• Morto Ettore Scola, la camera ardente e la commozione di Sofia Loren

Morto Ettore Scola, la camera ardente e la commozione di Sofia Loren

Camera ardente allestita alla Casa del Cinema di Roma. Personaggi del mondo dello spettacolo e gente comune si è messa in fila per rendere omaggio al regista

Camera ardente allestita alla Casa del Cinema di Roma per Ettore Scola. Da stamattina personaggi del mondo dello spettacolo e gente comune si sono messi in fila per rendere omaggio al regista. 

Tra gli altri, Sophia Loren: l'attrice, pantalone nero con foulard beige, è salita discretamente da uno degli ascensori interni ed è entrata in sala Deluxe, dove si trova il feretro del regista e un grande schermo con le sue foto sul set e nella vita. Sophia Loren si è fermata a parlare e ad abbracciare le figlie di Scola, Paola e Silvia, e la moglie Gigliola, scambiando anche un saluto con Erminia Manfredi. Uscendo, l'attrice, accompagnata tra gli altri da Enrico Lo Verso, ai giornalisti ha detto soltanto: "Per l'emozione non riesco a parlare".

"Colpisce la notizia della sua morte, credevamo Ettore fosse eterno forse perché era uno dei più giovani della stagione della commedia all'italiana. Sorprende la quantità di suoi film indimenticabili, da solo vale la cinematografia di un intero Paese", ha detto Daniele Luchetti. Per rendergli omaggio sono arrivati anche Giancarlo Giannini e Paolo Sorrentino, che è andato via preferendo rimanere in silenzio. Tra gli altri ci sono anche Giuseppe Piccioni, Sabrina Impacciatore, Francesco Maselli, rimasto a lungo fermo vicino al feretro dell'amico, Enrico Montesano, Sandro Veronesi. "Per me è stato come un padre - ha detto lo scrittore - mi ricordo che una volta mi ha portato a Cinecittà a vedere il film che aveva appena finito, 'Che ora è'. Mi aveva molto colpito che un grande come lui fosse attento all'opinione di un giovane come me, uno appena arrivato". Tra gli attori che hanno lavorato negli ultimi film di Scola, c'è Giorgio Colangeli, interprete di 'La cena', 'Concorrenza sleale' e 'Gente di Roma'. "L'incontro con lui è stato fondamentale nella mia carriera - ha detto Colangeli - ha fatto da cerniera al passaggio tra teatro e cinema. All'inizio ero molto intimidito, ma nell'ultimo film insieme, 'Gente di Roma', mi ricordo delle belle chiacchierate sul set, seduti nella cucina di scena, come fossimo due parenti".

"Devo tutto ad Ettore, grazie a lui ho cominciato a lavorare nel cinema, era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto": così Ricky Tognazzi arrivando alla camera ardente per Ettore Scola. Marco Pontecorvo, regista e figlio di Gillo, ricorda l'amicizia che aveva con suo padre: "mi piace immaginarli insieme in cielo, anche con Rosi, Lizzani, Monicelli e gli altri grandi che abbiamo perduto, mentre ci guardano e sorridono". Gian Luigi Rondi, il decano dei critici italiani, dice di aver perso un amico e che "tutti noi abbiamo perso uno degli ultimi grandi del cinema italiano".

"Ettore ci ha insegnato il garbo e l'eleganza, non riusciremo mai ad essere alla sua altezza. Ci ha sempre raccomandato di evitare la retorica e ogni iperbole, per questo oggi evitiamo di raccontare aneddoti e i 'c'ero anch'io' per dire semplicemente di essere felici di averlo conosciuto", ha detto Paolo Virzì. Tra i primi ad arrivare alla camera ardente Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Walter Veltroni, Pier Ferdinando Casini, Simona Marchini e Carlo ed Enrico Vanzina. "Scola è stato un eroe del cinema italiano - ha commentato Enrico Vanzina - ci ha insegnato che i film per farli bene bisogna scriverli e che attraverso la commedia si può parlare di tutto". Il premio Oscar Dante Ferretti lo definisce "un genio, mi manca molto. Abbiamo fatto insieme solo un film e grazie a lui ho vinto il mio primo David di Donatello". "Ettore era un vero maestro, sempre con il sorriso, un grande raccontatore", dice Liliana Cavani.

Ettore Scola , nato a Trevico (AV) nel 1931, aveva 84 anni.

Maestro del cinema italiano, Scola era noto per capolavori come 'C'eravamo tanti amati' (1974), 'Una giornata particolare' (1977) e 'La famiglia' (1987). Scola era in coma da domenica sera.

LE LOCANDINE DEI SUOI FILM

"Con Ettore Scola scompare un protagonista del cinema italiano. La cultura e lo spettacolo mondiali perdono un grande maestro che ha raccontato, con acume e sensibilità straordinari, vicende, personaggi e periodi della nostra storia contemporanea", ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo il suo "profondo cordoglio" ai familiari del regista.

La notizia della morte di Scola ha aperto anche tutti i notiziari delle radio e delle tv francesi, che hanno ricordato il regista con emozione. "Ettore Scola, maestro del grottesco e dei rimpianti" titola il sito on line di Le Monde, che esce nel pomeriggio e che dedica alla morte del regista la sua notizia di apertura. 

"Ettore Scola è morto. C'eravamo tanto amati. E' venuto tanto spesso a Cannes. Mi sento infinitamente triste e orfano, come l'Italia": questo il tweet dell'ex presidente del Festival di Cannes. "Con Scola - continua Jacob - se ne va una fetta del cinema italiano di tutti i tempi. Critico sulla società, innamorato dei suoi antieroi, sorridente". 

C'ERAVAMO TANTO AMATI

 

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