• Siria, 'Ispettori entrati a Duma'. Russia: trovato laboratorio chimico

Siria, 'Ispettori entrati a Duma'. Russia: trovato laboratorio chimico

Mosca a Parigi, basta interferire e manipolare. Israele si prepara per possibile attacco all'Iran

Gli ispettori dell'Opac sono entrati a Duma, la cittadina colpita da un presunto attacco chimico il 7 aprile scorso, per indagare sull'accaduto. Lo annuncia la tv di stato siriana.

La tv di Stato siriana afferma che gli ispettori dell'Opac sono entrati a Duma accompagnati dalla polizia siriana presente sul posto. La loro prima visita sul luogo del presunto attacco chimico si concluderà nel pomeriggio prima del tramonto.

Da giorni si attendeva l'avvio della missione degli esperti giunti venerdì scorso a Damasco con il mandato di verificare la fondatezza delle accuse rivolte al governo siriano di aver fatto uso di armi chimiche. Per "ragioni di sicurezza" il governo siriano e le autorità russe nel paese non avevano dato il via libera all'Onu di rilasciare l'autorizzazione formale agli ispettori Opac per recarsi a Duma, pattugliata dalla polizia siriana e da quella militare russa.

I militari russi dicono di aver trovato un laboratorio a Duma usato dai miliziani per fabbricare armi chimiche. "Un laboratorio chimico e un deposito di sostanze chimiche sono stati trovati durante un'ispezione a Duma", ha detto alla tv Rossiya-24 Alexander Rodionov, un portavoce delle truppe radiologiche, chimiche e biologiche in Siria. "Durante l'ispezione, gli specialisti hanno scoperto sostanze chimiche bandite. Inoltre hanno trovato un contenitore di cloro simile a quello usato dai miliziani per mettere in scena il falso attacco chimico", ha detto Rodionov secondo Interfax. "Si può concludere - ha aggiunto ancora Rodionov - che questo laboratorio è stato usato dai gruppi armati illegali per creare agenti tossici".

Una fossa comune con 30 cadaveri è stata scoperta sempre a Duma, secondo quanto afferma la tv di Stato siriana citando fonti militari.

Riad, colloqui con Usa per inviare truppe  - Il ministro degli Esteri saudita, Adel al Jubeir, ha annunciato che il Regno sta discutendo con l'amministrazione Trump del possibile invio di truppe in Siria, che gli Stati Uniti vogliono invece lasciare. Parlando ai giornalisti, il ministro ha precisato che i colloqui in merito durano "dall'inizio della crisi siriana" e che "la proposta è in discussione dai tempi della presidenza di Barack Obama", ma che non era stata accolta.

Giro vite Usa sui rifugiati, da ottobre solo 44  - Dallo scorso ottobre gli Usa hanno accolto solo 44 rifugiati siriani contro i circa 6000 nello stesso periodo dell'anno precedente: lo rivelano i dati del Refugee Processing Center, gestito dal dipartimento di stato Usa. Il gigantesco crollo è legato ai più severi protocolli di sicurezza introdotti dall'amministrazione Trump sui rifugiati siriani e di un'altra decina di Paesi colpiti dal terrorismo.

Mosca a Parigi, basta interferire e manipolare - "Chiediamo ai paesi occidentali responsabili dell'attacco illegale in Siria di smettere di manipolare l'opinione pubblica e interferire nel lavoro delle organizzazioni internazionali". Così la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova rispondendo alle accuse di Parigi. Zakharova ha sottolineato che il ritardo subito dagli esperti dell'Opac è dovuto "alle ultime sacche" di miliziani presenti a Duma. Lo riporta Interfax.

La tv di Stato siriana ha riferito nella notte di un'azione della contraerea contro una nuova "aggressione", nel corso della quale sarebbero stati abbattuti dei missili sulla regione di Homs, nel centro del Paese, vicino ad una base militare siriana. Poco dopo, tuttavia, fonti militari siriane hanno smentito che si sia trattato di un attacco. La difesa aerea, riferiscono le fonti, sarebbe sì stata attivata, ma si sarebbe trattato di un falso allarme. Media vicini agli Hezbollah hanno riferito di altri missili intercettati vicino a Damasco e ad Aleppo, ma le informazioni non hanno trovato riscontri. ''Non c'è alcuna attività militare americana'' in Siria, ha precisato il Pentagono.

"L'intervento in Siria a tre di Francia, Gran Bretagna e Usa non c'entra nulla con l'Iraq e la Libia. Noi non abbiamo dichiarato la guerra a nessuno e non siamo intervenuti dichiarando guerra", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha difeso la scelta dei raid in Siria. "I raid erano necessari e sono stati limitati ad alcuni obiettivi e non ci sono state vittime".

I raid in Siria di Francia, Usa e Gb, hanno "salvato l'onore della comunità internazionale", ha spiegato Macron difendendo il suo intervento in Siria.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno avuto una conversazione telefonica per sottolineare "l'importanza di indagini approfondite e imparziali" da parte dalla missione Opac in Siria. Lo ha detto il Cremlino. "Entrambe le parti hanno espresso la volontà di promuovere la ripresa degli sforzi politici e diplomatici sul dossier siriano, compresi quelli nei formati di Ginevra e Astana, e di portare avanti i contatti bilaterali in questo senso", ha affermato il Cremlino. Lo riporta la Tass.

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