Causa ai big dell'hitech, "sfruttano i baby minatori"

Famiglie del Congo contro Apple, Google, Dell, Microsoft e Tesla

Alcune famiglie congolesi hanno fatto causa ad Apple, Google, Dell, Microsoft e Tesla accusandole di essere complici nella morte o nella mutilazione di bambini costretti a lavorare in condizioni pericolose nelle miniere di cobalto, usato nella loro catene di forniture per le batterie che alimentano smartphone, Pc ed auto elettriche. Lo scrive il Guardian, secondo cui è la prima volta che le tech company si trovano davanti ad una azione legale del genere.

La causa è stata presentata a Washington Dc dall'ong locale International Rights Advocates per conto di 14 genitori e bimbi della repubblica democratica del Congo. Le famiglie chiedono i danni per lavoro forzato e ulteriori indennizzi per ingiusto arricchimento, supervisione negligente, imposizione intenzionale di stress emotivo. Nella denuncia si sostiene che le compagnie tech citate incoraggiano società minerarie come la Glencore che sfruttano il lavoro minorile, pagando i baby minatori due dollari al giorno e facendoli lavorare in condizioni rischiose in tunnel sotterranei che spesso crollano.

"Apple è profondamente impegnata nell'approvvigionamento responsabile dei materiali destinati ai nostri prodotti - risponde un portavoce dell'azienda di Cupertino - Abbiamo guidato il settore stabilendo gli standard più severi per i nostri fornitori e lavoriamo costantemente per alzare il livello per noi stessi e per il settore. Nel 2014, siamo stati i primi a iniziare a mappare la nostra catena di approvvigionamento di cobalto dalle miniere e dal 2016 abbiamo pubblicato un elenco completo dei nostri raffinatori di cobalto identificati ogni anno, il 100% dei quali partecipa ad audit indipendenti di terzi. Se un raffinatore non è in grado o non è disposto a soddisfare i nostri standard, verrà rimosso dalla nostra catena di fornitura. Nel 2019 abbiamo rimosso sei raffinerie di cobalto".
   

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