Monopoli hi-tech, il banchiere è automatico

Si attiva con la voce e gestisce i pagamenti, via le banconote

Niente più banconote rubate, trattative e accordi sottobanco: il Monopoly diventa hi-tech e mette al bando gli imbroglioni. La figura del banchiere, prestigiosa e contesa, si fa automatica: è un cappello al centro del tabellone a cui si comunicano a voce le transazioni, e che gestisce i pagamenti senza margine d'errore. A traghettare nel XXI secolo il gioco nato nel 1935 è l'ultima versione targata Hasbro, che uscirà negli Stati Uniti a luglio. Si chiama "Monopoly Voice Banking" e porta sul tavolo l'elettronica, anche se forse toglie un po' di divertimento.

Le regole del gioco non cambiano: ci si muove sul tabellone cercando di comprare proprietà e fare soldi, per mandare gli altri in bancarotta. Ma se nella versione classica uno dei giocatori è incaricato di fare anche il banchiere, qui la banca diventa una realtà impersonale e a sé stante. E le banconote spariscono dal tavolo.

Quando un giocatore deve fare un'operazione finanziaria, come comprare un terreno o pagare le tasse, deve premere il suo tasto sul cappello e impartire un comando vocale come "Compra St. James Place" o "Paga l'affitto a Marvin Gardens". A fare i conti ci pensa il banchiere, e non c'è modo di avere sconti o favori.

La nuova versione del Monopoly è l'opposto di quella lanciata l'anno scorso, chiamata "Cheaters edition" e dedicata appunto ai "cheaters", gli imbroglioni. Qui il gioco incoraggia a barare e mentire, evadere le tasse e piegare le regole per vincere.
    
   

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