di Martino Iannone - la redazione di Scomodo
ANSA MagazineaMag #105
Tra i giovani e giovanissimi redattori di Scomodo

Altro che web ...è la stampa bellezza

La scommessa cartacea di duecento studenti romani: un fenomeno culturale che fa discutere. Una controrivoluzione a 360 gradi

Hanno la forza di sognare, hanno la forza di lottare, hanno la forza di fare, sono 200, sono giovani e forti, e con loro ho trascorso un mese. 

Fanno un giornale, lo fanno di carta. Con loro ho partecipato a una riunione della redazione cultura seduto sotto gli alberi del Pincio, a un'assemblea di collettivo in un'aula della Sapienza, con loro la notte Scomoda, con loro il pranzo Scomodo, con loro i ritmi e le paure dei Millennials.

Questo magazine l'abbamo fatto insieme. Sono venuti all'Ansa., hanno incontrato il direttore Luigi Contu, hanno partecipato ad una riunione di redazione,e poi per circa un mese aspettando la nascita del numero di aprile di Scomodo e contemporanemente questo racconto tra parole, foto e video. Altro che web ...è la stampa bellezza.

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Occhi che guardano lontano

Scomodo

Edoardo, Camilla, Adriano, Olivia, Francesca, Tommaso, Michela, Emma, Anita, Carolina, Cosimo, Susanna, Pietro..... hanno nomi ma soprattutto hanno occhi, occhi che guardano avanti, a un paese l'Italia, a una città Roma, che un giorno li vedrà protagonisti. Al mondo che ha paura del terrorismo, dell'atomica, delle pandemie loro ci credono: è il loro futuro e nessuno può negarglielo.

Hanno fame di verità, quella verità che a volte il web trascura. Hanno sete di emozioni vere, quelle che spesso la rete esaspera. Hanno voglia di un lavoro, quello che per molti non c'è più. Hanno voglia di scrivere, di fotografare, di raccontare, di denunciare e lo fanno, lo fanno sulla carta com'era una volta, com'è e, come loro sperano, sempre sarà.

Occupano le aree degradate e abbandonate di Roma solo per una notte, le ripuliscono, organizzano una festa, ballano, cantano e quando arriva la polizia parlano con gli agenti spiegando loro che non hanno alcuna intenzione di creare problemi all'ordine pubblico ma che anzi, lo fanno per attirare l'attenzione pubblica su uno spazio che potrebbe essere utilizzato per il bene pubblico. E lo fanno soprattutto per finanziare il loro giornale di carta, lo fanno sorridendo ma seriamente impegnati a ridestare un sogno: dare la città a chi la vive.

Fanno parlare i quartieri della periferia raccontando speranze e delusioni ma soprattutto proponendo soluzioni sociali architettoniche politiche e morali. 

Studiano, si informano, conoscono leggi e nomenclature e sfidano gli altri a smentirli. Leggere i loro testi stanca perché non si è più abituati a sfogliare tanta ma tanta accuratezza.


Altro che web ...è la stampa bellezza: è l'ora di Scomodo


Cinque domande a 'Scomodo'

Scomodo progetti paralleli

Quali sono le vostre fonti di informazione primaria?

Le informazioni (intese come notizie) ovviamente vengono per la grande maggioranza dal web. Tuttavia, “informazione” è altro: approfondire i continui impulsi e spunti offerti dalle migliaia di notizie che ogni giorno arrivano dal web con letture di più ampio respiro, che principalmente ormai arrivano attraverso giornali e riviste cartacee. E’ a questo tipo di informazione che noi miriamo e a cui cerchiamo di far avvicinare chi ci legge.

Qual è il vostro parere riguardo alla libertà di stampa oggi in Italia?

In Italia la libertà di stampa esiste, ma è fortemente limitata da fattori economici e politici che, direttamente o indirettamente, la limitano. Nel nostro Paese questo è un fattore completamente privo di regolamentazione e da cui il web non è affatto esente. La libertà informazione è sotto continuo attacco, direttamente e indirettamente: la risposta è necessariamente un modello informativo che venga dal basso, critico e indipendente.

Che rapporto, secondo voi, dovrebbe esserci - se dovrebbe esserci - tra l’economia, la politica e il giornalismo?

Il giornalismo deve essere assolutamente libero da influenze politiche ed economiche. Nel momento in cui fattori di questo genere entrano nei meccanismi di un giornale, di un sito di informazione, di un programma televisivo o radiofonico ne viziano irrimediabilmente i contenuti. Il risultato di questa “infezione” non è solo un’informazione necessariamente “di parte”, ma un calo della qualità dei contenuti proposti fino a un livello becero.


Qual è il vostro parere sull’informazione cartacea oggi in Italia?

Se l’informazione di carta oggi sta morendo, in particolare in Italia, è perché i grandi giornali sono stati sostituiti, per efficienza e – secondo alcuni – anche per affidabilità da un modello di informazione in rete. Tuttavia, la carta è l’unico veicolo attraverso cui è possibile ottenere un’informazione che sia profonda, critica e che spinga il lettore ad essere attivo e non passivo nei confronti di una notizia o di un fenomeno culturale.

Perché non si può fare pubblicità sulla vostra rivista?

La pubblicità, oltre che essere in ogni caso una forma di coinvolgimento economico da cui vogliamo essere indipendenti, nasce di per sé come distrazione. Nel nostro giornale, che punta sulla concentrazione del lettore più che sull’essere “accattivante”, non ci può essere spazio per qualcosa che mira ad attirare a sé l’attenzione, distogliendola da ciò che si sta leggendo.


La 'famiglia' Scomodo in action

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Il primo editoriale di Tommaso Salaroli, co-fondatore e direttore di Scomodo

Edoardo Bocci e Tommaso Salaroli

S comodo nasce da “Un idea”, senza apostrofo, perché a scrivere non sono mai stato particolarmente bravo. Ma in quell’idea, documento di neanche due pagine, scritto male, trovavo – trovavamo tutti – qualcosa di speciale. Leggero quanto imponente.
Il giornale nasce, infatti, dalla semplice volontà di creare, dopo anni di contrasti e difficoltà, una grande famiglia capace di riunire ragazze e ragazzi di ogni età, provenienti da ogni contesto politico e sociale. Non vogliamo semplicemente opporci, ma rompere l’ordine delle cose che ha reso Roma così immobile e per farlo abbiamo sviluppato un progetto in grado di elaborare nella sua struttura i percorsi più diversi, fatti di incontri, dibattiti e assemblee, sviluppando, grazie a questo, una riflessione collettiva concreta.
Sono la non-voglia e la paura di crescere nel buio dell’ignoranza che dilaga nel nostro paese che ci portano a fare un giornale cartaceo. Che è e rimarrà sempre tale. Perché è proprio la carta che ci permette di approfondire un argomento, girare pagina ed approfondirne un altro senza perdersi in pubblicità o distrazioni varie.

Penso che alla nostra crescita, come giovani e studenti, vada affiancato un processo di maturazione intellettuale da non sottovalutare. Come ci insegnano ad andare in bicicletta, dovremmo essere istruiti a porci domande, a guardarci intorno, a chiederci il perché delle cose.
Che sia Scomodo, allora, il punto di partenza, la giusta occasione per rimediare a questo problema, a questa mancanza. Che sia una rivista comprensibile, senza giri di parole o contenuti effimeri, che sia il luogo in cui confrontarsi apertamente.

Che sia, allo stesso tempo, il “luogo” d’incontro, confronto, formazione, aggregazione, cultura e socialità di cui sentiamo il bisogno. Capace di evolversi, migliorare, espandersi e coinvolgere sempre di più. Era un sogno quanto una scommessa quello della prima NotteScomoda. Notte Bianca da noi organizzata e gestita che ci ha permesso di finanziare questo numero Zero, coinvolgendo migliaia di persone e rendendole partecipi della nostra idea di socialità e dimostrando come sia facile avvicinare i giovani a concreti esempi di cultura ed aggregazione. Sono un sogno le tante palestre popolari, i teatri, i cinema, le arene estive e tutti gli spazi che si attivano, senza fermarsi mai, con l’obbiettivo di creare una reale alternativa sociale. Ed è un sogno che si realizza, giorno dopo giorno, il nostro. Parliamo di un’avventura appena iniziata, tutta da vivere e di una storia ancora tutta da scrivere. Durante la quale cercheremo di realizzare i nostri sogni come le nostre idee facendoci trasportare e coinvolgere dalle vostre. Augurandoci che potrà un giorno nascere da tutto questo, prima di tutto, una generazione di sognatori. 


Tommaso Salaroli
Co-fondatore e Direttore di Scomodo 


La campagna Crowdfunding per finanziare Scomodo

I ragazzi di Scomodo hanno lanciato la propria campagna di Crowdfunding: " I volti del cartaceo" con l'obbiettivo di raggiungere 25 mila euro per finanziare un numero estivo di 200 pagine stampato in 10mila copie. La campagna dalla durata complessiva di 40 giorni ha già visto la partecipazione, tra gli altri, di personalità note come: Erri De Luca, Vauro Senesi, Paolo Flores D'Arcais, Imma Battaglia e Paolo Fallai, che insieme a giornalai, librai e tipografi raccontano attraverso questo mini-documentario i volti e le storie dietro il cartaceo.

"Abbiamo scelto il crowdfunding come metodo di finanziamento perché ci garantisce una completa indipendenza economica e politica, con lo scopo di rimanere cartacei per proporre un modello d'informazione diverso che nasca dal basso e che, utilizzando un mezzo straordinario come la carta, sviluppi e incentivi una coscienza critica nei nostri coetanei" afferma Edoardo Bucci, direttore editoriale e co-fondatore di Scomodo. 


Gli spazi abbandonati negli scatti di Emma

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Emma, la fotografa di Scomodo

Emma Terlizzese, la fotografa di Scomodo

Emma è la fotografa di Scomodo, ha da poco compiuto 18 anni e studia al Liceo Classico, il sogno nel cassetto lavorare con la fotografia. Quasi tutte le foto di questo Magazine sono sue. Sono sue le due photostory 'Mondi paralleli' e 'Gli spazi abbandonati'

"Per me la fotografia - dice - risponde ad un’esigenza espressiva. Penso che la mia capacità di comunicazione attraverso le immagini sia di gran lunga più efficace che attraverso le parole. Cerco di restituire nelle foto la mia visione del mondo, anteponendo il più possibile una soggettività espressiva".

Emma spessa usa il grandangolo, come mai? "Mi permette di avvicinarmi moltissimo ai soggetti da fotografare e, allo stesso tempo, di avere visione d’insieme. Fotografare per Scomodo mi da la possibilità di avere una prospettiva diversa sul progetto e, per questo, sento la necessità di raccontare dal mio punto di vista una realtà in cui credo profondamente e che mi auspico possa crescere anche grazie al racconto delle mie immagini".

Qual è stato sinora un lavoro che ti ha dato soddisfazioni. "Occasioni come lo Scomoday tenutosi all’interno dell’Ex Fabbrica di Penicillina, rappresentano esperienze professionali uniche, impossibili da vivere se non collegialmente. In quell'occasione particolare ho immortalato l’inaugurazione di un’installazione realizzata dal collettivo artistico di Scomodo con la collaborazione di alcuni artisti emergenti della scena romana. Ogni attimo fotografato è una prova reale che il progetto che stiamo portando avanti è qualcosa di concreto, e che quello che facciamo con gli eventi, con gli articoli e con le immagini dia la possibilità alla collettività di esprimere se stessa".


L'appello di Vauro per sostenere Scomodo


Scomodo è solo cartaceo

"Il nostro giornale - dicono da Scomodo - nasce da una fondamentale presa di coscienza riguardo al presente e al futuro dell’informazione. Il modello di informazione che Scomodo porta avanti è fatto di articoli approfonditi, critici e la cui lettura sia lenta e concentrata. Tutto questo con il modello informativo della rete non è conciliabile: secondo numerosi studi al livello europeo e mondiale, articoli, racconti e addirittura libri sullo schermo portano il lettore a un livello di concentrazione nettamente inferiore rispetto alla lettura sulla carta, portandolo a non assimilare i concetti con cui è venuto a contatto. Da questo fenomeno non è esente l’informazione: al lettore viene continuamente proposta dalla rete un’informazione fatta di flash, di tweet e di nozioni, la cui profondità è pressoché nulla. Scomodo, attraverso la scelta del cartaceo come unico veicolo per l’informazione (sia di attualità, sia di cultura), intende ridare valore a quella dimensione di profondità e concretezza della lettura, impossibile da raggiungere attraverso il digitale. E compie tutto ciò mese dopo mese, stampando migliaia di copie del giornale e distribuendolo a ragazzi e non, su tutto il territorio romano e non solo".

 


Scomodo, i progetti paralleli

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Scomoda è la notte, arriva la quarta

La Notte Scomoda è un evento culturale progettato e realizzato periodicamente dai ragazzi del giornale mensile Scomodo e volta al finanziamento dello stesso. È una manifestazione che si propone di introdurre un nuovo modello d’intrattenimento con la finalità di coniugare lo svago e la socialità con la cultura in ogni sua forma, penetrando trasversalmente nella collettività.

Sabato 13 Maggio i ragazzi di Scomodo occuperanno un altro luogo abbandonato della nostra città per dar vita alla quarta notte Scomoda. L'evento si svolgerà in una location di oltre 40 mila metri quadri da anni in totale stato di abbandono, per proseguire una campagna di sensibilizzazione sugli spazi abbandonati portata avanti dai ragazzi del giornale in questi mesi. L'evento includerà due palchi con musica dal vivo, un'arena cinematografica, live painting e diverse installazioni artistiche, dando spazio anche a un laboratorio creativo per bambini. 

"Dopo lo sgombero avvenuto in occasione della terza notte Scomoda, questo evento vuole dimostrare l'importanza della riuscita di eventi del genere per tutta la cittadinanza, per avviare una presa di coscienza comune che metta i cittadini davanti a tutto per riportarli al centro della nostra città" dichiara Edoardo Bucci La location sarà comunicata tramite la pagina Facebook durante la giornata di Sabato


La 'Notte Scomoda' per finanziare il giornale


Scomoday

Lo Scomoday è un evento diurno che punta a focalizzare l’attenzione su un luogo abbandonato di Roma, proponendo una serie di attività che organizzate per rendere lo spazio fruibile nel corso della giornata. Lo Scomoday 2 (18 marzo 2017) si è svolto nella Ex Fabbrica di Penicillina, lungo la Tiburtina procedendo fuori Roma oltre la stazione MB Rebibbia. In enorme scheletro in cemento i ragazzi di Scomodo hanno organizzato delle attività legate alla street art e del recupero post industriale: uno degli stabili che fa parte del complesso, infatti, è stato riempito negli anni di opere. Invitati in questa occasione street artist e musicisti per prendere parte all’iniziativa. Punto focale di questo evento la critica verso l’abbandono di questi spazi, il cui potenziale è spesso ignorato.


Orfico, il format di eventi curato dal collettivo di Scomodo


Orfico

Orfico è un format di evento che nasce per valorizzare la sperimentazione in ambito musicale e artistico. Il primo Orfico (21 gennaio 2017) ha dato spazio alla musica ambient e vaporwave e a un’esposizione con statue, tele e fotografie; il secondo (17 aprile 2017) ha avuto come tema la parola, e ha incluso nel corso della serata uno slam poetry. L’interesse che portato avanti con questo format di evento è quello di far conoscere una realtà considerata “di nicchia” e trasmettere una sensibilità verso la ricerca artistica.


L'appello su Facebook di Erri De Luca per Scomodo

Erri De Luca

'Ragazzi, restate scomodi'. Così lo scrittore Erri De Luca conclude il suo appello per sostenere Scomodo

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