In arrivo la rivoluzione della 'nanoluce'

Applicazioni dagli elettrodomestici fino alla medicina

Minuscole nanoparticelle capaci di emettere luce e creare qualsiasi colore: è in arrivo la 'nanoluce', un rivoluzionario settore che potrebbe trovare moltissime applicazioni, dalle nuove Tv a cure per il cancro. Ai più recenti studi in questo settore Nature dedica ampio spazio online passando in rassegna i principali successi.

A dar vita all'era della 'nanoluce' è stato nel 1981 il fisico russo Alexey Ekimov con la scoperta dei 'punti quantici', dei minuscoli cristalli talmente piccoli da mostrare proprietà quantistiche e capaci di assorbire ed emettere luce a lunghezze d'onda facilmente regolabili. Da quella prima scoperta sono derivati un gran numero di studi per lo sviluppo di nuove nanoparticelle capaci di emettere luce a comando con applicazioni praticamente in ogni settore, da quello degli elettrodomestici di consumo fino alle frontiere della medicina. I primi televisori con questa tecnologia sono già sul mercato. Inoltre, molecole 'luminose' potrebbero essere usate anche come dei perfetti marcatori per individuare ad esempio cellule tumorali oppure per creare nanocapsule piene di farmaci con un meccanismo di rilascio attivato da impulsi di luce. Ma il grande problema di questi materiali è la loro tossicità.

Per questo negli anni molti centri di ricerca si stanno concentrando sullo studio di materiali 'nanoluminosi' interamente organici. Grandi successi nel settore stanno arrivando ad esempio dai lavori di Chi Ching Goh, dell'università di Singapore, che ha messo a punto molecole luminose capaci di disperdersi nel sangue dei topi e rendere visibili eventuali danni delle arterie o al cuore. Oppure quello di Marta Cerruti, dell'università McGill di Montreal, che ha ideato nanocapsule che trasportano farmaci ma che quando vengono colpite da luce infrarossa emettono luce e rilasciano il contenuto. Una doppia azione che permette di trasportare farmaci nel corpo e allo stesso tempo vedere dove ha agito.
   

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