Esperto, piattaforma M5S è business non democrazia

"Con informatica attuale impossibile voto elettronico sicuro"

ROMA - "Se è vero, come scrive il Garante, che la piattaforma Rousseau del M5S associa i voti espressi agli utenti tramite il loro numero di telefono, allora non si comporta come uno strumento di democrazia diretta, neutrale, che garantisca la libera e segreta espressione del voto, ma come una piattaforma orientata al business, agendo di fatto secondo le logiche di un sito di eCommerce": è questo il parere di Andrea Zapparoli Manzoni, esperto di cyber security, sull'istruttoria del Garante Privacy che ha evidenziato la presenza di illeciti sulla riservatezza dei voti.

"Detto questo, la democrazia diretta digitale è estremamente complicata da implementare con gli strumenti normativi e tecnologici attuali: da un lato ci sono diritti acquisiti, tutelati e riconosciuti nel mondo fisico che, per varie ragioni storiche e pratiche, di fatto non lo sono ancora altrettanto nel mondo digitale, dall'altro la tecnologia attuale non è all'altezza del compito. In questo senso l'applicazione del M5S è emblematica, si propone come sistema di e-voting ma effettua la profilazione delle attività degli iscritti sia a livello applicativo che tramite l'utilizzo di cookies (anche di terze parti, il che è perfettamente legale, ma ribadisce la logica "business" della piattaforma). E' logico supporre che chi gestisce Rousseau raccolga queste informazioni per correlarle ed analizzarle, si può fare ogni genere di business intelligence a partire da quei dati", sottolinea Zapparoli Manzoni.

"Se però si profilano gli utenti di un sistema di e-voting, vuol dire che si sta confondendo il piano commerciale con quello politico - osserva l'esperto - si trattano i votanti come gli iscritti ad un sito di News o di eCommerce, sembra tutto gratis ma anche qui, come sui Social Network, stai pagando con i tuoi dati personali". "Far votare i cittadini in modo sicuro, anonimo ed affidabile tramite una web application pone problemi giganteschi, praticamente insormontabili in un'ottica costi-benefici. L'informatica distribuita che si è affermata negli ultimi 30 anni non ha le sufficienti caratteristiche di affidabilità e confidenzialità che sono richieste dall'atto del votare, ha limiti enormi che discendono dal suo design originario degli anni '80, '90 e 2000, semplicemente non è adatta - sottolinea Zapparoli Manzoni -. E' come pretendere di volare in sella ad un aspirapolvere invece che con un aeroplano. Si dovrebbe ripartire da zero, mettendo al centro della progettazione requisiti molto stringenti di sicurezza, riservatezza, affidabilità e non-ripudiabilità, in modo da poter garantire che il voto sia segreto e non alterabile, anche se dubito che, per ragioni economiche, ci sarà mai la volontà di farlo. Sta di fatto che oggi, anche se il rischio di alterazioni e manipolazioni fosse ridotto al minimo possibile, il rischio residuo rimarrebbe comunque troppo grande".

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