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Sistemi ibridi di riscaldamento dimezzano consumi energia

Assotermica, possibile tagliare la bolletta di oltre un terzo

Redazione ANSA

ROMA - I nuovi sistemi ibridi per riscaldamento, che uniscono una caldaia e una pompa di calore gestite da un "cervello digitale", consentono di dimezzare i consumi di energia, ridurre di oltre un terzo la bolletta e di quattro quinti le emissioni inquinanti. Lo spiega Assotermica, l'associazione dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, in apertura del convegno "I sistemi ibridi per riscaldamento" in corso a Roma.

In modo simile a quanto si vede con le auto ibride, i sistemi ibridi per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria integrano due tecnologie, la caldaia a condensazione e la pompa di calore elettrica o a gas, gestite da una logica di funzionamento "intelligente" in grado di scegliere di volta in volta quale dei due apparecchi usare. In questo modo, evidenzia Assotermica, si ottiene una gestione ottimizzata in base ai costi energetici e un conseguente risparmio, sia per le tasche italiane che per l'ambiente.

Un impianto ibrido, infatti, consente in media un risparmio di energia finale di oltre il 50%, un taglio dei costi in bolletta quantificato in almeno il 37%, e una riduzione delle emissioni di ossidi di azoto, inquinanti dell'aria pericolosi per la salute, superiore all'80%.

Nelle case 85% dei consumi energetici dipende da climatizzazione e produzione d'acqua calda sanitaria, osserva Alberto Montanini, presidente di Assotermica/Anima. "Il mercato degli apparecchi ibridi di riscaldamento è ancora di nicchia, ma i tassi di crescita sono sensazionali, con un +250% in volume negli ultimi due anni, e proprio l'Italia è il Paese più effervescente in tal senso".

"Le tecnologie ci sono, l'efficienza è nel nostro Dna e il quadro legislativo delineato dalla nuova Strategia energetica nazionale - sottolinea Montanini - può essere un'occasione da non perdere per gettare le basi di una più forte ripresa".

"Lavoriamo con le Pmi per sviluppare ulteriormente questa tecnologia, destinata in futuro a far parte delle nostre vite", dice il presidente dell'Enea, Federico Testa, secondo cui "a livello di politica industriale occorre programmare in maniera equilibrata un processo di transizione che consenta da un lato di non perdere nessuna occasione tecnologica, e dall'altro di pianificare gli investimenti necessari in modo ordinato e con prospettiva".

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