Cina chiede a Usa di rimuovere richiesta arresto Lady Huawei

Usa accusano Huawei di frode e violazione sanzioni Iran

La Cina chiede con forza agli Usa di rimuovere la richiesta d'arresto contro Meng Wanzhou, a capo della finanza di Huawei, e di non procedere con la richiesta di estradizione dal Canada evitando di peggiorare il percorso negativo finora intrapreso: il ministero degli Esteri, a poche ore dalla formalizzazione delle variegate accuse del Dipartimento di Giustizia americano contro la società e la manager, assicura che Pechino "proteggerà con fermezza i legittimi interessi delle compagnie cinesi". In una nota, il ministero degli Esteri esprime "grave preoccupazione" per l'ultima mossa decisa dagli Stati Uniti sollecitando la cancellazione della richiesta di arresto di Meng e la fine dell'"irragionevole repressione" messa in atto contro le imprese cinesi, inclusa Huawei. Pechino, sul punto, intende muoversi "con fermezza" lavorando alla tutela di tutti i loro "interessi legittimi". La messa in stato d'accusa di Huawei è stata invece definita "ingiusta e immorale" da un funzionario del ministero dell'Industria cinese.

Gli Usa accusano Huawei e il chief financial officer e figlia del fondatore della società Meng Wazhou, di furto di segreti commerciali e frode per la violazione delle sanzioni contro l'Iran. Accuse pesanti che precedono di pochi giorni il nuovo round di trattative commerciali fra Usa e Cina, in programma il 30 e 31 gennaio a Washington. Huawei e Meng in particolare sono accusati di aver mentito alle autorità bancarie per evitare dubbi ed eventuali domande su transazioni con l'Iran.

Transazioni da milioni di dollari, afferma il ministro della sicurezza nazionale Nielsen. Secondo l'accusa Meng - ora in Canada dopo il suo arresto in dicembre e per la quale gli Stati Uniti stanno cercando l'estradizione - avrebbe ripetutamente mentito nel 2013 sui rapporti fra Huawei e la società iraniana Skycom. E il colosso cinese, consapevole delle indagini americane, l'avrebbe coperta e cercato di ostruire e ostacolare il lavoro degli investigatori Usa trasferendo possibili testimoni in Cina. Alle accuse sull'Iran si sommano quelle furto di segreti commerciali: con uno "sforzo concertato" Huawei ha tentato di rubare informazioni da 'Tappy', il robot di T-Mobile per i test sugli smartphone. La pratiche di Huawei "vanno avanti da anni" e riguardano anche i vertici della società, denuncia il ministro della Giustizia ad interim, Whitaker, secondo il quale la Cina dovrebbe agire ed essere preoccupata per l'attività di Huawei.

Parole dure di condanna arrivano anche dal segretario al Commercio Wilbur Ross: mentire, ingannare e rubare non è una perseguibile strategia per la crescita. Le accuse mettono in evidenza le ''azioni sfacciate e persistenti'' di Huawei ai danni ''di società e istituzioni finanziarie americane'' osserva il numero uno dell'Fbi, Christopher Wray. Società come Huawei rappresentano ''un rischio sia per la sicurezza economica sia per quella nazionale, e l'ampiezza delle accuse'' presentate ''chiarisce quanto seriamente l'Fbi prende queste accuse''.

L'affondo delle autorità americane minaccia il nuovo round di trattative fra Stati Uniti e Cina, che cercano un accordo per disinnescare una guerra commerciale che già si fa sentire sull'economia mondiale.
   

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