Arata intercettato si vantava di aver mandato Siri al governo

L'imprenditore indagato: "I politici quando li usi li paghi"

"Un po' i politici li conosciamo ma i politici sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non è che c'è l'amico politico, non c'è l'amicizia in politica". E' quanto afferma l'imprenditore Paolo Arata, indagato dalla Procura di Roma, in una intercettazione del settembre scorso (agli atti dell'inchiesta) parlando con un imprenditore. A proposito dell'intercettazione gli inquirenti scrivono che Arata "pur non facendo esplicito riferimento alla tangente ma recando riferimento a Siri, esternava l'eloquente considerazione".

Arata si "prodigò" nel maggio del 2018 su richiesta di Siri "affinchè quest'ultimo ottenesse un incarico di Governo". E' quanto emerge da una informativa della Dia di Trapani depositata dai pm di Roma in vista dell'incidente probatorio del 25 luglio prossimo nell'ambito dell'indagine che vede indagato anche Siri per corruzione. "Dopo che Arata aveva ottenuto l'opposizione pubblica (tramite Armando Siri) della Lega rispetto all'emanando decreto sulle Rinnovabili (il cosiddetto decreto Calenda) - si legge nell'informativa - e proprio mentre stava tentando di fare inserire un testo di apertura verso gli impianti di biometano, nel Contratto di Governo, contestualmente si prodigava, su richiesta di Siri, affinché quest'ultimo ottenesse un incarico di Governo". Gli inquirenti scrivono che "una prima acquisizione in tal senso si otteneva il 17 maggio del 2018 grazie ad una conversazione tra Paolo Arata e il figlio Francesco, intercettata a bordo dell'auto. Nello specifico - prosegue l'informativa - Arata dice al figlio di avere 'sponsorizzato' tramite Gianni Letta, Siri a Silvio Berlusconi che lo aveva addirittura chiamato". Nella intercettazione l'imprenditore afferma: "Pensa un po' che Armando - dice al figlio - l'ho fatto chiamare io da Berlusconi...cazzo non c'era riuscito...devo dire che Letta è sempre un amico...sono andato lì...gliel'ho detto..dico chiama...chiama Armando...perché Armando...dice...sai se non mi sostiene Berlusconi". L'informativa prosegue affermando che "a dire dell'Arata, Gianni Letta si sarebbe anche adoperato per 'intervenire' (non si sa in che termini) su Giancarlo Giorgetti in favore del figlio Federico Arata".

Dalle intercettazioni si evince che "c'è stato un momento in cui mentre si formava il governo qualcuno come Arata ha dichiarato di volermi controllare nominando un sottosegretario agli Esteri dove si pensava andassi. E' un fatto gravissimo. Se qualcuno, esterno al governo, ha provato a manipolare le scelte di governo mi aspetto - e lo chiederò alla magistratura - la massima chiarezza. Se qualcuno ha provato a controllare o sabotare l'azione del M5S al governo pretendiamo la massima chiarezza". Lo dice Luigi Di Maio.

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