Stepchild: Consulta, inammissibile ricorso su madri Usa

La questione è stata sollevata dal tribunale dei minori di Bologna nell'ambito di una causa che riguarda due donne sposate negli Stati Uniti che chiedono il riconoscimento in Italia delle figlie adottate negli Usa

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso sul caso di due donne sposate negli Usa e trasferitesi a Bologna, che chiedono il riconoscimento dell'adozione di due figlie. A sollevare la questione, il tribunale di Bologna. L'Avvocatura dello Stato aveva chiesto che il ricorso fosse dichiarato inammissibile, sottolineando che più volte a tutela dei minori i tribunali hanno accolto l'istanza di adozione di coppie gay, applicando la norma che disciplina le adozioni nei casi particolari.

Si tratta del caso di due donne sposate negli Stati Uniti, Eleonora Beck e Liz Joffe, che chiedono il riconoscimento in Italia dell'adozione di una bambina: ciascuna ha un figlio e un tribunale dell'Oregon ha stabilito che entrambi sono, reciprocamente, madri adottive dell'altro. In America, quindi, è intervenuta quella che anche in Italia, complice il dibattito sul ddl Cirinnà, è ormai nota come stepchild adoption. Ma quando le due donne, nel frattempo trasferitesi a Bologna, si sono rivolte al Tribunale per i minori, attraverso l'avvocato Claudio Pezzi, chiedendo di riconoscere l'adozione, i giudici hanno inviato gli atti alla Consulta

Rete Lenford, giudici chiamati a supplire politica - "Ancora una volta la politica sta abdicando al suo primato, chiedendo alla giurisprudenza di continuare a svolgere un ruolo di supplenza nel quadro dei principi dell'ordinamento". E' quanto sottolinea l'Associazione Avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford, che si è costituita in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale a sostegno delle ragioni della coppia di donne sposatesi negli Usa che chiedono il riconoscimento in Italia dell'adozione delle figlie. 

Il comunicato della Corte - "La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale promossa dal Tribunale per i minorenni di Bologna, che era stato chiamato a riconoscere in Italia la sentenza con cui, nel 2004, negli Stati Uniti, era stata disposta l'adozione del figlio della compagna in una coppia di persone dello stesso sesso, entrambe cittadine americane". "Il Tribunale di Bologna ha erroneamente trattato la decisione straniera come un'ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri". Lo si legge nel comunicato della Corte Costituzionale relativo alla decisione sul caso di stepchild adoption.

Consulta, tribunale ha trattato come adozione internazionale - Il Tribunale di Bologna ha trattato la decisione straniera come un'ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri. Questo il motivo essenziale per cui la corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla stepchild.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA