Guru del Supercalcolo, i pc non governeranno il mondo

Jack Dongarra alla Sissa di Trieste

Le macchine non governeranno il mondo. L'intimo timore dell'uomo di perdere il controllo di se stesso e dell'ambiente che lo circonda non è giustificato: ne è convinto Jack Dongarra, guru del Supercalcolo, High Performance Computing (Hpc), materia che sta dando una svolta non soltanto nella elaborazione di dati ma che sta imponendo un nuovo paradigma scientifico, con orizzonti da scoprire.

"Abbiamo computer che possono elaborare dati molto velocemente ma non possiamo aspettarci che una scatola, ferma lì, possa avere una intelligenza tale da comprendere la società, tutti i suoi aspetti, capire le sfumature o i dettagli e poi di trovare risposte, soluzioni", dice Dongarra, a Trieste nei giorni scrosi per partecipare alla Sissa a un incontro internazionale proprio sull'HPC. 'Distinguished professor' dell'Università del Tennessee, figura di spicco nel campo e curatore della TOP500, classifica semestrale dei supercalcolatori più potenti al mondo, Dongarra sottolinea però che le analisi sono sempre più precise e globali.

"I computer hanno avuto un impatto gigantesco sul modo in cui si fa scienza oggi. Con l'Hpc abbiamo la possibilità di fare previsioni meteorologiche molto precise entrando immediatamente in possesso di una enorme mole di dati; oppure di esplorare quello che accade nelle galassie: attraverso il computer possiamo simulare la collisione di due galassie, comprendendo dunque che cosa accade nel caso di un evento di questo tipo". Però, "è impensabile delegare a un computer l'analisi di una società e aspettarsi una risposta bianca o nera e una soluzione. Non è il computer il delegato per fare scelte che riguardano la società". In qualche modo si potrebbe suggestivamente pensare alla possibilità di predire il futuro.

"Gli scienziati usano i computer come se fossero una sfera di vetro per predire il futuro, per capire cosa accadrà al manifestarsi di determinate condizioni. Questa possibilità è qualcosa di straordinario". La ricerca nel settore è impegnata in una corsa a chi realizza per primo il supercalcolatore in grado di sviluppare l'exaflop: un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. Chi vincerà? "In questo momento la Cina ha il supercomputer più veloce al mondo, almeno il doppio di quello degli Stati Uniti che sono al secondo posto. La Cina ha fatto uno sforzo considerevole. Però in termini di numero, gli Usa sono al primo posto con la metà dei supercomputer del mondo, seguiti da Cina, Germania, Francia e Giappone". L'Italia intorno agli anni '80 è stata tra i pionieri della materia. Come vede oggi il nostro Paese nel contesto scientifico internazionale?

"A proposito degli sforzi che l'Italia fa, non si tratta di risultati che si raggiungono con le energie di un paese solo ma con una rete di strutture e persone che dialogano e lavorano insieme. Io sono qui a Trieste, ad esempio, per interagire con molte altre persone, italiane e no. In tutti i Paesi ci sono molti scienziati che si occupano di Hpc, qui in Italia avete persone incredibilmente di talento nel settore".

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