Giustizia, il Senato approva la risoluzione della maggioranza

A favore 146 voti, 109 contrari e nessuna astensione

L'aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede riguardante l'amministrazione della giustizia con 146 voti favorevoli, 109 contrari e nessuna astensione. L'altra risoluzione, proposta dalle opposizioni e con parere negativo del governo, è stata bocciata con 147 no, 105 sì e due astenuti.

In precedenza anche la Camera aveva approvato la risoluzione di maggioranza: i voti a favore sono stati 309, 200 i contrari, un astenuto.

"Sulla giustizia abbiamo lavorato senza sosta e oggi la maggioranza ha dato un bel segnale di compattezza", ha commentato il ministro, che si è detto "soddisfatto e anche orgoglioso del voto espresso sia alla Camera che al Senato".

Nella sua relazione il Guardasigilli aveva sottolineato alcuni aspetti:

Risorse: "Nel bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 sono stati previsti per il Ministero della Giustizia stanziamenti per oltre otto miliardi e mezzo di euro (8.582.153.608,00 di euro) e per questo 2020 l'ultima Legge di bilancio ne ha previsti quasi nove miliardi (euro 8.901.562.458,00)". Per la magistratura "ancora più risorse, dunque, rispetto al 2018 e ciò ha permesso di porre in essere uno sforzo senza precedenti in termini assunzioni della magistratura e del personale amministrativo". "La mole degli investimenti in questione dimostra concretamente che la giustizia non è più una voce ordinaria di bilancio, ma una vera e propria priorità dell'ordinamento nazionale", ha detto il ministro.

Processi più veloci: "La forte accelerazione al percorso già avviato sull'innovazione tecnologica ha gettato le fondamenta di una politica legislativa di sostanziale velocizzazione dei processi civili e penali e del sistema amministrativo generale", assicura Bonafede. "La complessità dell'opera di adeguamento strutturale ha necessitato di cospicui fondi stanziati (pari a circa 650 milioni di euro ripartiti nel triennio 2019-2021) per rendere a tutti i livelli il sistema giustizia più rapido ed efficiente con l'impegno ad intervenire sulle criticità finora emerse, in particolare nella evoluzione del processo telematico in ambito civile e nell'avvio del processo penale telematico".

Le riforme: "C'è l'obiettivo di intervenire in maniera chirurgica sui tempi morti e sulle disfunzioni del processo, senza dar vita all'ennesimo capitolo di un' inutile e decennale stratificazione legislativa". E' questo "l'elemento di massima discontinuità di questa maggioranza con quella con l'ha preceduta: la capacità di sapere affrontare le grandi riforme che consegneranno ai cittadini una giustizia celere ed efficiente". E' ancora "aperto il cantiere della riforma del processo penale" e va avanti anche quella sul Csm finalizzata soprattutto a combattere "le degenerazioni del correntismo".

La prescrizione: "Sulla prescrizione ci sono divergenze nella maggioranza e su quelle ci stiamo confrontando", dice il ministro in sede di replica alla relazione sulle linee guida del dicastero. Sottolineando che si tratta di un "confronto serrato e leale".

I detenuti: "Il Ministero ha investito la maggior parte delle proprie energie puntando sul lavoro dei detenuti, come forma privilegiata di rieducazione". Lo ha assicurato alla Camera il ministro della Giustizia Bonafede, spiegando che al 30 giugno dell'anno scorso "risultano 16.850 detenuti lavoranti, frutto anche dei circa 70 protocolli con Enti per lavori di pubblica utilità" e che "per favorire percorsi trattamentali dei detenuti adulti, si è investito nell'ultima legge di bilancio in assunzioni mirate di 50 tra funzionari giuridico-pedagogici e mediatori culturali, 100 funzionari della professionalità pedagogica e di servizio sociale nonché di 18 dirigenti per gli uffici di esecuzione penale esterna".

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