Facebook: così useremo foto 'nudo' contro il 'revenge porn'

Test in Australia, social network spiega gli obiettivi

ROMA - Stretta di Facebook sul 'revenge porn', al via test in Australia per combattere casi come quello di Tiziana Cantone, morta suicida dopo la diffusione online di un suo video.

"Non vogliamo che Facebook sia un posto dove le persone temono la condivisione senza consenso delle proprie immagini intime", spiega la società. Il progetto pilota al via in Australia prevede che l'utente decida volontariamente di fornire l'immagine "osé" a Facebook "per fare in modo che non venga mai condivisa in prima battuta".

La foto viene effettivamente vista da un team umano, personale "specificamente formato" sottolinea la compagnia, che la valuta e ne crea una sorta di impronta digitale, una rappresentazione numerica che gli algoritmi riconoscono come univoca. Solo questo "marchio" viene conservato, la foto in sé viene invece cancellata dai server della piattaforma. Se qualcuno provasse a caricare quell'immagine sul social il sistema ne riconoscerebbe l'impronta e lo impedirebbe. Questo è l'obiettivo del test.

"Non stiamo chiedendo a persone a caso di darci foto di nudo", spiega su Twitter Alex Stamos, security chief officer di Facebook, ma l'obiettivo è dare una via d'uscita a potenziali vittime.
Il test, precisa su Facebook Antigone Davis, capo globale della sicurezza, "è un'opzione di emergenza" portata avanti insieme ad autorità locali per chi teme che una sua immagine "hard" possa essere diffusa per vendetta, magari da un ex partner o un molestatore.


   

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