• Cittadinanza a Ramy, scontro nella maggioranza. Bonafede: 'Bisogna dargliela'

Cittadinanza a Ramy, scontro nella maggioranza. Bonafede: 'Bisogna dargliela'

Ieri in serata il ministro dell'Interno aveva chiuso alla possibilità. Il problema - secondo quanto trapelato poi - sarebbe un precedente di un parente stretto del ragazzino

Resta alta la tensione nella maggioranza sulla questione della cittadinanza a Ramy il ragazzino eroe che ha salvato i compagni sul bus sequestrato da Sy avvertendo il 112. Dopo che ieri Luigi Di Maio era tornato sulla questione ('bisogna dargliela, basta girarci intorno') il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha chiuso all'ipotesi. 

Secondo quanto trapelato poi la questione sarebbe legata al fatto che uno stretto parente di Ramy non avrebbe la fedina penale pulita. Si starebbe quindi studiando una soluzione tecnica per darla solo al ragazzino.

A scendere in campo oggi è anche il ministro della Giustizia Bonafede: "Credo si debba riconoscere un merito e dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e di evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Ramy", ha detto a Circo Massimo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Quanto allo ius  soli "non ha nulla a che fare con questa vicenda e non è nel contratto di governo: M5s ha più volte ribadito che va discusso nell'agenda europea. Mi fa sorridere chi parla dello ius soli e quando era al governo non ha approvato la legge".

Intanto ieri Ramy era andato all'attacco di Salvini: 'Se ringraziano Salvini è merito mio'.

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