Formula 1: Gp Usa, Hamilton vince anche in Texas. Vettel secondo

Verstappen sorpassa Raikkonen all'ultimo giro per la terza posizione, ma viene poi penalizzato dai giudici. La Mercedes conquista il titolo mondiale costruttori

Appuntamento rimandato per Lewis Hamilton ma non per la Mercedes. Il gran premio degli Usa è, come previsto, quasi un monologo del britannico iridato in carico, che sul circuito texano di Austin vince per la quinta volta negli ultimi sei anni. Il successo non gli vale la conquista di un nuovo titolo solo perché Sebastian Vettel, più lento del rivale, contiene comunque i danni e ottiene un ottimo secondo posto che mantiene ancora viva una flebile speranza. In realtà per Hamilton l'appuntamento è solo rimandato, diventerà di nuovo campione del mondo al prossimo appuntamento, in Messico. Il titolo mondiale, quello dei costruttori, lo conquista invece la Mercedes, a cui bastava un primo posto di uno dei suoi due piloti, e così è stato.

Il via ad Austin, nella gara dei bolidi a quattro ruote, lo ha dato Usain Bolt, veloce come un lampo ma solo fra gli umani. Il pluricampione olimpico dello sprint ha anche trovato il tempo, prima delle gara, ha trovato anche il tempo di fare un giro sul circuito con Hamilton, poi ha confessato di aver avuto "una dannata paura.

La velocità era pazzesca, ho urlato". Fra i protagonisti di giornata va messo anche il solito ragazzo prodigio Max Verstappen, partito in sedicesima posizione ma che, forte della sua classe e di un passo impressionante, aveva trovato il modo di centrare il podio, con un sorpasso da brividi ai danni della Ferrari di Kimi Raikkonen nel corso dell'ultimo giro. Ma i commissari di gara hanno giudicato la prodezza dell'olandese non del tutto pulita e lo hanno quindi penalizzato di cinque secondi, regalando il terzo posto all'ex campione del mondo finlandese.

In precedenza Verstappen aveva regalato un altro sorpasso da cineteca, nei confronti di Bottas che poi era stato costretto a fermarsi per un pit stop. Insomma, un susseguirsi di emozioni anche se alla fine ha vinto il grande favorito, rivelatosi ancora una volta, la nona in stagione, il più veloce di tutti. Adesso nella classifica del Mondiale piloti Hamilton è a +64 su Vettel e mancano solo tre gare al termine. Gli basterà quindi un terzo posto domenica prossima in Messico per confermarsi campione del mondo, e questo anche nel caso in cui Vettel dovesse vincere. Proprio il tedesco in partenza era riuscito a 'bruciare' il rivale che stava in pole position ma già al settimo giro Hamilton, di prepotenza, aveva ristabilito le gerarchie, cominciando il proprio monologo visto che in due giri aveva già preso due secondi al ferrarista. Dopo poco più di venti giri si era già capito chi avrebbe vinto, a meno d'interventi della cattiva sorte.

A nulla è valso il gioco dei pit stop e dei cambi di gomma: Austin si è confermato un circuito particolarmente adatto ai mezzi del campione del mondo in carica, e a quelli della Mercedes, e a far divertire il pubblico sono stati soprattutto i duelli per le altre posizioni, compresi quelli a cui ha dato vita lo spagnolo Carlos Sainz jr. che alla sua prima corsa sulla Renault ha ottenuto un bel settimo posto. Qualche emozione c'è stata al giro numero 49, quando Vettel, fermatosi alla 39/a tornata per la seconda sosta, centrava il record della pista e poi al n.51 quando superava Bottas (in quel momento terzo) all'esterno nella prima curva dopo il traguardo infilandosi tra la Mercedes e la McLaren di Vandoorne. Tutto bello, ma il risultato che conta alla fine non cambia.

"Lui era più veloce - spiega Vettel a fine gara rivolgendosi a Bolt che lo aveva premiato - e quindi onore a lui anche se in partenza ci eravamo mossi bene. Poi però ci siamo resi conto che non potevamo tenere questo passo, quindi complimenti a Hamilton è stato bravo. Tu, Usain, dovresti saperlo: chi è più veloce di solito vince". Ecco perché, viene da aggiungere, il migliore è sempre Hamilton, idem per la Mercedes, che in Messico completerà la propria doppietta mondiale. 

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