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Energia: Toia, portare obiettivo efficienza Ue al 40%

Bonafè, necessaria la fiscalità a supporto della transizione

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Portare al 40% l'obiettivo europeo, vincolante, di miglioramento dell'efficienza energetica al 2030, rispetto al 27% attuale, "lasciando ai Paesi membri la scelta delle modalità attraverso cui raggiungere questo target", e pensare già da ora agli obiettivi per il 2050. Lo ha proposto Patrizia Toia, vicepresidente della commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo, intervenendo in videocollegamento da Bruxelles al convegno sui sistemi ibridi di riscaldamento organizzato da Assotermica, in corso a Roma.

Sull'efficientamento degli edifici è intervenuta Simona Bonafè, membro della commissione Ambiente dell'Europarlamento. "Il patrimonio edilizio italiano è datato, ha bisogno di grandi investimenti e innovazione, e dobbiamo agire in tempi rapidi se vogliamo rispettare gli impegni presi anche a livello europeo, in primis con l'accordo di Parigi", ha dichiarato Bonafè, secondo cui "la fiscalità a supporto della transizione verso l'efficienza energetica e la decarbonizzazione è necessaria".

In Europa, ha osservato il presidente di Assotermica/Anima Alberto Montanini, “ci sono 120 milioni di impianti di riscaldamento, di cui il 65% è inefficiente, e in Italia la percentuale sale”. I sistemi ibridi di riscaldamento, che uniscono una caldaia a condensazione alimentata a gas e una pompa di calore elettrica, “consentono di aumentare del 30% l'efficienza energetica riducendo del 40% le emissioni di CO2 e dell'80% le emissioni di ossidi di azoto”.

I sistemi ibridi, ha evidenziato il responsabile dell'Unità conto termico del Gse, Antonio Del Greco, sono inclusi negli incentivi del nuovo conto termico.

In merito agli obiettivi ambientali italiani ed europei, per Stefano Cagnoli, presidente del Comitato italiano gas, “occorre scegliere la via giusta per la transizione energetica. Il ponte per la decarbonizzazione è un uso razionale de vettore del gas, che è abbondante, flessibile, emette il 60% in meno rispetto al carbone e ha costi sostenibili”.  

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