Sanremo: Hozier, tra impegno sociale e pop

"Le unioni civili non riguardano i gay ma i diritti umani"

dell'inviata Claudia Fascia SANREMO

Al festival si sono appena placate le polemiche per l'esibizione di Elton John, paladino dei diritti civili, che ecco arrivare Hozier, il giovane cantautore irlandese che ha conquistato le classifiche di mezzo mondo con il brano Take me to Church, 5 Dischi di Platino nel nostro Paese, il cui video in bianco e nero contro l'omofobia (in cui si susseguono una serie di baci tra uomini) è stato visualizzato quasi 100 milioni di volte. "Non mi aspettavo un successo del genere, è stato veloce e inaspettato - ha spiegato l'artista 25enne che salirà sul palco dell'Ariston -. Il tema era improbabile, non avevo aspettative e il video cerca di delineare la complessità e la delicatezza del tema, senza dare un giudizio".

La sua performance arriva proprio nel momento in cui in Italia si discute sulle unioni civili. "Anche in Irlanda negli ultimi anni abbiamo avuto un dibattito simile. Poi unioni civili e matrimoni gay sono passati con un referendum, con il 70% di sì. Ma non si tratta di diritti gay, è una questione che coinvolge i diritti umani in generale. E io, quando si tratta di adulti consenzienti, non ho niente in contrario".

Quando Hozier scopre che alcuni cantanti in gara a Sanremo si stanno mobilitando a favore delle unioni civili portando sul palco un nastro arcobaleno, accoglie con entusiasmo l'idea. "Sì, certo, non ho nessun problema ad aderire anche io". E spiega che non esiste alcuna contraddizione tra impegno sociale e pop. "E' una combinazione che che esiste da decenni. La musica è anche politica, e le due cose non sono in contrasto". In quest'ottica ha lanciato la campagna sociale contro la violenza domestica #FaceUpToDomesticViolence con il brano "Cherry Wine". "I proventi del singolo saranno donati a 22 associazioni in 22 Paesi. per l'Italia abbiamo scelto il Telefono Rosa", ha spiegato Hozier aggiungendo che gli eventi di Colonia, con le aggressioni a decine di donne nella notte di Capodanno, lo hanno "molto turbato. Viviamo un momento molto preoccupante, con una crisi migratoria pesantissima e si usa retorica per bloccar l'entrata dei rifugiati. Un tema complesso, che non si può risolvere dando la colpa a una cultura che invade un Paese".

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