 elettori su 3 scelgono di restare a casa è una sconfitta per tutti. Mi insegna che dobbiamo essere sempre più concreti e realistici".

Maroni: grande Salvini, futuro passa da noi - "Grande Lega Nord Padania, grande Matteo Salvini, il futuro della nuova politica passa da noi", scrive su twitter Roberto Maroni.

Fitto: esito drammatico, azzerare nomine Fi - Un "risultato drammatico" per Fi: ora "il minimo è azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento". Così Raffaele Fitto, che dice "basta" a nomine e "gruppi autoreferenziali", ma soprattutto a "una linea politica incomprensibile, ambigua, che oscilla tra l'appiattimento assoluto verso il Governo e gli insulti".

A Fitto replica Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia. "E' anche lui un dirigente di questo partito, fa parte della direzione e del comitato di presidenza. In quell'organismo ci interrogheremo, ma non mi sembra il momento, da parte di chi è un autorevole dirigente del partito, di puntare il dito contro qualcuno". 

Alfano: astensionismo è crisi di rigetto - "L'Emilia Romagna e la Calabria sono due regioni che vanno al voto dopo la condanna e le dimissioni dei loro presidenti. Il forte astensionismo è quindi probabilmente dovuto ad una crisi di rigetto degli elettori e dei cittadini". Lo dice ad Uno Mattina il leader di Ncd Angelino Alfano.

Landini: gente non vota ma gli scioperi hanno successo - "La gente non va a votare" come dimostra l'astensionismo alle elezioni regionali ma "gli scioperi stanno avendo un successo senza precedenti, perché hanno capito che c'è un sindacato autonomo e indipendente che vuole cambiare le cose". Lo ha affermato Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil.

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