Mattarella, anche noi migranti. Salvini attacca, vergogna

Anniversario Marcinelle con polemiche. Lega, via scorta Saviano

Lega scatenata contro il Colle nel giorno della celebrazione del 61/o anniversario della tragedia di Marcinelle. Che diventa un confronto tra l'emigrazione italiana di ieri e le ondate di migranti che oggi arrivano in Europa e Italia. Il rogo nella miniera di carbone belga in cui l'8 agosto 1956 morirono 262 minatori (136 italiani), è diventato il simbolo dello sfruttamento dell'emigrazione. Dal 2001 quella di oggi è stata dichiarata 'Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo' e nel 2005 i minatori italiani bruciati nelle viscere della Vallonia sono stati insigniti della Medaglia d'Oro al Valore Civile. Ed oggi Sergio Mattarella ha ricordato la strage del 1956 osservando che "generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell'emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d'origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza". Fatto che, ha aggiunto il presidente della Repubblica, "è un motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell'Unione Europea". Anche per la presidente della Camera, Laura Boldrini, Marcinelle "ci ricorda quando i migranti eravamo noi". Ma contro le parole di Mattarella si è scatenata la Lega Nord. Prima con una dichiarazione di Paolo Grimoldi, deputato e segretario della Lega Lombarda che ha definito "vergognoso" che il presidente Mattarella ricordando Marcinelle "paragoni gli italiani che andavano a sgobbare in Belgio o in altri paesi, dove lavoravano a testa bassa, dormendo in baracche e tuguri, senza creare problemi, agli immigrati richiedenti asilo che noi ospitiamo in alberghi, con cellulari e connessione internet per farli bighellonare tutto il giorno". Poi con il leader Matteo Salvini, che su Facebook nel pomeriggio ha scritto: "Mattarella paragona gli italiani emigrati (e morti) nel mondo ai clandestini mantenuti in Italia per fare casino? Si vergogni! Mattarella non parla a nome mio. #stopinvasione". Una posizione contro la quale si è schierato il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina: "La propaganda di Salvini non si ferma nemmeno di fronte alle commemorazioni di tragedie come Marcinelle. Anche oggi le sue parole sono indecenti, questa volta in modo inqualificabile contro il presidente Mattarella. È solo lui che si deve vergognare di quello che dice ogni giorno, sacrificando alla becera propaganda di parte ogni momento". Ma Salvini, incurante delle critiche, ha attaccato anche lo scrittore Roberto Saviano, che lo aveva criticato per le sue posizioni anti-migranti: "Per Saviano sono razzista, ignorante, sgrammaticato...Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l'invasione, gli leviamo l'inutile scorta", promette il segretario leghista.

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