Adozioni-utero in affitto, i punti caldi ddl Cirinnà

Critiche a troppa somiglianza tra unioni e matrimoni

Adozioni, utero in affitto, diritto successorio e le norme che rendono simili le unioni civili al matrimonio: sono questi punti caldissimi su cui si gioca la partita delle unioni civili.

UNIONI/MATRIMONI Il ddl Cirinnà prevede due istituti molto diversi: le unioni civili per le coppie gay, e le convivenze per le coppie etero. Il ddl stabilisce che le unioni si costituiscono e si sciolgono come i matrimoni, e ad esse si applicano gli articoli del Codice Civile che si riferiscono al matrimonio in tema di diritti e doveri; valgono anche le norme sulla pensione di reversibilità e sulla successione. Secondo i critici (Ap e molti cattodem), vista l'eccessiva somiglianza tra unioni e matrimonio, prima o poi per via di giurisprudenza si arriverà al matrimonio gay . L'articolo 3 recita testualmente: "Le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso". I critici sottolineano che questo allarga di nascosto le adozioni, sia normali che speciali, alle coppie gay. L'altra critica è che invece alle convivenze etero vengano concessi solo i diritti di mutua assistenza (per la sanità e nelle carceri).

STEPCHILD ADOPTION l'articolo 5 del ddl inserisce anche il partner di una coppia gay tra i soggetti che possono chiedere al Tribunale dei minori l'adozione speciale di un minore (da non confondere con l'adozione vera e propria o "legittimante"). La legge (183 del 1994) prevede che per l'interesse del bambino esso possa essere adottato anche "dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge". Il ddl stabilisce che tale norma si applica anche al partner di una unione gay. La stepchild adoption è stata introdotta per via giurisprudenziale dal Tribunale dei minori di Roma, il 30 luglio 2014, che ha dichiarato adottata da parte di una donna la figlia della compagna che aveva concepito la bambina con fecondazione eterologa effettuata in Spagna (vietata in Italia).

UTERO IN AFFITTO secondo i critici (Ap, CattoDem, ma anche un gruppo di senatori e senatrici del Pd laici e femministe) la stepchild adoption sarà una sanatoria dell'utero in affitto praticato da coppie gay all'estero, incentivando quindi questa pratica vietata in Italia ma ammessa in Usa, Canada, Gb e alcuni Paesi poveri. Alcuni emendamenti propongono di sostituire l'adozione con l'affido, altri di rafforzare le norme contro l'utero in affitto, con pene severe per chi lo pratica.

MADRE NATURALE per l'ordinamento italiano, la madre di un bambino è quella che lo ha partorito. Secondo alcuni studiosi, il ricorso all'utero in affitto da parte di coppie etero e gay, aprirà nei prossimi anni contenzioni giudiziari da parte delle donne straniere che hanno partorito i figli, magari con intenti puramente patrimoniali. Di qui la proposta dei critici della stepchild adoption di stralciare la norma e inserirla in una riforma complessiva della legge sulle adozioni.

SUCCESSIONE il partner della coppia gay avrà la "legittima" pari al 50% dell'eredità del partner, come nel matrimonio. Una quota che per i matrimoni tiene conto del fatto che il coniuge superstite sia anche genitore dei figli, mentre nelle coppie gay non è così. Molti emendamenti propongono quindi di abbassare la percentuale della "legittima" del partner e alzare quella dei figli. ISTAT: secondo il censimento Istat 2011 le coppie gay sono 7.513 di cui 529 hanno un bimbo. 
   

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