L'Isis cattura tre caccia, Mig jihadisti in volo sulla Siria

Al Qaida dichiara aperto sostegno ai combattenti anti-Coalizione

Lo Stato islamico (Isis) si prepara a usare l'aviazione, un'arma finora in possesso solo dei suoi nemici: la Coalizione internazionale guidata dagli Usa, le forze armate irachene e quelle siriane. Ma alle notizie di sorvoli nel nord della Siria di caccia guidati da piloti dell'Isis, gli Stati Uniti rispondono di non essere a conoscenza di un'attività aerea dei jihadisti. Secondo quanto riferito da testimoni oculari citati dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), l'Isis è in possesso di tre caccia MiG catturati all'aviazione siriana ad est di Aleppo e in volo a bassa quota nel nord della Siria guidati da piloti iracheni, disertori dell'aviazione di Baghdad. Le fonti affermano che l'Isis da tempo addestra piloti a guidare i MiG catturati all'aviazione siriana nella base militare aerea di Jirah, a est di Aleppo. Testimoni affermano di aver visto almeno uno dei caccia sorvolare a bassa quota la zona nei pressi dell'aeroporto militare.

"Non siamo a conoscenza di nessuna operazione aerea in Siria o altrove dell'Isis", è stato il commento del Comando centrale americano Centcom. Nel nord della Siria e a ridosso del confine con la Turchia, giungono notizie non confermate di un sostanziale avanzamento delle milizie curde assediate da oltre un mese a Kobane/Ayn Arab, la cittadina presa d'assalto dall'Isis. "Kobane sarà liberata presto", hanno affermato nella notte miliziani curdi. Da giorni, la Coalizione ha intensificato i raid su postazioni dello Stato islamico e questo, secondo quanto riferito dalla stampa americana, anche grazie alle informazioni fornite dai combattenti curdi. In particolare, la presunta maggior efficacia dell'azione aerea della Coalizione sarebbe dovuta all'uso di un "sistema segreto", fornito dagli Usa ai miliziani curdi, che consentirebbe ai combattenti di Kobane di aiutare gli americani ad individuare con precisione gli obiettivi dei jihadisti.

Anche dai vertici delle operazioni militari Usa in Iraq e Siria giungono segnali di ottimismo: "I raid aerei stanno funzionando e l'Isis sta cambiando tattica", ha detto Lloyd Austin, comandante presso il comando centrale militare Usa Centcom, in un conferenza stampa al Pentagono. "L'Iraq resta la nostra priorità nella lotta all'Isis", ha aggiunto Austin, sottolineando che i bombardamenti in Siria puntano a distruggere le linee di approvvigionamento del nemico. In Iraq però i miliziani dell'Isis hanno lanciato un'offensiva su due fronti contro Ramadi, un centinaio di chilometri a ovest di Baghdad, capoluogo della regione di al Anbar. E lo Stato islamico continua ad assediare anche Ameriya, una quarantina di chilometri a ovest della capitale, nella stessa al Anbar. Intanto nel nord-est siriano emergono notizie dell'uccisione di almeno tre civili, tra cui un minore, sotto i colpi di bombardamenti della Coalizione nei pressi di un'installazione petrolifera a sud di Hasake, secondo quanto riferito dall'Ondus. A questi si aggiungono altri 15 civili, tra cui minori, uccisi invece dall'aviazione - sempre secondo l'Ondus - delle forze governative siriane a Duma, sobborgo a nord di Damasco controllato da milizie che si dicono anti-regime. Ieri i raid dei jet siriani avevano provocato la morte di venti persone a Jesrin, ad est della capitale.

Sul fronte della propaganda jihadista è stato l'Aqpa, il ramo yemenita-saudita di al Qaida, ad invitare ad "attaccare l'America economicamente e militarmente" in sostegno ai "combattenti in Iraq e Siria" bombardati dalla Coalizione anti-Isis. Al Qaida nella Penisola arabica ha lanciato online un appello a tutti i musulmani perché sostengano lo Stato Islamico "contro i crociati".

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