• Storico incontro fra le due Coree. Stretta di mano tra Moon e Kim: 'Impegno sulla denuclearizzazione'

Storico incontro fra le due Coree. Stretta di mano tra Moon e Kim: 'Impegno sulla denuclearizzazione'

I due leader hanno discusso di nucleare e pace

"Le cose procedono molto bene, si lavora per fissare data e luogo per l'incontro con la Corea del Nord". Donald Trump esprime così il suo ottimismo per gli sviluppi sulle Coree, comunicando in un tweet di aver avuto "una lunga e ottima conversazione con il presidente Moon della Corea del Sud" dopo lo storico incontro di ieri tra i due leader coreani. "Ho anche parlato con il primo ministro Abe del Giappone per informarlo dei negoziati in corso", aggiunge Trump.

Storico incontro fra i leader delle due Coree al confine fra i due stati, a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom. LA STORICA STRETTA DI MANO TRA I DUE LEADER Il terzo summit intercoreano fra il leader di Pyongyang, Kim Jong-un, che ha invitato a non sprecare l'occasione perché 'una nuova storia comincia adesso'; e quello di Seul Moon Jae-in, il quale ha ricordato che il mondo guarda all'incontro. (VIDEO)

Moon Jae-in e Kim Jong-un hanno convenuto sull'impegno di completare la denuclearizzazione della penisola coreana, concordando anche di ridurre gli arsenali convenzionali a sostegno degli sforzi per ridurre le tensioni militari e rafforzare la pace nella penisola. 

LA FOTOGALLERY DELLA GIORNATA DEI DUE LEADER 
Le due Coree di sono impegnate a trasformare entro il 2018 l'armistizio siglato nel 1953 in un vero e proprio trattato di pace. Lo prevede la dichiarazione congiunta firmata dai leader Moon Jae-in e Kim Jong-un.

"Abbiamo aspettato a lungo questo momento per molto tempo e quando è giunto abbiamo realizzato che siamo una nazione, che siamo vicini". E' il messaggio letto dal leader nordcoreano Kim Jong-un, a commento della firma della dichiarazione congiunta. "Siamo legati dal sangue e i compatrioti non possono vivere separatamente", ha aggiunto.

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha detto che non rovinerà più il sonno del presidente sudcoreano Moon Jae-in a causa del lancio di missili balistici, quale effetto dello stop ai test nucleari e balistici annunciato la scorsa settimana. E' quanto ha riferito Yoon Young-chan, portavoce dell'Ufficio presidenziale di Seul in un briefing coi media trasmesso da Arirang Tv. "Non interromperò più il sonno del primo mattino", ha affermato Kim rivolgendosi a Moon.

IL VIDEO DELL'INCONTRO SUL CONFINE

Le due Coree hanno concordato che il presidente Moon Jae-in debba visitare Kim Jong-un a Pyongyang in autunno. Lo dichiarazione congiunta firmata dai due leader, tuttavia, non precisa il periodo limitandosi a ricordare che tra i due ci saranno, su base regolare, incontri e telefonate dopo la recentissima apertura di una linea rossa.


Moon Jae-in e Kim Jong-un hanno piantato un pino (VIDEO) a sud del confine di Panmunjom, simbolo dei migliori auspici per la penisola, scoprendo una roccia su cui sono scolpiti i nomi dei leader e la frase "qui piantiamo pace e prosperità". Alla base dell'albero, germogliato nel 1953, alla fine della Guerra di Corea, i leader hanno sistemato il terreno del monte Halla nell'isola di Jeju e del monte Paektu, i punti più a sud e a nord della penisola. Sul pino è stata poi versata acqua dei fiumi Han di Seul e Taedong di Pyongyang.

Moon Jae-in e Kim Jong-un si sono ritrovati con le rispettive first lady Kim Jung-sook e Ri Sol-ju in vista della cena ospitata dai due leader alla Peace House. Le first lady sono state a loro volta presentate alle delegazioni ufficiali dei due Paesi, in un clima di assoluta cordialità, sorrisi e battute, in base alle immagini trasmesse dalle tv sudcoreane.


Al via summit Moon-Kim, occasione per pace - La stretta di mano storica tra Kim Jong-un e Moon Jae-in è maturata alle 9:30 (le 2:30 in Italia) a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom, primo gesto degli auspici che il terzo summit intercoreano possa dare vita a una "nuova storia dei rapporti" tra i due Paesi divisi al 38/mo parallelo all'insegna di una pace stabile e duratura cementata dalla auspicata (dal Sud) denuclearizzazione. Kim ha raggiunto il confine avendo al fianco i collaboratori chiave. Indossando il tradizionale abito scuro in stile Mao, ha camminato verso lo stretto corridoio che separa i due edifici dei meeting, noti come T2 e T3, nella Joint Security Area (Jsa). Moon lo ha atteso sorridente sul cordolo di cemento che segnala il confine: i due hanno posato per i flash dei fotografi a immortalare l'evento. Kim, primo leader della famiglia al potere da circa 70 anni a calpestare il territorio sudcoreano, ha a sorpresa sollecitato Moon a riattraversare il confine, cosa fatta tenendosi per mano.

Pochi secondi dopo, i due sono tornati al Sud incamminandosi sul tappeto rosso, dietro la guardia presidenziale sudcoreana in costume tradizionale. Alla Peace House, luogo scelto per i negoziati, si è tenuta la cerimonia di benvenuto e i due leader hanno passato in rassegna il picchetto d'onore e presentato le rispettive delegazioni. "Una nuova storia adesso, a un punto di partenza della storia di una nuova era di pace", recita l'intero messaggio scritto da Kim sul libro degli ospiti. Poco dopo ha avuto inizio la prima tornata di colloqui del summit, partiti alle 10:15 locali (3:15 in Italia) e in anticipo di 15 minuti sulla scaletta concordata dopo lunghe negoziazioni e diversi sopralluoghi.

Kim ha auspicato colloqui "franchi" sulle questioni della penisola, "non sprecando tempo e occasione" offerti per ottenere "buoni risultati, avendo alla sua sinistra la sorella Kim Yo-jong, intenta a prendere appunti e in un ruolo sempre più strategico. Moon, da parte sua, ha ricordato che "il mondo guarda a Panmunjom", diventato "simbolo di pace, non di divisione" grazie alla visita di Kim. Il primo round di colloqui si è concluso alla Peace House di Panmunjom dopo circa due ore. I due leader, nel programma consegnato dall'Ufficio presidenziale di Seul, avranno pranzi separati. Kim ha attraversato il confine per tornare al Nord e nel pomeriggio sarà al Sud per altri eventi finalizzati a rafforzare la fiducia reciproca, tra cui una passeggiata. A seguire nuovi colloqui, la firma della dichiarazione congiunta e la cena finale offerta da Moon.



Trump, la guerra coreana finirà, Usa ne siano fieri  - "La guerra coreana finirà! Gli Stati Uniti, e tutto il suo grande popolo, dovrebbero essere molto fieri di ciò che sta avendo luogo adesso in Corea!": lo ha scritto in un tweet il presidente americano Donald Trump riferendosi allo storico incontro tra i leader delle due Coree. "Dopo un anno furioso di lanci di missili e test nucleari, un incontro storico tra la Corea del Nord e del Sud sta avendo luogo. Stanno succedendo belle cose, ma solo il tempo potrà dirlo", aveva affermato in un tweet precedente.

Onu, 'ora attuare rapidamente impegni presi' - Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, "plaude" al summit storico tra il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un. In una nota del portavoce, Guterres "saluta il coraggio e la leadership che hanno portato a impegni e azioni concordate nella Dichiarazione di Panmunjom per la pace, la prosperità e l'unificazione della penisola". "E conta sulle parti perché attuino rapidamente tutte le azioni concordate per la riconciliazione inter-coreana, un dialogo sincero, progressi per una pace sostenibile e denuclearizzazione della penisola".

Gentiloni, ancora incognite ma giornata storica - "Le due Coree annunciano: "La guerra è finita". Sono passati più di sessant'anni. Il futuro è pieno di incognite ma la giornata è storica". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Cina, dal summit un aiuto a soluzione politica - La Cina accoglie con favore l'esito del summit tra le due Coree esprimendo l'auspicio che le parti possano rafforzare il consenso raggiunto a Panmunjom per la riconciliazione. I leader dei due Paesi, ha commentato in una nota il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, "hanno annunciato una dichiarazione congiunta sulla comune comprensione delle relazioni intercoreane, allentando le tensioni militari sulla penisola verso una pace permanente". Il risultato "aiuta la soluzione politica delle questioni della penisola".

Stoltenberg, incontro è incoraggiante primo passo - Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha definito un "incontro storico" quello avvenuto tra i due leader coreani, precisando che l'Alleanza "sostiene pienamente una soluzione politica alle tensioni nella regione". "E' un primo, importante e incoraggiante passo", ha aggiunto, precisando che "è importante mantenere una forte pressione politica e diplomatica da parte della comunità internazionale". 

Casa Bianca spera che i colloqui portino pace
 - In occasione dello "storico incontro" tra i presidenti della Corea del Sud e del Nord, "auguriamo al popolo coreano ogni bene" e "speriamo che i colloqui facciamo progressi verso un futuro di pace e prosperità per l'intera penisola coreana". E' l'auspicio della Casa Bianca.

Giappone auspica colloqui costruttivi soluzione crisi - Il governo giapponese auspica che i leader delle due Coree possano avere un incontro costruttivo che conduca a una comprensiva risoluzione delle questioni irrisolte, quali il negoziato sui cittadini giapponesi rapiti e lo stop al programma missilistico e nucleare di Pyongyang Paese. Lo ha detto il capo di Gabinetto Yoshihide Suga, che si è astenuto, tuttavia, dal fare previsioni sull'esito dei colloqui. Alla domanda di un cronista se il governo di Tokyo sarà informato sui dettagli da Seul, Suga ha risposto che le due diplomazie coordineranno congiuntamente gli sviluppi. A questo proposito il ministero degli Esteri nipponico, Taro Kono, ha ribadito che i due Paesi stanno lavorando assieme per stabilire le politiche da adottare verso il regime di Pyongyang. Secondo quanto riferito da fonti ministeriali, Kono si recherà in Corea del Sud all'inizio di maggio, per incontrare il suo omologo Kang Kyung Wha e parlare degli esiti del dialogo tra i due leader.

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