Quattro anni senza Lucio Dalla, 4 marzo 1943

Gli amici, l'artista dimenticato, a Bologna poche iniziative per ricordarlo

Il 4 marzo Lucio Dalla avrebbe compiuto 73 anni. La Rai festeggerà anche quest'anno uno dei più grandi musicisti che siano apparsi sulla scena del secondo Novecento: lo farà insieme a Radio Rai e Radio2 che hanno deciso di proporre, venerdì dalla Sala A di Via Asiago, un singolare percorso della sua carriera artistica.

L'1 marzo di quattro anni fa Bologna si svegliava con una brutta notizia: in un albergo in Svizzera era morto per un malore improvviso Lucio Dalla
, uno dei suoi figli più illustri, uno dei suoi personaggi più tipici. A quattro anni dalla scomparsa il suo ricordo sembra essersi offuscato. E nell'anniversario, a finire sotto accusa, ci sono gli eredi e la loro fondazione giudicata troppo "invisibile" dagli amici dell'artista.
    A farsene portavoce è Benedetto Zacchiroli, amico di Dalla e consigliere comunale. "Io - ha detto - non posso che ribadire che non sto vedendo niente e che Lucio non sta avendo l'attenzione e la visibilità merita. Dopo quattro anni non si è fatto niente di strutturale e permanente per ricordarlo. Questi eredi si sentono eredi solo dei soldi e non del patrimonio culturale che Lucio ha lasciato".
    Gli eredi di Dalla (alcuni cugini di primo grado) hanno infatti promosso una fondazione che dovrebbe essere alimentata dal lascito dell'artista e dai diritti d'autore che ogni anno permetterebbero di finanziare iniziative legate alla cultura ed ai giovani artisti. La fondazione era un progetto al quale Dalla stava lavorando prima di morire e che gli eredi, all'indomani della morte, avevano annunciato di voler sostenere.
    Nonostante questo l'immensa casa di Via d'Azeglio (a due passi da piazza Maggiore) rimane chiusa, nonostante sia meta di pellegrinaggio dei fan. Nel giorno del quarto anniversario della morte, mentre nella strada risuonavano le canzoni di Dalla grazie all'impianto finanziato dai commercianti (e che ogni sera alle 18 propone un brano della sua sterminata produzione) non sono state nemmeno aperte le finestre. E anche per il 4 marzo, venerdì, compleanno di Dalla immortalato nel titolo di una notissima canzone, non ci sono iniziative in programma.
    Dello stesso parere anche Beppe D'Onghia, musicista e stretto collaboratore di Dalla. "Io non avverto da parte di Bologna - ha detto in un'intervista a Radio Bruno - un'attenzione per questo artista, quindi mi dispiace che non si faccia abbastanza. C'è una domanda che mi faccio da sempre: perché esiste la casa di Mozart o il museo degli Abba e non la casa di Lucio Dalla? Purtroppo non riesco ad avere una risposta" "Io osservo la situazione - ha detto Zacchiroli - e spero di essere smentito. Posso capire che i progetti della fondazione fossero in corso di valutazione dopo pochi mesi dalla morte, ma dopo quattro anni non possono continuare a sperare che nessuno si ricordi. Gli eredi di Dalla hanno l'onore di aver avuto l'eredità, ma hanno anche la responsabilità di portarne avanti la memoria. Anche le istituzioni pubbliche aspettano da loro di conoscere i progetti per decidere il da farsi".
    Non entra nella polemica Gaetano Curreri, leader degli Stadio freschi vincitori di Sanremo "Il modo migliore per ricordarlo è la sua musica - ha detto - la città non perde la memoria e le sue canzoni sono il suo ricordo migliore. Perpetuare le sue musiche e il suo messaggio culturale è il nostro modo per celebrarlo".

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