• Renzi agli iscritti del Pd: "Avanti con determinazione sulle riforme"

Renzi agli iscritti del Pd: "Avanti con determinazione sulle riforme"

'Sulle riforme Fi ci stia ma avanti comunque'

"Il percorso delle riforme è impegnativo. Andiamo avanti con ancora maggiore determinazione, forti del risultato dell'elezione del presidente della repubblica ed i primi segnali di ripresa economica. Ma forti soprattutto della passione che anima tutti voi". Così Matteo Renzi in una lettera agli iscritti del Pd.

"Siamo noi il cambiamento che l'Italia sta aspettando da troppi anni - haggiunto Renzi -.Noi, con i nostri difetti e con le nostre potenzialità. Noi, con i nostri parlamentari e i nostri militanti. Noi, con i nostri sogni e i nostri progetti. Noi siamo l'Italia che cambia. E dobbiamo esserne consapevoli e responsabili".

"Siamo il PD, la più grande comunità politica europea. La più grande speranza della politica italiana. Guai a noi - ha avvertito ancora il segretario del Pd - se ci tirassimo indietro o se abdicassimo davanti alle nostre responsabilità. L'Italia ha bisogno della nostra energia e del nostro entusiasmo".

"L'elezione del Capo dello Stato mette il turbo, non rallenta le riforme. Avanti tutta, io non passo i prossimi mesi a parlare con i partitini ma tra gli italiani per rimettere in moto il paese". Così Renzi, a Rtl, dopo l'elezione di Sergio Mattarella al Colle.

"Alla Camera Fi non è importante dal punto di vista numerico ma come idea di riforme condivise. Credo che Fi abbia interesse a starci ma non ha senso rimettere in discussione tutto, noi si va avanti comunque, se non vogliono andiamo avanti anche senza", ha detto il premier, a Rtl, sull'intesa con Fi sulle riforme.

"Siamo molto contenti, l'elezione del presidente della Repubblica è un bel momento per tutti gli italiani . Poi ci sono le polemiche dei partiti che lasciano il tempo che trovano". 

"Il centrodestra ha divisioni al proprio interno, capisco anche il Pd, le ha e le avrà ma Berlusconi ha detto che Mattarella è una persona assolutamente per bene". 

"Sulla norma del 3% stiamo valutando, verificando, vedremo se cambiarla e come. Il senso è che se fai il furbo e ti becco ti stango, ti faccio pagare il doppio ma non diamo corso al processo penale se c'è buona fede. Berlusconi non c'entra niente ma bisogna dividere tra gli evasori e chi fa errori in buona fede". Così il premier Matteo Renzi, a Rtl, difende la norma della delega fiscale che tornerà in Consiglio dei ministri il 20 febbraio dopo le polemiche.

"Quando sento che in Italia sono tutti evasori mi indigno... Ci sono persone che devono avere regole certe e chiare e per questo avevano pensato alla norma del 3 per cento per intervenire su chi è in buona fede": così il premier, a Rtl, parlando dei contenuti della delega fiscale.

"C'era chi si chiedeva chissà cosa c' è sotto il patto del Nazareno. Non c'è nulla. Dicevano: c'è sotto l'elezione del presidente della Repubblica, la giustizia...in Italia c'è il complottismo, le trame segrete, guardano troppo serie tv ed ecco il 'Nazareno 7'. No, le regole si scrivono insieme. Chi sospettava il patto segreto sabato ha avuto la risposta". Così Matteo Renzi, a Rtl, ironizza sulle intenzioni attribuite al Patto con Berlusconi.

Sulla Grecia "serve serietà, prudenza, responsabilità". Così Matteo Renzi, a Rtl, alla vigilia dell'incontro con Tsipras, sostenendo che "l'euro si sta mettendo sulla strada giusta ma bisogna andare più veloci" nella via della flessibilità. "E' fondamentale dare un messaggio chiaro - ha aggiunto il premier - noi abbiamo detto che vogliamo cambiare la politica economica in Europa e non per la Grecia. Siamo in prima linea e son contento che in tanti stanno arrivando".

"Siamo molto contenti per l'elezione del presidente. Sergio Mattarella è uno straordinario galantuomo, è un politico ma lo ha fatto sempre con un rigoroso senso delle istituzioni. E' in prima fila contro la mafia e sarà un arbitro imparziale che non deve dare ragione a uno o all'altro ma rispettare la Costituzione". Renzi, a Rtl, elogia Sergio Mattarella, dicendosi convinto che "gli italiani, che forse non lo conoscono bene, impareranno presto ad apprezzarlo".

"Che il Pd non litighi è una contraddizione in termini e torneremo a discutere. Va bene discutere ma ricordo che siamo qui per rimettere in moto l'Italia", spiega il premier, a Rtl, parlando dell'unità del Pd per l'elezione del Capo dello Stato.

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