Dl dignita', audizioni al via, Boeri giovedì

Cisl, stralciare norme su somministrazione. Cgil, rischio estremizzazione forme precarietà

E' partita ieri sera con i sindacati il ciclo di audizioni sul dl dignità. Questa mattina alle 8.30 sarà ascoltata Confindustria e giovedì alle 17.30 sarà la volta del presidente dell'Inps, Tito Boeri. Le Commissioni provvederanno ad audire anche il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ma una data non è ancora stata definita.

Cisl, stralciare norme su somministrazione - "Sarebbe stato preferibile affrontare il tema dell'enorme precarietà del lavoro presente nel nostro paese attraverso un confronto preliminare del Governo con le parti sociali, onde evitare l'ennesimo intervento del legislatore in materia di regolazione dei rapporti di lavoro". E' quanto ha sottolineato il Segretario Generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra nel corso di un'audizione alla Camera dei Deputati sul Dl Dignità. Tuttavia, ha precisato il responsabile Cisl, "è condivisibile la logica del decreto dignità che riduce la durata dei contratti a termine e le proroghe , in linea con la media europea, anche se sarebbe opportuno, per evitare contenziosi, affidare la regolazione delle causali alla contrattazione collettiva ed aziendale, stralciando dal decreto le norme che riguardano il lavoro in somministrazione, tipologia che oggi è già ben tutelata sul piano dei diritti da norme pattizie tra imprese e sindacati". Sbarra ha quindi sottolineato anche che la Cisl ritiene altresì che sarebbe necessario aprire un confronto con il Governo per rendere più favorevole sul piano fiscale e contributivo il contratto a tempo indeterminato, prevedendo forti incentivi per quest'ultimo. E, ha aggiunto, "guardiamo con favore alle norme introdotte sulle delocalizzazioni, proprio per evitare che imprese che hanno usufruito di aiuti pubblici possano spostare le loro produzioni all'estero con gravi ripercussioni per la stabilità occupazionale dei lavoratori, senza per questo voler mettere in discussione la giusta politica di incentivazione agli investimenti esteri nel nostro paese che va salvaguardata soprattutto nelle aree depresse del Mezzogiorno".

Cgil, rischio estremizzazione forme precarietà - "Se non sostenute da un organico disegno di contrasto alla precarietà" le misure sul tempo determinato inserite nel dl dignità, da giudicare comunque positivamente, "rischiano di spostare il peso della precarietà su forme ancora meno tutelate ed ampiamente abusate, quali i tirocini e le false partite Iva, se non di incrementare il ricorso al lavoro intermittente o al lavoro autonomo tout court". E' il parere della Cgil, ascoltata alle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera sul decreto dignità. Pur contenendo "misure interessanti e condivisibili, da tempo richieste dalla Cgil", il provvedimento, secondo il segretario confederale Tania Scacchetti, "manca di coraggio nell'affrontare, attraverso un intervento organico, un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro. Questo pare essere il vero limite dell'intervento del Governo" che dovrebbe "ambire ad una proposta più forte che parta dagli investimenti volti a creare occupazione, dal sostegno agli ammortizzatori sociali per affrontare l'enorme problema sociale determinato dalla crisi, dal rilancio e dagli investimenti sulle politiche attive del lavoro". Il sindacato giudica in particolare positivamente la reintroduzione delle causali, osteggiate invece da Confindustria, chiedendone però l'adozione "fin dal primo contratto". "Nettissima contrarietà" invece verso la volontà più volte annunciata di inserire sui voucher in agricoltura e nel turismo.

 

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