• Serie A: Milan-Genoa 2-1. Vittoria Champions, ma è furia Mihajlovic

Serie A: Milan-Genoa 2-1. Vittoria Champions, ma è furia Mihajlovic

Brividi dopo gol Cerci, tecnico 'punta' Balotelli

Solo 5 minuti per sbloccare la sfida con il Genoa grazie al solito Bacca, un'altra ora per raddoppiare, con una prodezza di Honda, poi ancora una volta il Milan sperimenta i pericoli di non chiudere definitivamente le partite. Brividi e nervosismo nel finale, con Mihajlovic che aspetta invano il terzo gol e teme la beffa per la rete dell'ex Cerci. LA CRONACA DELLA PARTITA

Poi a gara finita (2-1) solo un preparatore atletico dissuade il serbo dall'avventarsi contro Balotelli, entrato da 7' e reo di non essersi dannato su ogni pallone. Nel fine settimana dello scontro diretto fra Fiorentina e Inter, era fondamentale per i rossoneri non perdere altri punti contro una squadra decimata e in lotta per salvarsi. E' il settimo risultato utile di fila, Europa League e Champions restano nel mirino, ma non è certo stata una prova di intensità e organizzazione al livello dei proclami di Mihajlovic alla vigilia. E questi tre punti rischiano di portare in dote qualche scoria, fra il nervosismo di Niang al momento della sostituzione con Menez, di nuovo in campo dopo sei mesi e preferito a Balotelli, entrato per ultimo, giusto il tempo di rimediare un colpo a uno stinco e fare infuriare Mihajlovic. Il serbo è agitato sin dall'inizio, per nulla convinto dall'approccio della squadra (a parte un positivo De Sciglio) a questo anticipo dell'ora di pranzo.

Sotto la pioggia, il Milan si accende con due scintille di Honda, che fa bella figura in diretta in prima serata nel suo Paese. Il giapponese prima scalda il sinistro impegnando Perini. Poi al 5' insegue una palla quasi persa, dal fondo piazza un cross che attraversa l'area, viene sfiorato di testa da Niang, ed è perfetto per Bacca: primo tiro e subito gol (il tredicesimo in campionato) per il colombiano, come in 10 delle 12 gare in cui ha segnato. Il Genoa, con 5 nuovi acquisti in campo (Fiamozzi al debutto in A, Matavz alla prima da titolare), impiega 34' per creare il primo pericolo ma in contropiede tiene sempre in ansia il Milan. A inizio ripresa Gasperini fa il cambio fra ex milanisti: fuori Suso, dentro Cerci, fischiato da San Siro come gli capitava fino al trasferimento di gennaio. Bonaventura spreca la palla del raddoppio e poi chiede invano un rigore. I rossoneri faticano a costruire e ci pensa Honda da oltre 30 metri, con un sinistro velenoso ma non impossibile da parare per un distratto Perin. Sembra la svolta, arriva anche la prima ammonizione di Calvarese, 9 espulsioni in 11 partite ma questa volta più tollerante. Ma il 3-0 milanista resta solo un'idea. La partita speciale (e fin lì senza preoccupazioni) del portiere milanista Donnarumma, col fratello Antonio sulla panchina del Genoa e gli osservatori del Barcellona in tribuna, lo diventa un po' meno nel recupero, quando Cerci si avventa su una sua respinta accorciando le distanze. Il Milan non ha più tempo per gettare punti, ma c'è lo spazio per la sfuriata di Mihajlovic e un avvertimento: "Chi non si sacrifica fino al 94' non mette più piede in campo".

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