Di Francesco, "Io alla Roma? Le sfide mi piacciono"

Crisi Roma, futuro in mani Pallotta, Garcia ora rischia. Presidente infuriato chiama Sabatini, e in Usa vertice con dg Baldissoni

"Faccio un lavoro per cui le sfide sono all'ordine del giorno e a me le sfide piacciono". Ha risposto così, il tecnico del Sassuolo Eusebio Di Francesco intervenendo a Radio Anch'io sport, alla domanda se accetterebbe la sfida di rilevare la panchina della Roma. "Ho voglia di migliorare e crescere - ha proseguito l'allenatore che da giocatore militò anche nello stesso club giallorosso - Ma ora sono in una società con grandi margini di crescita e di cui sono orgoglioso di far parte: la mia testa ora è concentrata qui, poi un domani si vedrà". I conduttori della trasmissione avevano sottolineato che la domanda a Di Francesco era stata sollecitata loro da molti ascoltatori.

Il futuro di Rudi Garcia sulla panchina della Roma ora è davvero a rischio. Esonero sì, esonero no, sono ore concitate in casa giallorossa perché lo scialbo pari col Milan ha acuito la crisi. E a decidere del destino del francese sarà James Pallotta, infuriato per la piega negativa che ha preso la stagione. E se fino a ora il licenziamento dell'allenatore sembrava solo uno spettro, adesso la possibilità che con Garcia venga chiuso il rapporto si fa più concreta: il presidente, in attesa di parlare col dg Mauro Baldissoni, volato in mattinata negli Usa, ha trascorso il pomeriggio in conference call con l'ad Zanzi e il ds Sabatini proprio per discutere del futuro di Garcia. La posizione del tecnico appare sempre più compromessa, e a far prendere tempo sono state finora solo le difficoltà ad individuare un sostituto per concludere una stagione al giro di boa più che deludente. Il viaggio a Miami di Baldissoni era fissato in agenda da qualche giorno per continuare a preparare con Pannes e gli uomini di Parnasi il dossier del nuovo stadio di Tor di Valle da consegnare a fine mese alla Regione, ma gli ultimi risultati della squadra giallorossa (una vittoria nelle ultime dieci partite, cinque pareggi nelle ultime sette giornate di campionato) faranno del vertice un'occasione per dare una svolta alla situazione. Il girone d'andata si è infatti chiuso con un distacco di sette punti dal Napoli capolista, e con un quinto posto in classifica insidiato anche dal Sassuolo dell'ex Di Francesco. Garcia, nonostante tutto, continua a credere nella possibilità di invertire il trend e lo aveva ribadito ai giocatori a Trigoria prima dell'allenamento. Il francese si è lasciato andare a una dura reprimenda nei confronti del gruppo per il modo in cui è maturato l'1-1 col Milan, fissando poi una doppia seduta di lavoro per martedì (mentre domani è stato concesso un giorno di riposo). Il problema, tuttavia, è che i giocatori lamentano da un lato una scarsa condizione atletica, puntualmente evidenziata dal gran numero di stop muscolari (gli ultimi in ordine di tempo quelli di Manolas e Nainggolan che domani saranno sottoposti ad esami strumentali per verificare l'entità del problema ai flessori accusato da entrambi coi rossoneri), e dall'altro sembrano navigare a vista, chiedendo quotidianamente a Trigoria se e quando sarà presa una decisione definitiva sul futuro del tecnico. A frenare finora l'avvicendamento in panchina è la mancanza di un'alternativa valida che metta tutti d'accordo (i vari Spalletti, Bielsa e Sampaoli non convincono). Il timore di affidarsi adesso a un nuovo allenatore, avendo quindi le mani legate in estate quando si libereranno altri tecnici più ambiti (Conte in primis), è quindi l'unica cosa che aveva permesso a Garcia di restare al proprio posto. Ma ora forse non più.

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