Coldiretti, riparta abbattimento nutrie

Richiesta dopo pubblicazione Collegato della Legge di stabilità

(ANSA) - BOLOGNA, 21 GEN - Ripartire al più presto con il piano regionale di abbattimento delle nutrie. È quanto chiede in una nota Coldiretti Emilia-Romagna, dopo la pubblicazione del Collegato ambientale della Legge di stabilità che consente di ricorrere a piani di contenimento delle Regioni con le stesse modalità previste per la fauna selvatica. "Dopo la declassificazione delle nutrie a specie infestante - ricorda Coldiretti - la lotta contro questi animali è passata dal livello regionale a quello dei Comuni, con grandi difficoltà anche finanziarie per i piani di abbattimento. E' perciò continuata la proliferazione di una specie che tra il 2003 e il 2014 ha fatto all'agricoltura danni per 2,5 milioni, cui si aggiungono oltre 2 milioni per danni a canali e strutture". "Le nutrie - prosegue Coldiretti - hanno invaso già metà del territorio regionale: oltre un milione di ettari sui 2,2 milioni di superficie totale. Per quanto riguarda le colture, danneggiano soprattutto mais, cereali, orticole e barbabietola da zucchero". "È necessario - conclude il presidente Mauro Tonello - ripartire con un piano di eradicazione adeguato per liberare fiumi, canali e campagne. Oltre ai danni all'agricoltura, che non vengono più risarciti da quando è stata classificata come specie infestante, la nutria è dannosa anche per la biodiversità perché fa sparire altre specie animali".

   "Stiamo già lavorando alla redazione del Piano regionale per il contenimento delle nutrie sul territorio emiliano-romagnolo, strumento introdotto dal Collegato ambientale alla legge di Stabilità con cui potremo operare in modo organico e omogeneo, ovviando alle inevitabili difficoltà operative riscontrate specialmente dai piccoli Comuni". Così l'assessore regionale all'Agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, risponde a Tonello. "Tuttavia - precisa - prima di arrivare all'adozione del Piano occorre rispettare alcuni passaggi, in particolare va acquisito il parere Ispra e va effettuata la valutazione d'incidenza con l'esame delle misure specifiche di conservazione nei Siti di importanza Comunitaria e nelle Zone di protezione Speciale"

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