Papa verso il Cile: 'Ho paura della guerra nucleare'

A giornalisti su aereo, "siamo al limite". E dona foto Nagasaki

"Si, ho davvero paura. Siamo al limite. Basta un incidente per innescare la guerra. Di questo passo la situazione rischia di precipitare. Quindi bisogna distruggere le armi, adoperarci per il disarmo nucleare". Papa Francesco è in volo verso Santiago del Cile, da dove comincerà stasera il suo viaggio apostolico che toccherà Cile e Perù; per prima cosa ha donato ai giornalisti al seguito una foto scattata a Nagasaki dopo l'esplosione atomica del '45. Un gesto per rilanciare il suo allarme sul nucleare.

 

Parlando della fotografia, alla quale ha voluto aggiungere sul retro la sua scritta "Frutto della guerra", il pontefice ha infatti spiegato: "Questa l'ho trovata per caso, é stata scattata nel '45. E' un bambino con il suo fratellino sulle spalle che aspetta il suo turno davanti al crematorio a Nagasaki dopo la bomba. Mi ha commosso quando l'ho vista. Ho pensato, ho osato scrivere solo 'Il frutto della guerra' e poi di farla stampare e condividerla perché un'immagine del genere commuove più di mille parole. E l'ho voluta condividere con voi". Poi ha parlato del viaggio, riferendo di conoscere il Cile, dove ha vissuto un anno, un po' meno invece il Perù. Papa Francesco ha cominciato dunque il ventiduesimo viaggio all'estero del suo pontificato, il sesto che tocca Paesi dell'America Latina.

Prima tappa Santiago dove l'aereo del Papa atterrerà intorno alla mezzanotte. All'aeroporto della capitale cilena, nella cerimonia di benvenuto, il Papa sarà accolto dalla presidente uscente della Repubblica, ma ancora in carica, la socialista Michelle Bachelet. Quindi il trasferimento alla Nunziatura apostolica, dove Francesco alloggerà nel suo soggiorno a Santiago. Prima della partenza verso il Cile, Papa Francesco questa mattina aveva salutato a Casa Santa Marta i familiari di una ragazza recentemente deceduta a causa di un incidente stradale, accompagnati dall'arcivescovo elemosiniere Konrad Krajewski. E sempre prima di partire ha lanciato un tweet: "Vi chiedo di accompagnare con la preghiera il mio viaggio in Cile e Perù". Lasciando l'Italia ha inviato il consueto telegramma di saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale nella risposta ha sottolineato come questo viaggio del pontefice "costituirà per il Cile e il Perù la più alta testimonianza dell'attenzione della Chiesa per la costruzione di società più eque e giuste". Atteso dagli argentini anche il saluto che invierà al presidente sorvolando il suo Paese, subito prima di arrivare in Cile, dove atterrerà dopo quasi 16 ore di volo, il più lungo viaggio in aereo da quando è pontefice.

In Cile, oltre alla capitale, il Pontefice visiterà le città di Temuco, a Sud, dove incontrerà le popolazioni indigene Mapuche, e Iquique, nel Nord minerario. In Perù, dove arriverà giovedì sera, sarà nella capitale Lima, nell'amazzonica Puerto Maldonado e a Trujillo, sulla costa del Pacifico, colpita l'anno scorso dalle inondazioni di 'El Nino'. Il rientro a Roma è previsto per lunedì 22. Entrambi i Paesi sono stati visitati in precedenza da papa Giovanni Paolo II: il Cile nel 1987, il Perù due volte, nell'85 e nell'88.   

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