Web Tax: Francia verso sospensione, no prelievi in 2020

Dombrovskis (vicepresidente Ue), soluzione globale evita ritorsioni

La Francia si orienta verso una sospensione nel 2020 della web tax, con l'obiettivo di evitare le sanzioni Usa e avere più tempo per giungere ad un accordo a livello Ocse. Interpellate dall'ANSA, fonti francesi escludono che la 'Taxe Gafa' venga ritirata, anche perché ha ottenuto il via libera del Parlamento. "Tuttavia - aggiungono - quando si negozia entrambe le parti devono fare un passo l'una verso l'altra". Il compromesso, precisano, potrebbe riguardare i tempi di applicazione: in particolare, la sospensione dei due prelievi di aprile e novembre, in cambio di uno stop dei dazi Usa.

Italia e Gran Bretagna rischiano di dover far fronte a dazi Usa se porteranno avanti il progetto di 'web tax' per società come Google, Facebook e Alphabet. Lo ha affermato il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin in un'intervista al Wall Street Journal, dopo che la Francia ha accettato di rinviare l'applicazione dell'imposta a fronte delle minacce degli Usa. Per Mnuchin il presidente francese Emmanuel Macron la decisione di Parigi rappresenta "l'inizio di una soluzione" mentre Italia e Gran Bretagna stanno studiando una risoluzione permanente.

"La Commissione Ue enfatizza la necessità di una soluzione a a livello internazionale proprio per evitare i rischi di ritorsioni": così il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis risponde a chi gli chiede un'opinione sulle minacce Usa contro chi applicherà la web tax. "Se poi la soluzione internazionale impiegherà troppo tempo a materializzarsi, la Commissione ha già messo sul tavolo una proposta europea. Perché è importante agire a livello europeo, e non dei singoli Stati, per preservare l'integrità nel mercato interno", ha detto Dombrovskis. Il vicepresidente ha ricordato che la Ue è quindi pronta ad agire in caso di escalation che, però, "secondo noi va evitata".

"Tutti pensano che sia il caso di cambiare il sistema di pagamento delle tasse, se i governi vogliono farlo noi saremo collaborativi e sosteniamo quello che sta facendo l'Ocse. In Europa noi paghiamo le tasse in Irlanda che è un membro dell'Unione Europea, non siamo illegali. Paghiamo le tasse, paghiamo dove l'azienda crea valore, che nel nostro caso sono gli Stati Uniti dove abbiamo pagato lo scorso anno 5 miliardi di dollari. Sulla web tax, sosteniamo quello che sta facendo l'Ocse, avremo lo stesso approccio". Lo ha detto Nick Clegg, responsabile Comunicazione Facebook, a Roma per un incontro con gli studenti della Luiss.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA




Modifica consenso Cookie