• Salvini, su Open Arms siamo soli contro tutti. Trenta, non firmo divieto in nome umanità

Salvini, su Open Arms siamo soli contro tutti. Trenta, non firmo divieto in nome umanità

La nave è giunta davanti a Lampedusa, con un veliero che le fa da supporto

A largo di Lampedusa ci sono per ora ormeggiate due imbarcazione che si chiamano entrambe Open Arms. La prima è quella che ospita i 147 migranti, l'altra è un veliero con lo stesso nome che fa da supporto all'altro natante.
La nave Open Arms con 147 migranti a bordo è arrivata quindi all'alba di stamane nelle immediate vicinanze di Lampedusa. Diverse motovedette della guardia di finanza e della capitaneria di porto stanno monitorando i movimenti dell'imbarcazione della Ong catalana che si è diretta verso l'isola delle Pelagie, scortata da due navi militari, dopo che il Tar del Lazio ha accolto un suo ricorso, sospendendo il divieto di ingresso nelle acque italiane disposto da Salvini. Provvedimento rinnovato ieri dal ministro dell'Interno che ha presentato ricorso contro la decisione del Tar ribadendo il suo 'no' alla sbarco dei migranti. Al momento la Open Arms è all'ancora a ridosso dell'isola, nella zona di Cala Francese, a poche Centinaia di metri dall'entrata del porto. Le condizioni del mare non sono buone e, stando alle previsioni, permarranno così per tutta la giornata.

"Sul divieto di sbarco alla Open Arms siamo soli contro tutti. Contro Ong, tribunali, Europa e ministri impauriti.E col PD al governo, immigrazione di massa e Ius Soli tornerebbero realtà".Lo scrive il ministro Salvini in un post su Facebook.
"Umanità non significa aiutare trafficanti e ong. Per me umanità significa investire seriamente in Africa e non certo aprire i porti italiani". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando le parole della collega alla Difesa Elisabetta Trenta.

"Non si può ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria, che anzi si sono verosimilmente aggravati".Così il ministro della Difesa Trenta spiega la decisione di non firmare il nuovo decreto di Salvini che vieta l'ingresso nelle acque territoriali italiane dell'Open Arms.

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