TikTok rischia indagine per censura in Usa

Senatore Rubio chiede di far luce sulla app che spopola tra i giovani

Gli Usa potrebbero indagare su TikTok, la app cinese popolarissima tra i più giovani che consente di pubblicare brevi video. Il senatore repubblicano Marco Rubio ha infatti chiesto al governo americano di condurre un'indagine formale. Stando a quanto scrive il senatore in una lettera, la app pone un rischio di sicurezza nazionale, perché sarebbe usata per "censurare contenuti e mettere a tacere l'aperta discussione su argomenti ritenuti sensibili dal governo cinese e dal Partito comunista", ad esempio le proteste di Hong Kong.

Nella lettera Rubio fa riferimento a un articolo pubblicato il mese scorso dal Guardian, da cui è emerso che TikTok avrebbe addestrato i suoi moderatori a censurare i video in cui si nominano Piazza Tienanmen, l'indipendenza del Tibet e altri temi sensibili.

Il senatore chiede al Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti un "esame completo delle implicazioni, per la sicurezza nazionale, dell'acquisizione di Musica.Ly", una app fondata a Shanghai ma con sede in California e molto popolare negli Usa, da parte di ByteDance, la società che possiede TikTok. Dopo l'acquisizione, nel 2017, la società ha accorpato le due app, facendo così confluire in TikTok gli utenti americani di Musical.ly.
   

TikTok smentisce, nessuna censura per conto della Cina

"TikTok US è localizzato e aderisce alle leggi statunitensi. Il governo cinese non richiede che TikTok censuri contenuti e non avrebbe giurisdizione a prescindere, dal momento che TikTok non opera lì". Lo afferma un portavoce della popolare app cinese TikTok, in seguito alla richiesta di un'indagine per censura avanzata dal senatore repubblicano Marco Rubio al governo statunitense.
"TikTok US archivia tutti i dati degli utenti statunitensi negli Stati Uniti. Le nostre politiche sui contenuti e sulla moderazione sono guidate dal nostro team con sede negli Usa e non sono influenzate da alcun governo straniero", dichiara il portavoce.
"Oltre al nostro team negli Stati Uniti, ci avvaliamo della consulenza di diversi consulenti e terze parti, e stiamo considerando la formazione di un comitato composto da organizzazioni ed esperti di primo piano che possano aiutarci a perfezionare e a valutare regolarmente le nostre politiche e la loro implementazione, e aumentare la trasparenza".

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