Cina, rallenta il Pil: +6,6%. Diminuisce la crescita economica

Con la guerra dazi con gli Usa, indice 2018 a minimi da 1990

L'economia cinese frena ancora nel quarto trimestre nel mezzo dello scontro commerciale con gli Stati Uniti, segnando una crescita congiunturale dell'1,5% e una annuale del 6,4%, in linea con le attese degli analisti. Nell'intero 2018, secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica, il Pil si è attestato a +6,6%, contro il +6,8% del 2017 e del +6,7% in 2017  mentre i dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio di dicembre hanno infuso ottimismo. Gli investitori aspettano novità dal prossimo giro di colloqui tra Usa e Cina a fine mese anche se, secondo Bloomberg, non si sarebbero per ora fatti grandi progressi sul tema chiave della protezione della proprietà intellettuale.

La guerra dei dazi e commerciale con gli Usa costa alla Cina nel 2018 un Pil in aumento del 6,6%, in frenata dello 0,2% sul 2017 e ai livelli più bassi dal 1990, dagli effetti legati ai turbolenze di piazza Tienanmen. Sullo scorso anno, oltre che lo scontro con gli Stati Uniti, hanno pesato la riduzione del debito da parte dei governi regionali e delle compagnie.

La produzione industriale in Cina sale del 5,7% annuo a dicembre, accelerando il passo rispetto al 5,4% di novembre e al 5,3% atteso dai mercati. Considerando l'intero 2018, in base ai dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, la crescita è invece del 6,2%. 

Le vendite al dettaglio in Cina salgono dell'8,2% annuo a dicembre, in linea con le attese degli analisti e poco più dell'8,1% di novembre che è stato il passo mensile più lento da maggio 2003. Per l'intero 2018, secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica, la crescita si attesta al 9% in scia soprattutto alla spinta positiva del primi quattro mesi dell'anno che ha aiutato a compensare parzialmente il successivo rallentamento.

Gli investimenti fissi in Cina hanno segnato nel 2018 un aumento del 5,9%, confermando anche a dicembre il passo dei primi 11 mesi, ma scivolando poco sotto il 6% atteso dai mercati. Il settore privato, secondo l'Ufficio nazionale di statistica, mantiene anche a dicembre il ritmo di gennaio-novembre (pari all'8,7%), mentre quello pubblico scivola dal 2,3% all'1,9%.

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