Huawei: prossimo telefono Mate 30 senza Google e in Cina

Incertezza su modello previsto a metà settembre

In arrivo su Huawei i primi effetti concreti del bando imposto da Donald Trump a meta' maggio: il prossimo telefono dell'azienda cinese, il modello Mate 30 il cui lancio e' previsto a meta' settembre, potrebbe non avere a bordo le app e i servizi Google che contribuiscono alla popolarita' nel mondo dei dispositivi con sistema operativo Android. E potrebbe essere venduto solo in Cina, con effetti economici anche per Google che insieme a Apple ha ammonito il presidente americano sui minori guadagni derivanti dalla guerra commerciale con la Cina.

Il Mate 30, realizzato per funzionare sulle nuove reti 5G, e' il primo smartphone di punta che Huawei si appresta a lanciare da quando Trump ha inserito la societa' cinese nella blacklist sostenendo che e' coinvolta in attivita' che compromettono la sicurezza nazionale degli Usa. L'ultimo dispositivo lanciato dal colosso di Shenzhen non toccato dal bando e' stato il modello P30 presentato prima, ad aprile. Un portavoce di Google ha spiegato a Reuters che il Mate 30 non puo' essere venduto con app e servizi concessi in licenza, per il divieto degli Usa. E la deroga di 90 giorni autorizzata dal governo Trump non si applica a questo nuovo prodotto.

E' anche probabile che Big G sia nella lista delle oltre 130 aziende Usa che hanno chiesto all'amministrazione Trump la licenza per poter avere rapporti commerciali con Huawei, non ricevendo al momento nessuna autorizzazione. "Continueremo ad utilizzare l'ecosistema Android se il governo degli Stati Uniti ci consentira' di farlo - spiega il portavoce di Huawei, Joe Kelly - altrimenti continueremo a sviluppare il nostro sistema operativo".

A questo punto Huawei ha due strade per il prossimo telefono Mate 30. Puo' utilizzare una versione modificata di Android che la tiene al riparo dal bando Usa ma che lascia fuori app e servizi di Google molto popolari, come il Play Store o Maps, ma disponibili solo su licenza. Oppure puo' avvalersi del suo sistema operativo HarmonyOS lanciato ad agosto, per ora disponibile solo in Cina e giudicato dagli esperti ancora troppo acerbo.

"Senza i servizi Google, nessuno acquistera' il dispositivo", spiega l'analista Richard Windsor. Secondo i dati della societa' Canalys, nel secondo trimestre 2019 Huawei ha perso terreno (-17%) nelle vendite dei mercati internazionali per effetto del bando Usa, ma ha compensato con un +31% in Cina, una sorta di risposta patriottica alla blacklist di Trump.

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