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Scontro con la Francia sui gilet gialli: Eliseo, Di Maio? L'interlocutore di Macron è Conte

'Le sue parole solo a fini elettorali interni'. Il vicepremier: 'Macron paragonò il nostro governo alla lebbra'

"Una proposta inattesa, sconveniente", addirittura "un'ingerenza negli affari interni della Francia": i gilet gialli - o almeno la loro area più moderata che ora pensa di strutturarsi in un partito - respingono la mano tesa di Luigi Di Maio e rispediscono al mittente la proposta di collaborazione del leader pentastellato, che nel suo appoggio alla protesta aveva offerto loro anche la piattaforma Rousseau. Con l'obiettivo di cooptarli come possibile alleato a livello europeo. "Quella del vostro vicepremier è un'ingerenza negli affari interni del nostro Paese", è la bocciatura che arriva da Jacline Mouraud, la 'pasionaria' ex portavoce della cosiddetta ala moderata, che ora lavora al suo progetto di partito politico smarcato da quelli tradizionali, 'Les Emergents'. "Davvero - dice intervistata dall'ANSA - mi domando come sia possibile che un ministro italiano abbia bisogno di schierarsi contro un presidente di un Paese vicino". Dall'Eliseo, intanto, scelgono di snobbare l'endorsement del leader M5s ai rivoltosi: "Non vale la pena rilasciare dichiarazioni" e d'altra parte "l'interlocutore naturale del presidente della Repubblica è il premier Giuseppe Conte", è il commento velenoso che lasciano filtrare dagli ambienti vicini a Macron. Derubricando a uno "slogan a fini elettorali interni" la sortita del capo 5stelle.

Luigi Di Maio stamattina aveva ribattuto: "La ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau, dopo la mia lettera di ieri mattina ai Gilet Gialli, ha dichiarato: "La Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro". Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra". E Di Maio ricorda le sue parole: "li vedete crescere come una lebbra, un po' ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire". "Il popolo francese chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze. Non posso non condividere questi desideri, nè penso di dire nulla di offensivo verso i cittadini francesi". "Quanta ipocrisia" afferma "E' chiaro che qualcosa deve cambiare. Come ad esempio è ora di smettere di impoverire l'Africa con politiche colonialiste, che causano ondate migratorie verso l'Europa e che l'Italia si è trovata più volte a dover affrontare da sola".

"Gilet gialli, non mollate!" era l'incipit del post pubblicato dal vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sul Blog delle Stelle.

"Il MoVimento 5 Stelle - assicura - è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico". Quindi l'offerta di mettere a loro disposizione alcuni strumenti della piattaforma Rousseau. Poco dopo, arriva anche il tweet anti-Macron dell'alleato leghista Matteo Salvini: "Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno".

Due prese di posizione che a Parigi, come prevedibile, non sono piaciute. "La Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro", è il secco commento via Twitter della ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau. Quello dei due vicepremier risulta infatti essere un messaggio senza precedenti, soprattutto per un esecutivo - quello giallo-verde - che ha sempre rivendicato il proprio sovranismo e la propria opposizione a ogni forma di ingerenza di Stati stranieri, a cominciare dalla Francia, nella propria politica interna.

A intervenire è anche l'Ue."Non facciamo commenti ad altri commenti, tantomeno quando vengono da commentatori professionali", ma sulla questione dei gilet gialli "la Commissione Ue sostiene il presidente Macron e le autorità francesi, che hanno tutta la nostra fiducia per mettere in opera il programma per cui il presidente è stato eletto", così il portavoce del presidente Juncker risponde a chi gli chiede cosa pensi la Commissione europea del sostegno espresso da esponenti del Governo italiano ai gilet gialli.

 

 

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