Giorno memoria: a Auschwitz, modo migliore di fare scuola

'Prima volta' ministro Fedeli. Intesa Miur - Ucei - Csm

AUSCHWITZ - Una visita ad Auschwitz e nei luoghi dell'Olocausto per "andare oltre i libri e rendere viva la storia". Per la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, il Viaggio della Memoria è "forse il modo migliore per fare scuola.
    Studiare, leggere ma anche andare nei luoghi delle tragedie per conoscere, capire e poi tornare diversi, migliori".
    Quella che si è appena conclusa è stata una due giorni intensa ed emotivamente toccante per cento studenti di diverse scuole superiori italiane - da Udine a Pantelleria, passando per Amatrice - che si sono distinti per i loro progetti legati al tema della Shoah . Le testimonianze di Andra e Tatiana Bucci, le due "bambine" (oggi quasi ottantenni) sopravvissute al campo di sterminio nemmeno loro sanno perché, sono state struggenti. Molti hanno pianto. In meno di quarantotto ore i ragazzi hanno potuto toccare con mano la malvagità frutto del razzismo e dell'odio - passeggiando nelle strade ghiacciate del Ghetto di Cracovia, percorrendo lo stesso sentiero che conduceva gli internati del campo di sterminio di Birkenau alle camere a gas - e hanno capito, dalla viva voce dei protagonisti, "quanto sia importante riconoscere e disinnescare i germi dell'odio con la ragione e il rispetto dei diritti umani e civili". Sono parole, ancora una volta, della ministra Fedeli che è "orgogliosa" di aver fatto la sua prima visita ufficiale all'estero proprio qui nei luoghi della grande tragedia.
    Con l'orecchio incollato al cellulare per essere aggiornata in tempo reale sulla situazione delle scuole nelle regioni messe in ginocchio dalla neve e dal terremoto ("faremo di tutto perché questi studenti non perdano l'anno scolastico, sia dal punto di vista del numero di ore sia degli esami di Stato"), la ministra Fedeli invita i ragazzi a "prendersi la storia sulle spalle" e a farsi "testimoni di quegli eventi terribili perché quella lucida follia omicida che ha portato al genocidio non si ripeta mai più".
    Il viaggio della Memoria ha visto quest'anno per la prima volta la partecipazione di una delegazione di magistrati del Csm che hanno siglato, con il Miur e l'Ucei, l'Unione delle comunità ebraiche italiane, una carta di intenti. Un'intesa, sottoscritta simbolicamente in una delle baracche del campo di Birkenau, che prevede un programma di sensibilizzazione e formazione nelle scuole e nelle università sui temi della Shoah "per il contrasto a ogni genere di discriminazione".
    Nella stessa direzione va la lettera di intenti firmata dalla ministra Fedeli e la presidente dell'Ucei, Noemi Di Segni, che rinnova la collaborazione per diffondere tra gli studenti la conoscenza e lo studio dell'Olocausto ed educare alla cultura del rispetto reciproco. Per i ragazzi, i veri protagonisti di questo Viaggio, "è stata una riscoperta della nostra storia e - dice Aurora Padrini, 18 anni, di Udine - attraverso una riflessione sull'orrore che abbiamo visto, un'occasione per riaffermare l'importanza dei nostri valori".

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