13 maggio, 14:08 Primopiano

Le copertine d'autore di Scomodo

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Scomodo copertina di Vauro ©

di Martino Iannone

Sono 200 e non hanno paura, sognano. Sono le ragazze e i ragazzi di Scomodo, studenti medi e universitari tutti di Roma. Sono un collettivo che pubblica una rivista patinata, 'Scomodo', un mensile cartaceo distribuito in 7.500 copie gratuite e senza pubblicità. Negli anni in cui il mondo guarda al web, un gruppo di ragazzi dai 16 ai 21 anni scrive sulla carta e pubblica. Le copertine di Scomodo, finora 6 numeri, sono state firmate dai vignettisti più famosi: Altan, Vauro, Zerocalcare, Makkox, Solo, Luca Ralli, Gojo. Per finanziarsi, i ragazzi creano momenti di aggregazione dove vengono fuori le loro passioni, i loro interessi, le loro curiosità.

 

Altro che Web ...è la stampa bellezza IL MAGAZINE

 

 

Il gruppo di lavoro che realizza la rivista, la 'redazione' per usare il termine dei giornalisti, lo chiamano 'famiglia'. Non hanno una stanza o un ufficio: hanno Roma. Le piazze, i bar, i giardini della città sono la scenografia dei loro incontri, dove nascono idee e iniziative mirate alla realizzazione del giornale: in particolare le notti 'Scomode', serate di musica durante le quali occupano un'area o una struttura abbandonata di Roma, la ripuliscono e danno vita a un happening. Ci sono poi pranzi Scomodi, il format culturale Orfico e tanto altro ancora.

 

I ragazzi hanno anche lanciato un campagna di crowdfunding: 'I volti del cartaceo' con l'obiettivo di raccogliere 25mila euro per finanziare un numero estivo di 200 pagine stampato in 10mila copie VAI ALLA CAMPAGNA. La campagna durerà 40 giorni e ha già visto la partecipazione, tra gli altri, di Erri De Luca, Vauro Senesi, Paolo Flores D'Arcais, Imma Battaglia e Paolo Fallai, che, insieme a giornalai, librai e tipografi, raccontano attraverso un mini-documentario i volti e le storie dietro il cartaceo.

 

ERRI DE LUCA PER 'SCOMODO'

 

 

Scomodo è nato ad agosto del 2016 come rivista indipendente che racconta e analizza la realtà. 'Proponiamo una linea critica distante da qualsiasi faziosità - dice Eduardo Bucci, 17 anni, che frequenta il liceo Linguistico ed è il direttore editoriale di Scomodo - sviluppando un'informazione che mette al primo posto la qualità dei contenuti. Il taglio degli articoli non è per questo privo di senso critico, anzi l'essere slegati da logiche o pensieri imposti da terzi è garanzia di un'argomentazione completa e approfondita".

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